Indispensabili, Ricevere, Stile

La credenza d’emergenza. Premessa

Simple crockery by cx ed

Una delle cose che mi sento dire più spesso, quando ricevo, è “sei sempre impeccabile perché hai di tutto”. In effetti è vero, ho di tutto.  Di più: tracimo di roba, tanto che tra piatti, posate, bicchieri, tovaglie e accessori vari potrei mettere su un negozio. La buona notizia è che ne sono consapevole. La cattiva è che non solo non ho la minima intenzione di smaltire qualcosa, ma non riesco a non guardare con occhi colmi di desiderio le vetrine di tutti i negozi di casalinghi che incontro sul mio cammino. Fissata? Eccome. Ecco perché ho deciso di scrivere, a mo’ di esercizio di meditazione, una breve serie di post dedicati a quello che potrebbe essere il corredo essenziale di una casa dove si desideri ricevere in modo curato ma senza sovraccaricare credenze e armadi (e svuotare il portafoglio).

Iniziamo dai principi di base. Il primo aspetto con cui fare i conti è, molto pragmaticamente, la capienza della casa. Il numero degli abitanti e la quantità di persone che possiamo ospitare determineranno infatti la pezzatura dei servizi: inutile mettersi in casa un servizio da ventiquattro se siamo in due, possiamo far sedere al massimo otto persone e riceverne in piedi una quindicina; all’opposto, eviteremo di collezionare solo servizi da sei o da otto se siamo in quattro o più e possiamo tranquillamente ospitare almeno dodici commensali seduti e molti di più in piedi.

In secondo luogo, dobbiamo valutare quali sono le occasioni che creiamo con maggior piacere: pranzi e cene, cocktail, buffet, tè pomeridiani, aperitivi… questo ci aiuterà a concentrarci su ciò che serve di più, evitandoci di sprecare spazio e denaro per stoviglie che molto probabilmente resterebbero inutilizzate.

Non possiamo quindi dimenticare lo spazio che abbiamo a disposizione per tenere in ordine il nostro corredo: armadi e credenze poco capienti costringeranno giocoforza a selezionare un numero più essenziale di oggetti di quanto non potremmo fare con la disponibilità di grandi spazi. A questo proposito, mi permetto di sconsigliare la scelta di stivare stoviglie e simili in posti scomodi e improbabili come soffitte o cantine. Garantito, passati i primi entusiasmi sarà come non averli: la fatica e lo stress di recuperare, lavare e rimettere via farà rapidamente passare la voglia di utilizzare questi tesori nascosti.

Ultimo ma non meno importante, sarà necessario individuare uno stile conduttore cui riferirci se non in modo esclusivo, almeno prevalente. Come ho sempre detto, ognuno ha (e deve avere) il suo stile, e infatti la dotazione di cui andremo a parlare non pretenderà certo di indicare cosa è “giusto” o “sbagliato” in termini di gusto. Tuttavia la ricerca di uno stile personale è fondamentale per condurci ad assemblare un corredo fatto di pezzi coerenti tra loro e per questo molto più versatili. Insomma, un po’ come nell’abbigliamento: un armadio con poche cose facilmente abbinabili tra loro se pur di diverso livello di eleganza (ogni circostanza, come noto, vuole il suo abito, tanto addosso che in tavola) è certo più fruibile di un guardaroba stracolmo di capi di mille generi diversi. Il che ovviamente non impedisce di cedere a qualche stravaganza, ma senza perdere di vista l’obiettivo di fondo, cioè selezionare una dotazione di base che risolva più circostanze possibili con il minor numero di oggetti. Poi, tutto quello che si può avere in più, ben venga.

