Barbecue, Dialoghi, Pic nic, Ricevere, Stile

Dialoghi tra una signora di città e un gentiluomo di campagna. 4. Archetipi culinari, o del barbecue

Writing by Mattox

Blasé: Mia cara amica, interessanti i tuoi post sul picnic, ma non di solo picnic vive l’uomo. Anzi – senza offesa – direi che di picnic vive prevalentemente la donna. L’uomo ama altro, come la rude franchezza di un bel barbecue: niente fronzoli, solo legna, fuoco e carne (al limite qualche bruschetta).

Donna Bianca: Leggevo giusto nei giorni giorni sul blog di una nostra amica: “Cosa mai avrà di così virile la carne alla brace per esigere solo sacerdoti di sesso maschile?”. Vorrei saperlo anch’io, se pure la cosa non mi dispiace affatto: lo trovo il modo di cucinare più faticoso e ingrato in assoluto, e lo cedo volentieri ad altri…

B: Ne parliamo adesso?

DB: E’ il momento perfetto. I figli stanno facendo i compiti e io me sto compostamente seduta con in grembo una tazza di tè. Vai, pendo dalle tue labbra…

B: Beh, innanzi tutto spero che si sia colto quel minimo di ironia: parafrasando Mark Twain, il piacere di allestire un barbecue sta anche nel fatto che sicuramente, nel giro di pochi minuti, ci sarà un valente invitato che non si sottrarrà al piacere di prendere in mano la situazione.

DB: Vero. Ma non dirmi che è galanteria: ci godete proprio, e guai a mettersi in mezzo.

B: Diciamo che è un’attrattiva che si può appunto sfruttare… Una giornata molto informale, in cui ci si può permettere di non lesinare con il numero dei commensali, che non comporta una grande preparazione e, appunto, permette di coinvolgere, senza alcuna remora, gli stessi invitati. Salvo naturalmente non si tratti di cuocere tagli che richiedono una competenza specifica, come ad esempio una fiorentina (di chianina, ovviamente).

DB: Ma perché anche il maschio più refrattario alla cucina non resiste al richiamo del barbecue?

B: Immagino sia per un atavico richiamo alla grotta, quando nel Paleolitico superiore eravamo cacciatori. Carne e fuoco (e alcool: qui cediamo al Neolitico…)

DB: Un sacco di cose richiamerebbero al Paleolitico superiore: per esempio procurare il cibo (leggi: fare la spesa). Quelle però non le fate neanche morti…

B: Non cascherò nella tua trappola riducendo un tema così affascinante a un groviglio di luoghi comuni. E’ l’eterno fascino del fuoco come primo strumento: al braciere gli umani si radunano indistintamente, tutti.

DB: Il fascino del fuoco è innegabile, fosse anche solo la luce di una candela. Ma di fatto mi stai dicendo che in ogni uomo alberga un rude cavernicolo che aspetta l’occasione socialmente accettabile per venire fuori? Il barbecue quindi sarebbe solo un rivelatore della nostra più antica natura…

B: Beh, non esageriamo… Apprezziamo la carne alla brace per le particolari trasformazioni a cui sono soggette le sue proteine a contatto con il fuoco.

DB: Ma figuriamoci: se fosse solo una questione di gusto, la lascereste cuocere alle donne, come tutto il resto. E’ proprio che risveglia il vostro neanderthal interiore. Guarda, te lo dimostro: come preferisci mangiare la carne alla brace? Puoi scegliere tra una tovaglia in lino ecrù con piatti country in porcellana, e una tavola in nudo legno con piatti in terraglia…

B: La domanda è costruita per ottenere una ovvia risposta, la seconda, in base alla congruenza tra materia e contesto. Però si può organizzare benissimo anche con la prima opzione, certo adeguando il tutto. In questo caso direi che sarebbe bene avere qualche persona di servizio specificatamente dedicata al camino.

DB: Genere cavernicolo upper class?

B: Farò finta di non aver sentito. Insomma: se è un informale incontro tra molti amici opterei senz’altro per la rude tavola e il coinvolgimento degli ospiti. Se invece volessi organizzare un raffinato incontro all’aperto centrato su cibi cotti alla brace mi parrebbe d’obbligo organizzare un servizio ad hoc. Questo proprio per la natura della cottura al fuoco, che non può essere anticipata.

DB: Sono stata ad un barbecue del genere l’estate scorsa: molto piacevole, però preferisco il marito che gioca al fuochista, felice ma impresentabile, e una tavolata di amici altrettanto felici ma impresentabili, con le signore pacificamente sedute a chiacchierare e a osservare stupite questo antico rito tutto al maschile. In fondo è quello il bello del barbecue, no?

 

11 pensieri riguardo “Dialoghi tra una signora di città e un gentiluomo di campagna. 4. Archetipi culinari, o del barbecue”

  1. Attendo con gioia quelle giornate di sabato quando mio marito annuncia:”stasera cucino io”. Ovviamente si parla di barbecue, di carne alla brace, io mi occupo soltanto di scegliere e stappare una bottiglia di vino, sono soddisfazioni!

  2. Il barbecue mi ricorda tanti momenti. Da bambina, quando nelle estati torride mio zio -il mio zio preferito- lo trasformava in un attrezzo da superuomini che compivano una prova iniziatica: 35 gradi, sotto il sole, arrostire costolette. Ma perché non lo potevamo fare di sera? Non si capisce, né ricordo nessuno avere mai detto: no, ragazzi, il barbecue no: c’è troppo caldo.
    Anni dopo, in vacanza a Eastbourne con la brezza del mare, un barbecue serale di soli mashmallows mi riconciliò con l’attrezzo, e me lo presentò sotto un altro aspetto! E’ vero che è una pratica culinaria maschile, forse perché è anche faticosa…
    (stavolta sulla soundtrack non mi viene in mente granché: passo la mano volentieri!!!)

    1. Come sarebbe che non ti viene in mente niente 😦 ? Qui ci contiamo, ci hai abituati così bene…
      ps questa cosa che il barbecue va tassativamente fatto a mezzodì con 40 gradi e il sole a picco non la capisco neanch’io: c’è poco da fare, i maschi son proprio strani…

      1. Parlando di colombe sonore, scusate e scusate, allora vi dirò tutta la verità: Appena ho letto la parola “barbecue” mi era venuta subito in mente “Willie and Laura Mae Jones”, di Burt Bacarach, cantata da diverse cantanti, secondo la versione. Poi però ho pensato che non è proprio la fine del mondo (soprattutto se pensiamo a bacarach), mi sembrava una cosa troppo di nicchia! Poi ho pensato a Obladì obladà dei fantastici quattro, perché anche se il barbecue non si cita esplicitamente, c’è proprio un’atmosfera da barbecue. Così, fra la citazione letterale e l’evocazione, non ho voluto eccedere…
        Perdonata?
        (ad ogni modo, enjoy! :
        http://www.whosdatedwho.com/tpx_9361/burt-bacharach/tpx_2077534 )

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