Tag

, , ,

L’osservazione che sento più spesso quando si parla di organizzare qualche invito, fosse pure un semplice caffè con un amico, è sempre la stessa. “Mi piacerebbe, ma ho pochissimo tempo e non riuscirei a per fare le cose per bene. E poi sono sempre così stanca/o che sarei una pessima compagnia”. Messa così, niente da dire: la voglia di ricevere passerebbe anche a Martha Stewart.

Ma siamo sicuri che ricevere sia così faticoso, e richieda tanto tempo in più? O non sarà così perché, quando riceviamo, andiamo completamente fuori dai nostri standard abituali? Facciamo un esempio banale. Mettiamo che io sia abituata a bere il caffè in piedi, magari nel primo bicchiere che mi capita, pescando lo zucchero direttamente dal pacchetto. Ovviamente se invito qualcuno, anche se non sono una fanatica seguace di Monsignor Della Casa e il qualcuno in questione è persona con cui ho grande confidenza, so bene che non posso riservargli lo stesso trattamento: dovrò offrirgli quantomeno una tazzina con piattino, predisporre una zuccheriera, magari del latte o panna e – perché no? – un cioccolatino. Il tutto possibilmente seduti in un ambiente ordinato e gradevole.

Così si tireranno fuori tazzine che abitualmente non si usano (magari quelle del “servizio buono”, che spesso, anche avendola, non va in lavastoviglie),  e chi ce l’ha potrebbe anche sentirsi in dovere di ripescare l’argenteria. Indubbiamente, così facendo la faccenda decisamente si complica.

Ecco, per ricevere in modo piacevole ma senza ridursi una polpetta è necessario trovare un punto di contatto tra questi due estremi. E il primo passo per arrivarci è, di solito, alzare gli standard che riserviamo abitualmente a noi stessi e alla nostra famiglia. Insomma, considerarci i primi e più importanti ospiti della nostra casa, come in effetti siamo.

Perciò, per venire al nostro esempio, basta col caffè preso a casaccio. Se la nostra abitudine personale sarà di berlo con tazza e piattino (non necessariamente del “servizio buono”, né tantomeno con contorno di argenteria), utilizzando una zuccheriera semplice che potrà andare bene anche per la colazione, sarà assolutamente naturale fare lo stesso con i nostri ospiti. Alla fine, il tempo impiegato sarà praticamente lo stesso: non così il piacere che se ne ricaverà.

Insomma, impariamo a trattarci un po’ meglio tutti i giorni, e non solo nelle occasioni speciali: poco a poco, gesti che prima risultavano inconsueti e quindi faticosi diventeranno la norma, facendo di noi dei padroni di casa sempre più attenti e allo stesso tempo spontanei. Anche questo è un gesto d’amore, per noi stessi e per chi ci sta vicino.