28 pensieri riguardo “La credenza d’emergenza. Premessa”

  1. Fondamentale saper scegliere il proprio stile, come giustamente sottolinea l’impeccabile Donna Bianca.
    Questo è però possibile una volta che si conoscano le regole e siano parte di noi a tal punto da saperle interpretare.
    Se infatti è da deplorare qualsiasi banale uniformità di stile privo di inventiva e di personalità, ancor più lo è una deviazione inconsapevole dalle norme che rischia di esporre al ludibrio.
    Per cui la cosa migliore, anche in termini pratici, è appunto scegliere un profilo che si ritiene proprio, pur avendo la possibilità di fare fronte alle principali evenienze.
    Se sarà certamente d’obbligo forchetta e coltello da pesce, la pinza per le aragoste prendetela solo se siete soliti ammannirle ai vostri ospiti. Se invece invitate gli amici a cena per godere degli ossi di maiale il giorno in cui preparate gli insaccati per l’inverno, è bene sapere che il migliore strumento restano le mani: ogni altra posata (e nell’occasione direi anche ogni tovaglia) sarebbe veramente fuori luogo. In quest’occasione sarà interessante vedere la capacità di tenere comunque uno stile impeccabile (“That in her cup there was no farthing seen of grease”…)

    1. Blasé, sei sempre adorabile. Certo, ho idea che il mio concetto di essenziale e il tuo non vadano esattamente a braccetto, ma cercherò lo stesso di fare del mio meglio 😉

      1. E’ un rituale (perché al di là del piacere di poi godere dei risultati rimane soprattutto questo) al quale non rinuncerei mai, da celebrare con una ristretta e fidatissima compagnia. Ovviamente non sono più i tempi in cui in ogni podere si cresceva il maiale; oggi come oggi si ricorre ad acquistarlo da un fidato allevatore.

  2. Cara DB Come ci assomigliamo! Anche io ho una passione folle per tutto quanto riguarda la tavola (tutta la casa in verita’). Lo spazio e’ un grosso ostacolo lungo la strada, ma quando il raptus prende non c’e’ raziocinio che tenga. Nella mia prima casa da single avevo stipato in un piccolo mobile una quantita’ di piatti e bicchieri da non credere. I traslocatori – da me sollecitati a un sopralluogo attento – ritenevano che nel mio bilocale in fondo non ci fosse granche’ e avevano soprasseduto limitandosi a chiedere piano e metratura. Incauti! A trasloco finito hanno confessato he non potevano immaginare quante cose fossi riuscita a stipare in quel poco spazio 😉
    Al momento del tradloco in questa casa che e’ grande mio marito che mi conosce bene mi ha avvertita: “angela ricordati che la casa e’ si’ molto grande, ma resta sempre uno spazio FINITO”
    Cerco di pensarci quando sto per comprare qualcosa. Al momento i 12 sottopiatti sono in attesa, cosi come una nuova alzatina a piu’ piani…
    Scusate se mi sono dilungata troppo☺

    1. Eheheheh pensa che io ho sviluppato strategie di incastro & stivaggio che neanche i corredi degli astronauti 😉
      Per esempio lascio moltissime cose nelle scatole: non sembra, ma sono molto più pratiche da gestire dei pezzi singoli e così lo spazio si moltiplica, anche se purtroppo non all’infinito 😦
      Ragazzi, mi sa scrivere questi post sarà un’esperienza durissima 😀 😀 😀

      1. Ecco , le strategie di incastro & stivaggio mi interessano molto . Anch’io ho una casa abbastanza grande , ma credo di aver riempito ogni possibile mobile con piatti e piattini. Vi dico solo che mio marito , quando vado in giro alla ricerca di qualcosa per la tavola , cerca sempre di accompagnarmi (Anche se poi , in realtà , è peggio di me ).

