Bambini, Cucina vegetariana, Menu, Ricevere

Tempi che cambiano. Ricevere vegetariano

C’era una volta un mondo in cui la carne era il cibo dei signori, portarla in tavola segno di abbondanza, consumarne molta garanzia di salute. Poi la disponibilità di alimenti, in generale, è cresciuta, le nuove conoscenze in campo nutrizionistico hanno sfatato molti luoghi comuni, e la carne da regina della tavola è diventata una semplice damigella.

Come la moderna scienza ci insegna, nell’ambito di un’alimentazione sana ed equilibrata non va bene consumarla più di tre-quattro volte a settimana, anche perché le proteine – che pure non andrebbero assunte più di due volte al giorno, colazione compresa – si possono agevolmente ricavare da un’infinità di altri alimenti: latte e derivati, uova, pesce, legumi, frutta secca come pinoli e mandorle.

Aggiungiamo il crescente affermarsi di una diversa sensibilità etica, e vediamo come sempre più persone scelgano di abbracciare uno stile alimentare interamente vegetariano. Tra queste c’è anche la nostra amica Irene, che a questa scelta di vita ha anche dedicato un nuovo blog, Cheap and Chop, che vi invito senz’altro a visitare: come sapete, Irene in cucina è una garanzia!

Un paio di giorni fa discutevamo di un tema che mi sembra attuale e interessante: se io, vegetariana, invito a cena amici onnivori, sono obbligata a servire la carne? La mia risposta, istintiva, è stata no. Trovo ci sia una sostanziale differenza tra un onnivoro che invita un vegetariano, e un vegetariano che invita un onnivoro. Nel primo caso infatti non vedo un obbligo di eliminare completamente la carne dal menu, basterà evitare di infilarla in tutte le portate, garantendo ad ogni ospite – vegetariano e no – una scelta di cibi adatti ai propri gusti, senza che nessuno si senta il diverso della situazione. Va da sé che un’eventuale conversazione sul tema dovrà accuratamente evitare giudizi o, peggio, pesanti tentativi di proselitismo dall’una e dall’altra parte: ognuno sia semplicemente libero di essere se stesso.

Se invece è il padrone di casa ad essere vegetariano, la questione – a mio parere – è ben diversa. Si tratta di una scelta dettata da motivazioni profonde, che vanno molto oltre il gusto, e non si vede perché rinnegarle a favore di chi, per una volta, alla carne può benissimo rinunciare. Non dimentichiamo che la grande cucina italiana di tradizione è spesso e volentieri vegetariana: pasta e fagioli, spaghetti cacio e pepe, pizza, parmigiana di melanzane, panzanella, tortelli alle erbe (per citare le prime cose che mi vengono in mente) sono piatti ottimi e conosciutissimi, e nessuno si lamenterà vedendoseli servire.

Del resto, se vado ospite da qualcuno che per motivi religiosi non mangia carne di maiale, di certo non mi lamenterò perché non la trovo in tavola. Allo stesso modo, se chi mi invita è vegetariano so già che non mangerò carne, e se questo non mi sta bene semplicemente declinerò l’invito. L’essenziale, secondo me, è come sempre calibrare il menu sulla tipologia di ospiti che avremo a tavola: se si tratta di accaniti tradizionalisti, magari privilegiamo la cucina di casa ed evitiamo strani cereali e sapori troppo esotici, che potrà invece essere un piacere servire ad amici più curiosi.

Insomma, non c’è motivo per cui una cena vegetariana non debba avere successo. E non preoccupiamoci troppo nemmeno per la presenza di bambini piccoli, che spesso disdegnano la verdura: una pasta fresca (magari fatta in casa) condita con burro o pomodoro e un bel dolce risolveranno egregiamente la questione. Se invece il problema è l’eterno Peter Pan che a quarant’anni ancora inorridisce di fronte agli spinaci, beh, facciamocene tutti una ragione: forse è meglio invitarlo per un tè, e lasciar perdere la cena.

