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In questi giorni, complici alcune letture sul tema e il tempo concessomi da ben due influenze di fila, riflettevo su come possa essere diverso il modo di intendere il buon ricevere, e lo stesso concetto di “perfetta padrona di casa”.

Secondo alcuni, ricevere è soprattutto fare sfoggio della propria bravura, cercare gli applausi (più o meno metaforici) degli ospiti, insomma sentirsi la regina (o il re) della festa. In effetti è la padrona di casa a decretare il successo o il fallimento di un evento: è lei (o lui) che sceglie gli invitati, che decide cosa verrà servito e come, come sarà la tavola, che tono avrà la serata. E’ quindi giusto che a tanti oneri corrispondano altrettanti onori.

Ciò nonostante, c’è modo e modo per ottenerli. E secondo me la buona padrona di casa, più che da smaccata protagonista dell’occasione, dovrebbe comportarsi da regista: colui insomma che resta buona parte del tempo dietro le quinte, e ciò nonostante determina – con le sue scelte ed il suo agire – il successo o il fallimento della rappresentazione. Il che naturalmente non significa scomparire, solo comportarsi con equilibrio ed attenzione, evitando con la massima cura di scivolare in un eccesso di protagonismo.

Per conto mio, una buona padrona di casa deve essere serena e presente, ma allo stesso tempo discreta e diplomatica: niente affannoso avanti e indietro alla cucina che sottolinei quanto ci stiamo dando da fare, niente stravaganti performance culinarie solo per far vedere quanto siamo all’ultima moda, niente interventi a gamba tesa in qualunque conversazione non ci veda  mattatori, nessun eccesso di rigidità nell’orchestrare i vari momenti della serata a discapito della sua piacevolezza.

L’obiettivo del ricevere – non dimentichiamolo mai – è il benessere dei nostri ospiti, non la nostra gloria personale. E del resto, se abbiamo ben svolto il nostro ruolo, quella non mancherà: e sarà ancora più gradita, perché non l’avremo sollecitata con comportamenti sopra le righe, ma serenamente meritata con un agire discreto e accogliente.