  3. Anche per me i negozi di casalinghi sono irresistibili! Anche se ho parecchie cose riesco sempre a trovare l’oggetto che mi manca e in più ho una cucina molto piccola che è la mia disperazione, non so cosa darei per averne una bella e spaziosa come quelle che si usavano una volta. Adoro cucinare e stare in uno spazio ristretto con pochissimi appoggi è una vera tortura.
    Seguirò con molto interesse questa serie di post.
    ciao
    Franca

    1. Cara Franca, i metri quadrati non sono l’unica caratteristica importante. Cio’ che conta e’ come lo spazio e’ organizzato. Nella mia attuale casa ho piu’ che raddoppiato i metri della cucina, ma per come e’ messo il tutto ti assicuro che nella precedente mi muovevo molto molto meglio! Quando hai poco spazio lo organizzi davvero al meglio, averne molto e’ spesdo una scusa per ammassare roba che non serve e accumulare inutilmente. Dopo aver capito questa banalita’ a mie spese sto cercando di razionalizzare tutto e invece di comprare cose nuove cerco di liberarmi dell’inutile e sfruttara il piu’ possibile quello che ho gia’. Avere le cose in evidenza e non in cantina o in solaio come suggerisce DB e’ fondamentale perche’ e’ ovvio che usiamo coo’ che ci viene piu’ comodo.
      Adesso – visto che sono a casa per mal di schiena – vado a mettere ordine tra le carte… Tanto per riposarmi un po’ 😳

      1. Vero, organizzare lo spazio è fondamentale. Anch’io ho una cucina con poco piano d’appoggio – dove peraltro già stanno impastatrice, affettatrice, tostapane e due macchine del caffè – ma per fortuna ho il tavolo e mi salvo con quello. Anche gli spazi contenitivi non sono tantissimi (abbiamo sistemato la cucina un paio di anni fa e abbiamo po’ esagerato con gli elettrodomestici…) ma anche qui mi salvo perché ho la possibilità di sistemare parecchie cose in sala. Quanto a smaltire, sono cresciuta con nelle orecchie il mantra “mai buttare ciò che è a posto perché può sempre tornare utile” quindi proprio non ce la faccio 😦
        Comunque ci tengo a precisare che questa serie di post riguarderà più che altro il corredo per la tavola. Alla cucina, se mai, penseremo più avanti 😉

  4. Post molto interessante…io non ho molto posto e sono pure impulsiva quindi quello che mi piace tendo ad acquistarlo…poi una volta a casa capita che l’acquisto fatto beh non vada molto bene con il resto….così il posto diminuisce e quando servono mi serve qualcosa non sempre è coordinato…buona serata
    Daniela

    1. Come ti capisco! Anch’io sono parecchio impulsiva, ma con il tempo ho imparato almeno a non esagerare con i “pezzi unici”: adesso prima di prendere qualsiasi cosa penso a come potrò coordinarlo. Se non mi viene in mente niente di buono… lascio stare (beh, magari non proprio sempre 😉 )

  5. Anche io ho una cucina piccola, ma ben organizzata e con anche il tavolo per mangiare in 3 o 4, e questo aiuta, soprattutto ora che un’ulteriore porzione di piano d’appoggio è occupata dal tanto desiderato KA color crema…I love it…

    1. Anch’io ho da pochissimo un KA (rosso fiammante però), acquisto a lungo rimandato anche per questione di spazio. In effetti ingombra un bel po’, ma sono d’accordo, è una meraviglia 🙂

      1. beh, per essere onesta devo dire che ho regalato a mia madre (per fare posto al KA e giustificarne l’acquisto col marito) un robot che faceva tutto, c’era in dotazione anche la caraffa da sostituire al contenitore che si usa per impastare ecc…ed era anche costato solo 150 euro…ora per più del triplo della cifra ho un aggeggio che impasta, monta e…basta (perlomeno con gli accessori standard), e per avere il blender ci vogliono altri 200 euro…lo sapevo benissimo e lo adoro, ma è proprio un oggetto di design in cui paghi molto la firma, del tutto paragonabile ad una borsa griffata!