10 pensieri riguardo “Tempi che cambiano. Ricevere vegetariano”

  1. Che dire? Condivido decisamente. Dall’evitare il consumo spropositato della carne (a me al meat free monday sembra una gran trovata pubblicitaria…), al bon ton sugli inviti da/a vegetariani. Sembrano regole semplici, ma pare che il buon senso non sia cosi’ diffuso. Grazie per ricordarcelo 😉

    1. Ma infatti, che non sia salutare mangiare carne tutti i giorni ormai è cosa nota, non serve il vip di turno che si improvvisa nutrizionista per ricordarcelo.
      Sul resto sono d’accordo, sembra banale ma non lo è, soprattutto – spiace dirlo – sulla questione del proselitismo: trovo pesantissimi quelli che tormentano l’ospite vegetariano cercando di convincerlo a mangiare la carne tanto quanto i vegetariani che ammorbano il prossimo facendo terrorismo alimentare. Insomma, gli elementi per informarsi e decidere consapevolmente li abbiamo tutti: dopodiché, vivi e lascia vivere 🙂

  2. Carissima, il commento qui non può mancare, perché in questi giorni festeggio il mio primo anno di vegetarianesimo. E’ stato un anno bellissimo: ricco di scoperte nei cibi, nelle preparazioni, nel gusto, nella linea e nell’incarnato. Su tutti i fronti un guadagno straordinario, e un buon umore e un’energia straordinari.
    Nel merito del post: attenzione: se un onnivoro invita un vegetariano, che non dimentichi i derivati delle proteine animali, che sono più diffusi di quanto non si creda. Non solo i salumi, ma il più discreto strutto, presente in molti prodotti da forno (le classiche brioches del gelataio, per esempio, o le pizze a taglio), o la colla di pesce che è in realtà un derivato del maiale. Ci sono egregi sostituti: prodotti da forno che usano il latte e il burro, e che il vostro panificio o pasticceria di fiducia sarà ben felice di preparare su ordinazione, e i numerosi gelificanti di origine vegetale, fra cui preferisco l’Agar Agar.
    Ah! dimenticavo: se un vegetariano vi invita a cena, correte! Sopratutto d’estate e in Sicilia, (terra di caponata, parmigiana, bruschetta, panelle, crocché, pesto alla trapanese, olive, capperi, cucunci, formaggi e conserve…va be’: mi fermo!) sarà una cena meravigliosa!
    Grazie per questo post cruelty free!

    1. Carissima, posso solo cortesemente suggerire un tale it easy? Va bene pensare a eliminare carne pesce ed eventualmente uova e latte, ma anche lo strutto e la gelatina mi pare francamente una richiesta eccesdiva. Mon voglio essere polemica, ma il buon senso e la misura dovrebbero guidarci nei comportamenti, cosa peraltro gia’ detta sopra. ( che noia, mi ripeto eh?)

      1. La dritta sullo strutto è interessante, sarà che non lo utilizzo mai ma non ci avevo proprio pensato. Sulla colla di pesce, l’ho a lungo abbandonata dopo la faccenda della mucca pazza, e anche ora non ne faccio grande uso, ma siccome la quasi totalità delle ricette di quella parla, ti chiedo: ho letto che non è automatico sostituirla con l’Agar Agar perché la resa non è la stessa. Sai dirmi come eventualmente procedere senza disastrare la ricetta?
        Per il resto: che acquolina!!! Non sono mai stata in Sicilia (una vergogna, lo so 😦 ) , devo assolutamente rimediare!!!

        1. Cara Bianca, ho provato molti agar agar come gelificante con risultati variabili. Mi trovo bene con un prodotto acquistato in busta di carta, nei supermercati di prodotti biologici… non so se mi spiego! Possiamo parlarne per mail, in modo più preciso su prodotti e ricette. In alcuni casi preferisco la pectina (derivato della frutta), ma non dà la stessa lucentezza e la stessa trasparenza dell’Agar. Sullo strutto, ti dirò che da quando non ne mangio più ho acquisito una sensibilità al gusto molto più marcata. E’ presente in moltissimi prodotti pronti, sia da banco che da forno. Ma le stesse cose, preparate all’antica (con burro, o olio, o latte) sono un’altra cosa!!!

          1. Sto proprio sperimentando una nuova ricetta che prevede la colla di pesce. Se mi viene bene nei prossimi giorni la posto, così potresti dirmi come fare la sostituzione: vegetarianesimo a parte, la colla di pesce è un ingrediente che mi ha sempre lasciato perplessa, la elimino volentieri 🙂

      2. Vorrei infromare Angela che i vegetariani mangiano abitualmente uova e latte (i vegani no), e che non è affatto questione di buon senso e di misura se il vegetariano non mangia lo strutto e gli altri numerosissimi derivati del maiale. Ciò dipende proprio dal fatto che si è vegetariani, e che quindi si eliminano dal consumo i prodotti derivati dagli animali uccisi. E’ buon senso, viceversa, non sindacare le scelte degli altri, a maggior ragione se ne ignoriamo i presupposti, le implicazioni e le finalità.

          1. Figurati! Nessun’offesa, e poi: non lo faremmo mai a Casa di Bianca, che ringrazio di riceverci sempre con tanta allegria!

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