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Può capitare di dover allestire in modo estemporaneo un segno di benvenuto per un ospite inatteso. Prima di soffermarci, come faremo prossimamente, su una serie di casi concreti (il caffè, il tè, l’aperitivo, il pranzo o la cena), credo possa essere utile qualche riflessione generale sull’argomento.

Come nasce l’invito estemporaneo? Può prendere le mosse, lo abbiamo visto, da una visita inaspettata, ma anche originarsi da un incontro casuale, o da una decisione improvvisa. Quel che è certo è che l’invito deve partire dal padrone di casa, in nessun caso dall’ospite, nemmeno in modo velato. L’ospite dovrà inoltre avere la sensibilità di capire se non si tratti di una proposta fatta per pura forma, nel qual caso avrà ovviamente cura di declinarla. Se tuttavia, come accade nella maggior parte dei casi, l’invito nasce dal cuore, la gioia data dalla reciproca compagnia sarà ancora più grande proprio perché inattesa.

Chi, come me, ama questo tipo di situazioni, sa bene che a volte non si propone nulla per il timore di non avere niente di accettabile da offrire. Per questo è buona norma tenere sempre in casa una piccola scorta di “indispensabili” che consentano di affrontare la situazione con serenità e soddisfazione. Chiaramente, il risultato non sarà lo stesso di un appuntamento preparato in anticipo, ma poco importa. Ricordiamo sempre che l’invito estemporaneo ha per sua natura caratteri di informalità tali da consentire un trattamento dell’ospite veramente “familiare”, sia dal punto di vista delle pietanze che da quello del servizio.

In linea generale, la mia filosofia si può riassumere così: poco ma buono, e soprattutto niente stravaganze. Mi spiego. Evito accuratamente di tenere in casa alimenti che abitualmente non uso: preferisco individuare poche cose che possano servire per risolvere un’emergenza ma che, nel caso il tempo passi senza che vengano utilizzate, si possano tranquillamente consumare in famiglia. Evito anche di riservare a questo scopo particolari golosità: non so a casa vostra, ma nella mia spariscono senza preavviso, e il rischio di trovarsene privi proprio al momento del bisogno sarebbe davvero alto.

Per finire, qualche parola sul servizio. E’ sempre bello presentare all’ospite i nostri pezzi migliori, ma in questo caso non ci si deve assolutamente sentire in obbligo di farlo. Per quel che mi riguarda, in simili circostanze si mette mano al servizio importante solo se costa la stessa fatica del tirar fuori le cose che usiamo tutti i giorni. Inutile affannarsi a ripescare stoviglie che magari devono essere rinfrescate: lo faremo in una situazione più organizzata, quando avremo il tempo di pianificare le cose con maggiore calma. In fondo, quando si condivide la tavola con persone care basta davvero poco perché tutto sia comunque perfetto.