        1. In effetti anch’io ho sostituito un vecchio robot da cucina (portato in campagna), ma ho bilanciato la diminuzione di funzioni con la presenza di una quantità di piccoli elettrodomestici regalati negli anni da mia suocera e che prima non usavo mai. Devo dire che nel cambio ci ho guadagnato: gli impasti vengono infinitamente meglio che col vecchio robot, e le altre cose si fanno lo stesso e sporcando molto meno. Quanto al design, sono d’accordo: però a detta di mio marito si paga anche una qualità meccanica molto superiore a quella dei normali robot e delle marche concorrenti. Che dire, visto che è un suo regalo, speriamo che abbia ragione 😉

  6. io ho 2 cucine una delle quali molto grande ….spazi fruibili anche living…ma sono quasi tutti zeppi…conosco solo una cosa che riesca a stuzzicare la mia voglia di comprare più degli oggetti per la tavola….le scarpe!!! e poi forse se la giocano a pari merito…ho tovaglie di ogno colore e tessuto più servizi probabilmente di un negozio mediamente dotato se lo shopping convulsivo avesse bisogno di una foto basterebbe fotografarmi in un negozio di articoli per la casa…e non sono selettiva vado dal mercatino a ikea a negozi di alto design…è quasi una dipendenza!!! e poi amo mischiare, usare roba dei nonni mischiata con zara home, o porcellane limonges da lista nozze con tovalgie coin…non ho scusanti sono una vera dipendente…ma prima o poi gli spazi in casa mia finiranno…per i piatti ed i bicchieri mi sento un pò meno in colpa perchè…prima o poi si rompono ( o almeno io ho una dote naturale nel romperli)…ma sulle tovaglie e sulle posate…non ho scusanti…l’unica strategia è uscire accompagnata dal marito…oppure senza carta di credito!!! baci baci baci ale

    1. ps casini lavorativi mi hanno tenita lontana dal blog per un pò…un grande abbraccio ad elvira e alla sua cucciola che ho letto s stare bene basi baci baci ale

      1. A me invece casini lavorativi mi tengono lontana dagli acquisti in generale e di conseguenza da quelli per la casa che mi piacciono tanto pero’ mi riempio almeno gli occhi andando ogni tanto per negozi a tema…..come faro’ oggi….alla prossima!

        1. Poi raccontaci cos’hai visto di bello: non sarà come comprare, ma è sempre molto piacevole, e costa meno 😉 E comunque può sempre far venire qualche idea su come riutilizzare cose che abbiamo già!

          1. Eccomi qua! Sono stata da Maison du mond, conoscete? Una specie di ikea per benestanti, ho accompagnato un amica che voleva approfittare dei saldi ma ala fine ho speso piu’ io di lei…10 euro contro le sue 8 🙂 volete sapere cosa ho preso? Non vi conviene e’ patetico…un pacchetto di salvietti di carta molto carini che sembrano in stoffa vera e ricamati, una piccola cornice e una candela al profumo di fiori di cotone…….che spesa pazza! Di cose belle ce ne erano molte, piatti, ciotoline, bicchieri e tovaglie meravigliose ma alla fine pensavo: va be’ tanto non avrei spazio per riporle! …..Insomma un po’ come la volpe e l’uva!

          2. Accidenti, dalle mie parti non c’è! Beh, meglio così: come si dice, lontano dagli occhi, lontano dal portafoglio 😉
            Però la tua descrizione dei tovaglioli di carta mi ha proprio incuriosito: sto proprio scrivendo un post sull’argomento, mi piacerebbe davvero vederli. Hai per caso un link da condividere?

    2. Da me nemmeno le scarpe possono quanto piatti & c: sono l’Imelda Marcos delle stoviglie! Noto però con perversa soddisfazione di essere in ampia e gradevolissima compagnia 😉

  7. Non credo di riuscire a farlo ma se cerchi su google”bonheur tovagliolo di carta” dovresti vederli…c’e’ scritto pure Lotto di 4. Fammi sapere se li hai trovati! Di piu’ non posso fare…. 😦

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