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Quand’ero piccola, quasi ogni domenica accompagnavo mio padre a riprendere la nonna, che trascorreva la giornata ospite della sua amica di sempre, l’Adelina. L’Adelina viveva in un posto  magico, e non solo per i miei occhi di bambina: una storica villa di campagna circondata da un parco di piante secolari, la cui ombra celava angoli pieni di suggestione e mistero.

La stessa Adelina era una strana figura, almeno per me: un po’ per l’aspetto, un po’ per i modi d’altri tempi, la trovavo assolutamente identica alla regina d’Inghilterra. Come la sua illustre sosia, era sempre circondata di cani (rigorosamente setter), non dava troppa confidenza e amava bere il tè: in estate apparecchiava di tutto punto,  con argenti e porcellane, su un tavolino in pietra –  a dire il vero piuttosto malconcio – sistemato sotto le fronde di uno di questi grandi alberi. La sua immagine, con l’elegante tazza in mano, il setter di turno accovacciato ai piedi e il portamento impeccabile è indelebilmente impressa nella mia memoria: un’autentica icona del country chic, diremmo oggi.

Anni e proprietari dopo, per un curioso gioco del destino, ad una festa in quello stesso giardino avrei conosciuto il mio futuro marito. E’ stata l’ultima volta che sono stata lì: la casa dell’Adelina non avrebbe potuto salutarmi in modo migliore.

Per questo mi è spiaciuto davvero sapere che la villa, come molte dimore troppo onerose da mantenere ma non abbastanza prestigiose per essere adibite a “location” (che parola orrenda…) da matrimonio, è stata trasformata in un condominio, e gran parte del parco è diventato un parcheggio. Addio alberi secolari, addio arredi in pietra consumati dal tempo: fate largo al progresso!

Ma io non dimentico com’era, il giardino dell’Adelina, con i suoi cani, il suo tavolino in pietra e i suoi tè eleganti: e quando qualche giorno fa mi sono imbattuta nel gazebo che vedete nella foto, me ne è venuta un’immensa nostalgia. Per questo ho voluto raccontarvi la sua storia.