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Ho scoperto la ricetta di questi panini grazie ad Alessandra Ruggeri, autrice di questo bellissimo blog di cucina che vi consiglio caldamente di esplorare. Avevo già provato, personalizzandola al limite dell’eresia, la sua ricetta della purea di fave, che nella versione originale era appunto abbinata a questi deliziosi panini. Morbidissimi eppure completamente privi di latticini, fanno la gioia dei grandi e dei piccoli, e sono perfetti per i buffet: a casa mia ormai, se non li propongo almeno una volta alla settimana, parte la protesta. Qui trovate la versione di Alessandra, che comunque ripropongo quasi alla lettera. La dose è per circa 20 panini.

Ingredienti: 500 gr di farina debole, 120 gr di manitoba, 250 gr di acqua, 15 gr di lievito di birra fresco, 60 gr olio extra vergine d’oliva, 10 gr di sale fino, 30 gr di zucchero bianco.

Sciogliere il lievito nell’acqua resa tiepida con lo zucchero e l’olio. Mescolare le farine con il sale, creare una fontana al centro e versarvi l’acqua con il lievito. Lavorare a mano o con l’impastatrice per circa cinque minuti, fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Metterlo in una ciotola coperta con pellicola trasparente e lasciar lievitare in un luogo tiepido sino al raddoppio: occorreranno circa due ore.

Toglierlo quindi con delicatezza dalla ciotola per non farlo smontare, e versarlo sul tavolo. Preparare delle palline da circa 50 grammi l’una, facendo ruotare delicatamente l’impasto tra i palmi delle mani o sul tavolo. Se l’impasto si appiccica (a me non è mai successo) bagnare le mani e ricominciare. Distribuire le palline su due teglie da forno rivestite con carta da forno bagnata e strizzata. Coprire le teglie e lasciar lievitare nuovamente fino al raddoppio, quindi per altre due ore circa.

Cuocere in forno già caldo a 210° gradi per 7 minuti esatti.

Prima di infornare, Alessandra consiglia di spennellare la superficie dei panini con due tuorli d’uovo sbattuti con un po’ di latte, per renderli lucidi. E’ un passaggio che evito perché li preferisco così come li vedete nella foto (orrida, ma una volta tanto mia) ma è – come sempre – questione di gusti: ognuno scelga quindi la versione che preferisce!