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Le prossime festività si avvicinano a grandi passi, le occasioni d’invito si moltiplicano e per molti questo significa ansia crescente. Diciamolo, per quanto si ami ricevere e si sia abituati a farlo, un certa tensione c’è sempre, e a piccole dosi fa bene, perché stimola a tenere alta la guardia e a dare il meglio. Troppa invece fa malissimo: toglie lucidità, manda in confusione, rende più difficile e faticoso decidere, organizzare, fare. E’ quindi con l’intento di aiutare a controllarla che vi propongo questo piccolo elenco di consigli semiseri. Per la mia esperienza, funzionano.

  1. Avere fiducia in se  stessi. Sappiamo cucinare, ci piace ricevere, perché le cose dovrebbero  andare male? Invece di temere i nostri difetti, concentriamoci sui nostri pregi: sarà tutto più facile.
  2. Non strafare. Soprattutto se non abbiamo molta esperienza, restiamo ben ancorati alle nostre sicurezze. Ricordiamo che un menu semplice ma ben fatto non ha mai scontentato nessuno.
  3. Dare alle cose il giusto peso. Stiamo organizzando un invito, non decidendo le sorti dell’umanità. Anche se non tutto dovesse essere perfetto, non accadrà nessuna catastrofe.
  4. Prenderla con filosofia. Un po’ di sano fatalismo è comunque indispensabile perché un imprevisto, purtroppo, è sempre possibile. In quel caso, niente panico, e vedi al  punto 5.
  5. Sdrammatizzare. Anche di fronte al più clamoroso fiasco, impariamo a buttarla sul ridere. Gli ospiti ricorderanno con più piacere una padrona di casa che racconta      ridendo di aver bruciato la torta e porta in tavola un cesto di mele che non l’imbarazzo che accompagna delle scuse troppo accorate.
  6. Andare oltre. Non permettiamo che un inconveniente comprometta il resto dell’occasione: continuiamo  serenamente per la nostra strada, e l’imprevisto sarà presto dimenticato.
  7. Non farsi angustiare dal timore del giudizio altrui. Non sentiamoci sotto esame: non lo siamo, stiamo solo dando una cena. Anche se abbiamo a tavola la suocera…
  8. Valorizzare la propria unicità. Anche se abbiamo un modello a cui ispirarci, ricordiamoci che siamo uniche e inimitabili, e come tali dobbiamo sentirci e proporci.
  9. Non anticipare. Meno racconteremo ai nostri ospiti più facilmente potremo camuffare eventuali imprevisti. Un esempio banale: se nessuno sa che volevamo servire le patate al forno, non si accorgerà che non ci sono perché sono finite carbonizzate o (come è capitato a me) ci siamo dimenticati di portarle in tavola.
  10. Farsi aiutare, senza stressare. Coinvolgiamo i membri della famiglia, ma senza angosciarli. Se potranno vivere con serenità i preparativi saranno ben lieti di aiutarci, e soprattutto impareranno a condividere la nostra passione per il ricevere  anziché – ahinoi – finire per detestarla.

Avete altri consigli anti stress, e volete condividerli? A meno di un mese dal giorno di Natale, ogni idea è la benvenuta!