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Il buongiorno si vede dal mattino, lo sappiamo tutti. Partire col piede storto è quanto di peggio possa capitare, soprattutto se ci aspetta una giornata impegnativa. Aggiungiamoci il fatto che, si sa, una buona colazione è fondamentale per la nostra salute. Ecco perché volersi bene vuol dire: basta con il caffè/tè/cappuccino bevuto di corsa mentre con la mano destra ci si trucca, con la sinistra ci si infilano le scarpe e tra un sorso e l’altro si sbocconcella un biscotto strillando ai figli di sbrigarsi perché è tardi. Per regalarsi una colazione veloce ma comunque piacevole non serve alzarsi chissà quanto tempo prima: anche qui, è principalmente questione di abitudine, e di un minimo di organizzazione.

Ma andiamo con ordine. Perché la colazione cambi faccia, serve innanzi tutto una cornice accogliente, ovvero una tavola preparata con cura. Niente di trascendentale, ovviamente, le cose normali che ci sono in ogni casa: tazze, piattini, cucchiaini (sia personali che per eventuali marmellate ), coltellino per burro o creme spalmabili, bicchieri e tovaglioli. Ovviamente il tutto sarà adattato alle abitudini di ciascun membro della famiglia. Per capirci, a casa mia funziona così: tovagliette all’americana, tazza da tè per il figlio, da caffelatte per me e la figlia e da espresso per il marito; piattini, bicchieri e cucchiaini per tutti; tovagliolini in formato cocktail e rigorosamente di carta, naturalmente intonati al servizio da colazione.

La mia strategia di sopravvivenza? Preparare il più possibile la sera, appena prima di andare a dormire, in modo da trovare quasi tutto pronto al risveglio. Oltre alle stoviglie, si possono mettere sul tavolo gli alimenti non deperibili, come biscotti, pane da toast (se ce la si fa, anche una torta o dei muffins), ovviamente in contenitori che ne preservino la fragranza. Anche lo zucchero andrà in un contenitore, semplice e passepartout (per dire, a me piace molto anche in un semplicissimo barattolo di vetro).

Aiuta molto anche organizzare il frigo in modo da avere a portata di mano i prodotti freschi che serviranno: latte, yoghurt, frutta, marmellata, burro (al coperto in una burriera pure semplice e passepartout). A proposito di burro: se già non lo fate, vi suggerisco di non buttarne la carta ma di conservarla nel congelatore e riciclarla per ungere tortiere e stampi vari. Non si spreca il burro che vi resta inevitabilmente attaccato, si unge in maniera più uniforme e ci si sporca molto meno.

Si può anche lasciare già sul fornello il pentolino per il latte, pronto per essere riempito, così come la pentola per l’acqua del tè. La teiera può attendere lì accanto, con il tè pure a portata di mano.

Confesso – anche se temo farò inorridire i puristi – che io preparo la sera prima anche la moka, in modo da dover solo accendere il fuoco. E a breve credo che mi regalerò una caffettiera elettrica, di quelle che si possono programmare: l’idea di alzarmi col profumo di caffè che già aleggia per la casa mi attira moltissimo.

Se tutto è predisposto, basteranno pochi minuti per mettere in tavola una colazione gradevole ma gestibilissima, che potremo gustarci, da soli o in famiglia, con quel minimo di calma che aiuta a far partire meglio la giornata. E se questa diventerà l’abitudine quotidiana, potremmo sbizzarrirci senza panico in ben più lussuose colazioni domenicali. Ma di questo, come si dice, parleremo un’altra volta.