Tag

, , ,

Suonano alla porta. Chi sarà? Non aspettiamo nessuno, magari siamo lì lì per uscire, o per passare l’aspirapolvere, o per infilarci in una vasca traboccante di schiuma profumata. Invece no. Alla porta si palesa lui, l’ospite inatteso. Mamma, suocera, amica, non importa chi sia, la cosa che spiazza è la modalità con cui si presenta alla nostra porta: all’improvviso, appunto, senza nessun segnale che preannunciasse la visita, nemmeno di quei pochi minuti necessari a renderci presentabili. A volte fa piacere, ma spesso – diciamolo sinceramente – non è così. Intendiamoci, non si tratta di non saper imbastire un veloce segno di benvenuto: anzi, parleremo a breve di quelli che sono, per me, gli indispensabili da avere sempre in casa per affrontare nella massima tranquillità situazioni come questa. Si tratta proprio di essere messi a disagio, perché è inutile, anche la persona più desiderata può capitare nel momento sbagliato, con conseguente imbarazzo di tutti.

Già, perché nulla è spiacevole come dover liquidare in fretta e furia un ospite che in un altro frangente sarebbe stato graditissimo: d’altronde non sempre si possono stravolgere i propri programmi all’ultimo istante, e può capitare di essere costretti dalle circostanze a negarsi al visitatore. Ammettiamolo: sono situazioni spiacevoli per tutti, che si dovrebbero proprio evitare. Perciò lo dico forte e chiaro, alla faccia del politicamente corretto. Non si fa! Non ci si presenta mai a casa di qualcuno – neanche dalla mamma – senza farsi precedere da una telefonata. Con l’onnipresenza dei cellulari, non costa nulla chiamare e dire “Sono in zona, posso passare a fare un saluto?”. Così facendo si darà l’opportunità al padrone di casa di negare la propria disponibilità, se del caso, senza imbarazzo per nessuno. O in alternativa, si concederanno comunque a chi riceve quei cinque minuti di tempo utili per darsi una veloce rinfrescata ed accogliere l’ospite inatteso col più bello dei sorrisi sulle labbra.