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L’idea di questo post nasce da un commento di Angela al post dedicato al mangiare sul divano: la nostra cara lettrice ammetteva che, talvolta, non si nega un buon brodo di dado. A ruota un’altra lettrice, Dinah, confessava che saltuariamente cede alla tentazione del purè in busta, e non per mancanza di tempo, ma perché le piace proprio. Insomma, cose che lascerebbero scandalizzato anche l’ultimo arrivato dei gourmet, e che mai ci si aspetterebbe di sentire da amanti della buona tavola.

Ma io lo so, che Angela e Dinah non sono sole, là fuori: anche i più abili in cucina non sanno resistere alla tentazione di qualche cibo un po’ trash. Propongo quindi un outing collettivo. Approfittando del più o meno anonimato che la rete ci consente, confessiamo: a quali orripilanti schifezze non sappiamo proprio rinunciare?

Comincerò io, citando le prime tre di una lista, ahimé, molto più lunga.

1 – I formaggini. Ebbene si, quei terrificanti triangolini di similplastica in teoria destinati all’alimentazione dei neonati. I miei figli non li hanno mai visti, nemmeno col binocolo: li compro per me, anche se di rado, e li ingurgito in un sol boccone, così, come stuzzichino estemporaneo. Orribile, vero?

2 – I sofficini, rigorosamente al formaggio, e rigorosamente affogati nel burro. Retaggio dei tempi dell’università, quando il tempo era poco e la voglia di cucinare ancora meno, sono un po’ la mia madeleine. Proust, indubbiamente, aveva gusti più raffinati.

3 – Il caffè solubile (e decaffeinato) buttato direttamente nel latte caldo. Trucchetto riservato alle sere d’inverno, con la scusa di non voler sporcare la caffettiera. In realtà, vedere i sassolini di pseudo-caffè che si sciolgono mescolando mi piace tantissimo.

Qualcun altro vuole giocare? Suvvia, non siate timidi. E anche chi ha già confessato, si faccia avanti: tanto lo so che avete ben altri segreti!