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Lo so, la parola oggi evoca scenari di allegra gioventù modaiola, intenta a sorseggiare impegnativi long drink gustando sfizioso finger food. Perciò confesso subito: il mio concetto di aperitivo non ha nulla a che vedere con l’“Happy Hour”, inteso come succedaneo della cena sostenuto da robuste dosi di alcool. Intenderò qui il vecchio aperitivo di una volta, ovvero quel breve momento conviviale che precede la cena vera e propria, e che ha lo scopo di stuzzicare l’appetito degli ospiti e sciogliere l’atmosfera: preferibilmente, concludendosi con invitati ancora sobri!

Anche questa volta, il contesto sarà di totale improvvisazione: niente di già preparato, niente di organizzato. Semplicemente, aprire frigo e dispensa e via. Ovviamente qui si fanno solo delle proposte: come sempre, ogni suggerimento e/o spunto di discussione è il benvenuto.

Cosa offrire da bere? Sul fronte alcolico, tra le tante possibilità ne suggerisco due: una bottiglia di ottimo prosecco, perfetto da solo o come base per aperitivi più creativi, e una di Aperol, per proporre, se l’occasione lo consente, un autentico Spritz (dalle mie parti una tradizione, non una moda). Non possono poi mancare delle bottigliette di analcolico e, se ci sono dei bambini, del succo di frutta. Per inciso, alcuni succhi di frutta (arancio, pompelmo, mandarino, frutti rossi) possono creare piacevoli combinazioni con il prosecco e gli analcolici, dando vita ad aperitivi freschi e stuzzicanti. A proposito: non dimentichiamo di tenere sempre pronti in freezer dei cubetti di ghiaccio!

E veniamo al companatico. Chiaramente dovremo far conto su cose già pronte e di lunga durata, il che purtroppo limita abbastanza il campo: pazienza, ci rifaremo in un’occasione più strutturata. La dotazione minima secondo me dovrebbe comprendere: frutta secca salata; olive verdi e nere di grande formato e possibilmente denocciolate; patatine (tutti ne parlano male, ma tutti le mangiano); verdure sott’olio come funghi, carciofini, pomodorini secchi; parmigiano da rompere in schegge; se piacciono i gusti decisi, filetti di alici arrotolati intorno ad un cappero. I sottolio andranno naturalmente serviti ben sgocciolati, per evitare all’ospite il rischio di macchiare e macchiarsi, e corredati di stuzzicadenti o meglio ancora forchettine in acciaio: se ne trovano di deliziose a pochi euro. Da non dimenticare un piattino per raccogliere noccioli, stuzzicadenti usati e scarti vari, e gli immancabili tovagliolini.

Potendo, si aggiungerà anche qualcosa di più sfizioso, come dei crostini. Una possibile strategia è di mettere in freezer una baguette già tagliata a fettine, che si potranno rapidamente scongelare e tostare nel tostapane e guarnire quindi a piacimento, secondo ciò che teniamo abitualmente in casa. Giusto qualche esempio: sale olio e (volendo) una strofinata d’aglio; robiola o caprino con paté di olive o trito di erbe aromatiche; paté di fegato; crostino toscano; burro e salmone; lardo e rosmarino.

Chiudiamo come sempre con il servizio. L’aperitivo si prende in piedi, quindi sarà sufficiente disporre di un tavolino, un carrello o il piano di un mobile dove appoggiare gli stuzzichini e i bicchieri, che saranno ovviamente dedicati: guai a riutilizzarli a tavola! Si, perché o si prevede un’uscita tutti assieme, e allora l’aperitivo diventa l’occasione per radunarsi in convivialità, oppure – per come la vedo io – a questo momento dovrà per forza seguire una cena. Sempre facile, e sempre improvvisata. Proprio quella di cui parleremo la prossima volta.