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Babushka 3 by chriki7274Dopo la fase del seggiolone e quella del mini-tavolino made in Svezia, siamo infine arrivati all’età della ragione. I nostri piccoli commensali vanno ormai a scuola, e possono finalmente godere di tutte le gioie della tavola al pari degli adulti. La cosa ha i suoi pro e i suoi contro: con qualche piccolo accorgimento si possono evitare i menu e gli orari differenziati, non servono stoviglie infrangibili né attrezzature specificamente pensate per i bambini; d’altra parte, serve più spazio: gli stessi sei bambini che stavano in un tavolino largo 90 per 50 adesso richiedono almeno un tavolo 120 per 80 con relative sedie, e poi piatti, bicchieri e posate in numero e misura adeguata.

Lo spazio è uno dei motivi per cui è più difficile per molti predisporre un tavolo dedicato ai ragazzi. Anche ricorrendo ad una ulteriore soluzione svedese genere piano più gambe smontabili e sedie pieghevoli (non mi pagano, giuro, è che alla fine lo trovo il posto dove si risolvono più problemi al prezzo più conveniente), restano pur sempre la necessità di avere il posto dove allestire il nuovo tavolo senza rendere invivibile la casa e quella di stivare le cose quando le si usa. In alternativa, si può dedicare ai ragazzi il tavolo della cucina (quando c’è…), con tutti i disagi – per chi cucina, ma anche per chi mangia – che la cosa comporta.

Se gli spazi della casa permettono di allestire una tavola dedicata, la potremo ormai preparare in tutto e per tutto come quella degli adulti: tovaglia, magari con un decoro particolare (qualche bellissimo esempio qui), piatti in ceramica e bicchieri in vetro, doppia forchetta, posate da dessert, caraffe, segnaposto e – nelle grandi occasioni – centrotavola.  Insomma, la stessa cura e la stessa attenzione al dettaglio riservate alla tavola dei grandi.

Quanto al menu, se i gusti sono ancora “da piccoli” si potranno studiare delle strategie salva tempo: dopo un aperitivo comune con stuzzichini per tutti i gusti, si potrà servire lo stesso tipo di pasta con due distinti condimenti, oppure un secondo non troppo particolare con contorni diversi, in modo da mettere a tavola in contemporanea grandi e meno grandi. Ovviamente non si faranno difficoltà se, tra una portata e l’altra, i bambini vorranno alzarsi e andare a giocare: per la mia esperienza, se non li abbiamo eccessivamente rimpinzati tra stuzzichini e primo piatto torneranno, se non altro al momento del dolce! Questa gestione consentirà non solo minore fatica per chi cucina, che non deve preparare menu differenziati, ma anche una migliore atmosfera per la tavola dei grandi, che potranno cenare coi loro tempi senza preoccuparsi troppo di quello che succede all’altro tavolo.

Se invece la situazione non consente di allestire una situazione vivibile, molto meglio rinunciare alla cena seduti ed optare per una soluzione a buffet. Qui è ancora più semplice: piatti e bicchieri uguali per grandi e piccoli, pietanze assortite per accontentare un po’ tutti i gusti, servizio libero. Con un po’ di disinvoltura e di sana informalità, si potrà scegliere questa strada anche per le occasioni normalmente più strutturate, come per esempio le feste di famiglia: l’allegra confusione che si creerà riuscirà a conquistare anche il nonno più tradizionalista.