Tag

, , , ,

Novembre è un mese di passaggio. Non ha più i colori caldi di Ottobre, ma è ancora lontano dalle atmosfere festose di Dicembre. Novembre si veste del grigio delle prime nebbie e della città offuscata dalla pioggia, del viola dei ciclamini che colorano balconi e finestre, del rosso delle bacche che punteggiano i giardini ormai spogli.

In casa si respira un’aria sospesa. Nell’attesa che esplodano le luci e i colori del prossimo Natale,  l’arancio e il verde di ottobre cedono il passo ai toni della natura che si sta addormentando, e si prepara ad accogliere l’arrivo dell’inverno.

Sulla tavola, nei tessili vincono i toni neutri: il marrone della terra, degli alberi ormai spogli, di noci, mandorle e castagne; il grigio e il tortora della coltre lattiginosa che sempre più spesso copre il cielo; il rosso cupo del melograno e il bordeaux del vino nuovo. Le stoviglie, per contrasto, virano al bianco, mentre ad illuminare il tutto pensano i riflessi del vetro e del metallo.

La decorazione chiama rami spogli e semi, ma anche il verde del muschio e dei sempreverdi, il viola dei ciclamini, magari un tocco di bianco: elementi perfetti per creare dei centrotavola di rigorosa semplicità ma non per questo meno belli.

Saranno le giornate sempre più corte che risvegliano un’atavica nostalgia del fuoco, ma mi sembra il momento giusto perché dopo cena le luce delle lampade ceda il posto a quella più fioca e calda delle candele.

E’ la poesia dell’autunno: e per quanto forte sia il nostro desiderio di anticipare le gioie del Natale, è un peccato non godersela.