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Il bello di preparare una tavola all’aperto è che si hanno infinite possibilità, molte più di quando si apparecchia in casa. Giardino e terrazzo infatti sono normalmente molto meno connotati, in senso stilistico, di uno spazio domestico. Per capirci: una casa in stile contemporaneo accoglierà malamente una tavola in stile country, così come un ambiente molto rustico striderà con una tavola di tendenza. All’aperto, invece, la libertà è molto maggiore: quindi l’apparecchiatura potrà essere oggi in stile agreste, domani algidamente moderna, dopodomani estrosa e coloratissima.

Ma facciamo un passo indietro. La prima variabile da considerare è naturalmente il materiale di cui è fatto il tavolo. Mai come all’aperto la tovaglia si può considerare rinunciabile. Perciò, se abbiamo la fortuna di disporre di un bel tavolo di legno, in ferro o – meglio ancora – in pietra, non cediamo alla tentazione di coprirlo, almeno non completamente e non in ogni occasione. Non trascuriamo quindi l’opportunità offerta dalle tovagliette e dai runner, anche se in casa magari non li usiamo: consentiranno di apparecchiare con eleganza ed igiene senza celare agli occhi degli ospiti il fascino di un tavolo speciale.

Se invece proprio non vogliamo rinunciare alla classica tovaglia, evitiamo di eccedere nella lunghezza.  Tradizionalmente, il tessuto dovrebbe avere una caduta di 35-40 centimentri, salvo non si parli di un buffet o, all’opposto, di un romantico tavolino per due. Sono infatti queste le uniche situazioni in cui mi sento di consigliare la tovaglia che cade fino a terra, se non oltre: per una cena seduti con molti invitati, infatti, è decisamente scomoda.

Quanto al colore, una volta evitato il bianco puro almeno fino al pomeriggio, ogni scelta è possibile: ancora una volta, sarà il nostro stile personale a guidarci. Per quanto mi riguarda, tendo a privilegiare i tessuti naturali (cotone, lino), preferibilmente in tinta unita e dai colori neutri (sabbia, burro, avorio). Non mi dispiacciono anche le fantasie non invadenti: rigati sottili, piccoli pois, magari giocati sull’abbinamento tra una base neutra e un tocco di colore, ma sempre discreto. Quando capita, però – soprattutto di giorno – mi lascio sedurre anche da disegni più vivaci, e dai toni accesi, che richiamino i colori del giardino illuminato dal sole: il tutto però sempre gestito in modo armonico, evitando ogni eccesso. Ma è il mio gusto, e non deve per forza andare bene per tutti.

Venendo al corredo, si può restare sul classico, come divertirsi a giocare coi contrasti. Con un po’ di gusto e fantasia, si possono preparare tavole meravigliose: un esempio classico, il nudo piano in legno (o pietra) abbinato a porcellane preziose e – per chi ce l’ha, e ha voglia di usarlo – argento, o acciaio ma dalla linea classica. All’opposto, una tovaglia ricercata può sposarsi in modo molto piacevole con piatti, posate e bicchieri anche molto vissuti, magari appartenuti a servizi diversi ma compatibili tra loro per epoca e stile. Qualche esempio? Come sempre, vi rinvio al mio Pinterest.

Molto divertenti possono essere infine i contrasti di colore, da giocare con tessili e stoviglie moderne, che possono dar vita a tavole decisamente fuori dall’ordinario. Ma qui il discorso si fa più complesso, e ci torneremo presto con un apposito post.