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Writing by Mattox

Donna Bianca: L’ultima volta ci si era lasciati con l’intento di riparlare di come si serve un tè. Come dicevo, per me il tè è un appuntamento veloce durante la settimana, ma curato in ogni dettaglio nel week end, e spesso condiviso con gli amici: una tavola ben apparecchiata, un bel servizio di tazze, almeno una torta e dei dolcetti.  Non mi dispiace abbinare anche qualcosa di salato, ma ammetto che non lo faccio sempre.

Blasé: Cominciamo con il tè “solitario” (o per i famigliari), perché anche questo necessita del rispetto di rispettare alcune regole: il gentiluomo non è forse colui che usa la pinza per lo zucchero anche quando è da solo? Innanzitutto la regolarità dell’appuntamento, a scandire la giornata e a creare una semplice occasione per scambiare due parole o commentare con tranquillità i giornali. Quindi nessuna tovaglia, ma tazze, piatti e posate, lattiera e zuccheriera, decorosi tovaglioli di carta, oltre al pane da abbrustolire, burro, marmellate.

DB: Oddio, il tuo tè familiare equivale praticamente al mio con inviti: a questo punto ho paura di chiederti come proponi un tè formale… Comunque la presenza o meno della tovaglia dipende dalla tavola: sulla mia è indispensabile, troppo delicata.

B: So che non sarebbe appropriato evitare la tovaglia, ma amo il contatto diretto con il legno della tavola. Di certo è da valutare con maggiore attenzione nel caso di un’occasione più formale. Per quest’ultima, tanto per cominciare non ricorrerei certo ai modelli di inviti proposti da Donna Letizia: oggi come oggi rischieremmo solo il ridicolo. Sicuramente i punti di appoggio dei servizi e degli apparati siano coperti da una tovaglia a piacere, adeguata allo stile che vorremmo dare all’occasione. L’importante è che si abbandoni quella orribile prassi dei tè serviti in salotto, su piccoli tavolini di appoggio. Il tè, seppure non comporti dei posti precisi a tavola (sarà anzi opportuno, soprattutto se gli ospiti sono numerosi, che ci siano diversi punti tra cui muoversi),  lo si gusta solo se si può comodamente goderne assieme a quanto lo accompagna senza dover fare gli equilibristi per tenere sollevati tazza, piattino, piatto con una fetta di torta e forchettina…

DB: Su questo sono d’accordo: non sopporto la scomodità e precarietà del tè sul divano, accompagnato da dolcetti di dimensioni e quantità lillipuziane. Mi fa tanto vecchia zia zitella (e anche un po’ taccagna).

B: In questo permettiamoci, sapendo benissimo di farlo, di violare certe regole che non permettono di gustare appieno il tè: decoro e signorilità non deve voler dire trasformare un piacevole convivio in un rigido cerimoniale. Sull’orlo della poltrona ci siederemo quando berremo il tè in compagnia della regina d’Inghilterra. Prima di allora vediamo di non tediare e tediarci.

DB: Mmmh, regina d’Inghilterra, dici ? Al momento non ce l’ho in agenda… Comunque c’è poco da fare, solo un contesto confortevole permette di godere, assieme al tè, di quanto deve accompagnarlo: dolci di sostanza, appunto, con qualche tocco salato.

B: Ovviamente nel tè formale non ci possiamo certo limitare a pane e marmellata: una scelta di ottime torte fatte in casa e qualche pane dolce sono il minimo da offrire. Non manchiamo tuttavia–  violando ancora qualche regola – di stupire i nostri ospiti proponendo abbinamenti insoliti, soprattutto per quel che riguarda il salato: un tè affumicato, per dire, si sposa benissimo con dei crostini al baccalà.

DB: Quest’ultimo suggerimento è veramente azzardato, non so se avrei il coraggio di proporlo. Ma chissà, mai dire mai…