Ricevere, Volersi bene

Volersi bene, capitolo 2. La colazione quotidiana

Il buongiorno si vede dal mattino, lo sappiamo tutti. Partire col piede storto è quanto di peggio possa capitare, soprattutto se ci aspetta una giornata impegnativa. Aggiungiamoci il fatto che, si sa, una buona colazione è fondamentale per la nostra salute. Ecco perché volersi bene vuol dire: basta con il caffè/tè/cappuccino bevuto di corsa mentre con la mano destra ci si trucca, con la sinistra ci si infilano le scarpe e tra un sorso e l’altro si sbocconcella un biscotto strillando ai figli di sbrigarsi perché è tardi. Per regalarsi una colazione veloce ma comunque piacevole non serve alzarsi chissà quanto tempo prima: anche qui, è principalmente questione di abitudine, e di un minimo di organizzazione.

Ma andiamo con ordine. Perché la colazione cambi faccia, serve innanzi tutto una cornice accogliente, ovvero una tavola preparata con cura. Niente di trascendentale, ovviamente, le cose normali che ci sono in ogni casa: tazze, piattini, cucchiaini (sia personali che per eventuali marmellate ), coltellino per burro o creme spalmabili, bicchieri e tovaglioli. Ovviamente il tutto sarà adattato alle abitudini di ciascun membro della famiglia. Per capirci, a casa mia funziona così: tovagliette all’americana, tazza da tè per il figlio, da caffelatte per me e la figlia e da espresso per il marito; piattini, bicchieri e cucchiaini per tutti; tovagliolini in formato cocktail e rigorosamente di carta, naturalmente intonati al servizio da colazione.

La mia strategia di sopravvivenza? Preparare il più possibile la sera, appena prima di andare a dormire, in modo da trovare quasi tutto pronto al risveglio. Oltre alle stoviglie, si possono mettere sul tavolo gli alimenti non deperibili, come biscotti, pane da toast (se ce la si fa, anche una torta o dei muffins), ovviamente in contenitori che ne preservino la fragranza. Anche lo zucchero andrà in un contenitore, semplice e passepartout (per dire, a me piace molto anche in un semplicissimo barattolo di vetro).

Aiuta molto anche organizzare il frigo in modo da avere a portata di mano i prodotti freschi che serviranno: latte, yoghurt, frutta, marmellata, burro (al coperto in una burriera pure semplice e passepartout). A proposito di burro: se già non lo fate, vi suggerisco di non buttarne la carta ma di conservarla nel congelatore e riciclarla per ungere tortiere e stampi vari. Non si spreca il burro che vi resta inevitabilmente attaccato, si unge in maniera più uniforme e ci si sporca molto meno.

Si può anche lasciare già sul fornello il pentolino per il latte, pronto per essere riempito, così come la pentola per l’acqua del tè. La teiera può attendere lì accanto, con il tè pure a portata di mano.

Confesso – anche se temo farò inorridire i puristi – che io preparo la sera prima anche la moka, in modo da dover solo accendere il fuoco. E a breve credo che mi regalerò una caffettiera elettrica, di quelle che si possono programmare: l’idea di alzarmi col profumo di caffè che già aleggia per la casa mi attira moltissimo.

Se tutto è predisposto, basteranno pochi minuti per mettere in tavola una colazione gradevole ma gestibilissima, che potremo gustarci, da soli o in famiglia, con quel minimo di calma che aiuta a far partire meglio la giornata. E se questa diventerà l’abitudine quotidiana, potremmo sbizzarrirci senza panico in ben più lussuose colazioni domenicali. Ma di questo, come si dice, parleremo un’altra volta.

9 thoughts on “Volersi bene, capitolo 2. La colazione quotidiana”

  1. L’hai detto tu che conti sulla mia partecipazione quindi…..;) ecco che lascio la mia testimonianza. La colazione per me è fondamentale, mi sveglio ed ho già fame perciò devo farla entro pochi minuti altrimenti mi innervosisco, a tal proposito il bar mi vede raramente a fare la prima colazione, casomai la “seconda”! E’ raro anche però che prepari il tutto la sera prima, anche se a volte l’ho fatto, in genere mio marito si alza qualche minuto prima di me e mette il latte sul fuoco, il caffè invece ci piace “posato” per il caffelatte e così lo prepariamo il giorno prima oppure se avanza lo teniamo in frigo. Certo io me la godo un po’ più di lui e delle figlie perchè come per il caffè pomeridiano mi piace prendermi qualche minuto e sfogliare qualcosa mentre mangio, invece loro 3 appena finito si alzano e “partono”. Ricordo che egoisticamente quando avevo le bimbe piccole avrei voluto bere il mio caffelatte prima di dare loro il biberon perchè pensavo “io lo bevo in 3 secondi ma loro ci mettono 20′ !” ma mio marito mi metteva in riga e dovevamo allattarle immediatamente 😦

  2. Carissima Donna Bianca, solo su un punto non concordo: la tavola apparecchiata prima. Capisco possa essere comoda, ma personalmente l’idea di una tavola predisposta con tanto anticipo mi mette tristezza. Preferisco di gran lunga adattare la colazione all’umore, al tempo e alle necessità della singola mattina, godendo così appieno del privilegio che mi deriva dall’essere uno scapolo poco legato a orari.
    Capisco che con questo possa attirarmi gli strali di chi deve conciliare impegni famigliari e di lavoro con il desiderio di quella sobria e allegra ospitalità che professi, ma, in fondo, questo potrebbe essere anche il bello del confronto tra diverse consuetudini.

    1. Caro Blasé, l’assenza di pressanti impegni familiari e del peso degli orari è un privilegio non di poco conto, e credimi, te lo invidio più della cucina con due camini. Un po’ come lo stile di vita che traspare dai tuoi post, e che mi ti fa immaginare sfrontato e sornione come un gatto, che anche quando dorme accanto al camino ha sempre un occhio aperto. Comunque anch’io sono convinta che il confronto tra diverse consuetudini, anche quando tanto lontane, non possa che essere fonte di arricchimento reciproco. Perciò mi raccomando, non smettere di venire a trovarmi. A presto

  3. colazione A …quando ho tempo: caffè + brioche al bar
    colazione B pre lavoro a casa in estate: cereali +yogurt + frutto
    colazione C pre lavoro a casa dai 25 gradi in giù: tè+ pane e marmellata (alle volte anche un pò di burro ma non diciamolo in giro)
    PS prima di sposarmi era sempre e solo colazione A….ma il gioco vale la candela baci baci baci ale

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