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Ricevere all’aperto. Gestire la luce

Non diciamolo troppo forte, visto come è andata finora, ma sembra che sia finalmente arrivata l’estate, e si possa riparlare di ricevere all’aperto.

Ricevere all’aperto, lo abbiamo detto, è qualcosa che si può declinare in più modi e in più ambienti. Il più scenografico (salvo non si disponga di spiagge private o altre insolite meraviglie) è senz’altro il giardino, possibilmente dotato di un bel prato e abbellito da alberi e fiori, ma anche un terrazzo di città ben curato può essere altrettanto affascinante. Un problema è tuttavia comune a entrambe le soluzioni: la gestione della luce. Troppa di giorno, troppo poca di sera, è senza dubbio una delle maggiori criticità nel ricevere all’aria aperta.

Iniziamo dal giorno. Sarà naturalmente d’obbligo preparare almeno in mezzombra se il sole non è al culmine (ad esempio per un tè pomeridiano), in ombra totale se siamo in pieno solleone. Questo ovviamente consentirà di ridurre sia la temperatura che il riverbero: non è molto ospitale far stramazzare gli invitati per il caldo, e nemmeno costringerli a nascondersi dietro gli occhiali da sole, modello raduno dei Blues Brothers. L’ideale sarebbe apparecchiare sotto un albero dalle accoglienti fronde, o una pergola rivestita di verde (edera, vite, glicine, rosa, gelsomino…), in modo da evitare l’effetto serra provocato dalle strutture in stoffa e godere dei giochi di luce creati dalle foglie. Tuttavia, poiché grandi alberi e pergolati verdeggianti sono merce rara, in loro assenza anche un ombrellone, un gazebo o un semplice telo steso ad altezza opportuna andranno benissimo. Avremo inoltre cura di evitare le tovaglie candide, che possono creare un riflesso davvero fastidioso per gli occhi: se non amiamo il colore, tessili color avorio, burro o corda vestiranno in modo altrettanto elegante la nostra tavola, evitando questo spiacevole inconveniente.

Il bianco puro sarà piuttosto da riservare alla sera, quando ci troveremo ad affrontare il problema contrario: se la serata si protrae molto oltre il tramonto, infatti, è indispensabile un’illuminazione adeguata, per  non costringere gli ospiti a mangiare – letteralmente – alla cieca o, peggio, con sparate addosso luci degne di un interrogatorio di terzo grado.

Candele e lanterne sono indubbiamente romantiche e di grande suggestione, ma difficilmente in grado di illuminare da sole una zona pranzo; all’opposto, fari e faretti producono una luce il più delle volte eccessiva e fastidiosa. L’ideale sarebbe abbinare a candele e lanterne delle luci sospese in grado di illuminare gradevolmente la tavola: tanto per capirci, come nelle soluzioni che ho raccolto nel mio amato Pinterest.

Naturalmente, minore sarà la superficie da illuminare più facile sarà risolvere il problema. In caso di necessità impegnative, come un tavolo importante o un rinfresco distribuito in più punti, ci sarà invece da industriarsi maggiormente. I più fortunati magari disporranno di eleganti lampadari da destinare al giardino, o saranno sufficientemente abili da creare da soli un sistema di illuminazione adeguato.

Per chi, come la sottoscritta, non ha nessuna di queste due fortune, non resta che un giretto in qualche fai da te o dai soliti svedesi, alla ricerca di una possibile soluzione. Personalmente, amo molto quei festoni un po’ retrò che tanto ricordano le vecchie feste paesane, e che se gestiti con gusto possono rivelarsi una soluzione pratica e divertente. In alternativa, voto per i lampioncini in carta a carica solare, da scegliere in gran numero e possibilmente con misure e forme diverse, da alternare sapientemente a candele e lanterne. Con un po’ di abilità, l’effetto finale sarà pratico e funzionale, e allo stesso tempo magico come una danza di lucciole.

19 pensieri riguardo “Ricevere all’aperto. Gestire la luce”

  1. Finalmente estate !!! Bello questo post e molto utile . Mi sai dire dove trovare i lampioncini di carta a carica solare ?

  2. Mancano solo 2 settimane al compleanno di cui parlavo…continua cosi’ che i tuoi consigli mi aiutano….le tovahlie bianche le ho azzeccate perche’ ara’ di sera…le lanternine le ho fatte fare da mio padre con barattolini di vetro e fil di ferro..poi le appendero’ ai limoni che ci circondano….avrei anche 3 interni in vetro di damigiane che avevamo prima di smantellare la vigna….sono in3 misure diverse a scalare e vorrei usarle come lanterne. … le ho posizionate vicino ad un tavolo di ferro in giardino ma non so cosa mettere dentro come candela perche’ il collo non e’ molto largo…consigli?

    1. nooo voglio venire anche iooooooo 😁
      scherzi a parte, se hai delle prese di corrente vicine riempi le damigiane con lucine natalizie infilate dentro, magari bianche o a led azzurrino.

      poi, usale per conservare i tappi di sughero del vino. sono bellissime io ne ho “un po” in giardino e le riempio da quando mi sono sposata…basta non contare mai i tappi ;😰😰😰😰

      p.s. un bellissimo post come sempre.😊

      1. Si questa cosa delle lucine l’avevo gia’ fatta a Natale in casa con una sola damigiana….quasi quasi la rifaccio anche in giadino se trovo la postazione giusta per il.filo che uscira’. Grazie Claudia.

        1. Eccomi qua, stavo per suggerirti la stessa cosa! Per camuffare i fili vaganti puoi usare dei tralci di verde, che volendo puoi avvolgere anche intorno alla damigiana per farla tutt’uno col giardino: ovviamente se la situazione lo consente!
          In alternativa potresti cercare un vetraio che tagli la bocca della damigiana per poterci inserire delle candele grandi: però rischi che si rovinino, e sarebbe un vero peccato 😦

          ps ciao Claudia 😀 !

  3. Purtroppo non ho uno spazio aperto dove fare pranzetti o cenette, però mi hai fatto sognare immaginando the sotto alberi frondosi e cene a lume di candela in giardino….come sarebbe bello!
    Ciao!
    Franca

    1. Come ti capisco, il giardino l’ho sognato per una vita, ma ce l’ho solo da un anno, e per di più in una casa fuori città che riesco a usare solo nel fine settimana, e nemmeno sempre 😦
      E pensa che ho amici che ce l’hanno da sempre e niente, praticamente non lo usano e lo considerano solo una seccatura: per carità, è un impegno e non da poco, ma è così bello…

      1. io adesso ce l’ho… ma è tutto in discesa, salvo due portici non enormi … quindi mi becco tutta la fatica di averlo e poco la gioia di usarlo.
        ma è comunque un piacere!

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