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Come abbiamo detto, non è consigliabile presentarsi ad un pranzo o a una cena con un dolce o del vino da pasto, a meno di non averlo prima concordato con i padroni di casa. D’altronde, si diceva anche, viene spontaneo portare un pensiero per ringraziare dell’invito. E allora, come risolvere il dilemma? Nei commenti al post precedente abbiamo letto ottimi consigli. Direi che non mi resta che riepilogarli e organizzarli un po’.

Difficile sbagliare regalando dei fiori. Ma quali? Secondo il galateo non si dovrebbero portare fiori recisi, per non costringere la padrona di casa a trascurare ospiti e cucina per metterli in un vaso. Una possibile scappatoia è quella di farli consegnare dal fiorista in modo che ci precedano, ma si tratta di una pratica abbastanza desueta, che sinceramente non mi sento di consigliare se non nelle occasioni veramente formali: il che, per me, vuol dire quasi mai. Si può allora ripiegare su un cestino fiorito o una pianta, ma anche qui, se è vero che non incomoda la padrona di casa nell’immediato, la costringe a trovarle posto in casa e a occuparsene regolarmente in futuro: insomma, la vedo una soluzione adatta solo a chi è un noto pollice verde.  Alla fine, secondo me – e i duri e puri del galateo spero me lo perdoneranno –  l’opzione bouquet (non troppo ingombrante, e non eccessivamente impacchettato) è la più gestibile. In ogni caso, non è una brutta idea, quando si riceve, tenere a portata di mano un paio di vasi di diverse dimensioni, da recuperare senza eccessive acrobazie: a quel punto, riempirli d’acqua e accomodarci i fiori sarà questione di un istante.

Altro dono molto frequente è una buona bottiglia. Abbiamo visto come sia poco opportuno portare vino da pasto: se siamo amanti del buon bere, possiamo però ripiegare su un vino da dolce, come ad esempio un moscato o un passito; in alternativa, potremmo proporre un liquore o una grappa un po’ ricercati: tutte queste scelte non interferiscono più di tanto con gli abbinamenti che i padroni di casa avranno predisposto, e anzi possono offrire l’occasione per una gradevole degustazione fuori dall’ordinario.

Infine, un jolly che difficilmente non sarà gradito: i cioccolatini, possibilmente artigianali (se li sappiamo fare con le nostre mani, meglio ancora) o comunque di ottima qualità. Piacciono sempre, non impegnano e si possono servire con il caffè.

Naturalmente non è un obbligo portare qualcosa che si consumi in serata: al contrario, se vi piace preparare conserve, marmellate, verdure sottolio o addirittura siete così fortunati da produrre olio o altri prodotti di pregio, siate certi che saranno un dono sicuramente molto gradito, che vi farà ricordare ben oltre la serata trascorsa insieme.

Ultima ma non meno interessante, è la possibilità di uscire dal circuito delle cibarie: un libro (di cucina, ma anche no), un cd, un oggetto per la casa o qualche attrezzo da cucina un po’ sfizioso sono una validissima alternativa che sarà sicuramente apprezzata.

Ricordiamoci comunque, sempre, di non cedere alla tentazione di strafare: ci sono oggettivamente occasioni che impegnano un po’ di più, ma in generale è sufficiente limitarsi ad un piccolo segno, per ringraziare i padroni di casa di averci accolto nella loro casa e di averci scelti per condividere tempo, amicizia e buon cibo.