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Ormai è ufficiale: salvo cataclismi dell’ultima ora, il Natale si farà nella casa in collina. Non vedo l’ora, dopo quindici anni di pranzi cittadini, di sperimentare una tavola completamente diversa, un nuovo stile e nuovi sapori. Sono infatti convinta che città e campagna chiamino una tavola e un menu assolutamente propri: certo, nulla vieta di apparecchiare una mensa sontuosa in campagna, o rustica in città, ma vogliamo mettere il fascino di un’ambientazione in totale sintonia con l’ambiente che la accoglie?

A mio parere, il Natale in città preferisce sicuramente uno stile più classico e una tavola più tradizionale: una tovaglia di ottimo tessuto illuminata da piatti chiari, bicchieri trasparenti e luminosi, posate luccicanti. Avendoli, è senz’altro il momento migliore per godersi porcellana, cristallo e argento, o comunque quanto di più bello si nasconda nelle nostre credenze: già stiamo vivendo un momento storico difficile, almeno per un giorno regaliamoci un po’ di aria di festa!

Come sempre, ognuno sceglierà il tema e i colori che più gli piacciono. Personalmente non amo particolarmente il tradizionale binomio rosso-oro, che trovo un po’ troppo impegnativo. Amo invece moltissimo l’oro accompagnato all’avorio, come mi piacciono l’argento assieme al bianco puro o all’azzurro ghiaccio. Con il rosso mi piace invece ispirarmi allo stile nordico e abbinarlo al bianco o all’avorio, che lo valorizzano mantenendo però sempre sulla tavola toni freschi e luminosi. Bellissimo anche il bianco totale, che però è meno facile di quel che sembra: per un effetto elegante ma non anonimo, è infatti necessario avere a disposizione piatti e bicchieri dalle linee un po’ ricercate, o almeno qualche elemento decorativo di spicco, se pur tono su tono.

I più fortunati di tutti avranno magari un servizio di piatti dalla decorazione tipicamente natalizia: in quel caso c’è poco da dire, la tavola si fa praticamente da sola! L’importante ovviamente sarà valorizzare al massimo il decoro, dandogli un contorno il più neutro possibile, e giocando con dei piccoli richiami decorativi che rieccheggino il disegno delle stoviglie.

Quali che siano i nostri piatti, sulla tavola di città non dovranno mancare tutti i dettagli che fanno festa, sempre in un tono piuttosto elegante (che, ricordiamocelo, non vuol dire costoso): il sottopiatto, se piace e non ingombra troppo; i segnaposto, magari piccoli e leggeri, ma assolutamente irrinunciabili; un centrotavola o comunque qualche tocco di luce e colore. Come sempre, attenzione a non esagerare: è facile lasciarsi invogliare dalle foto di qualche tavola meravigliosa ma, appunto, nata per essere fotografata e non per ospitare un pranzo vero; occhio critico dunque, e via tutto quello che, una volta seduti, impedirebbe di mangiare comodamente.

Tutti questi consigli valgono ovviamente anche per chi volesse dare alla sua tavola cittadina un tocco rustico. In questo caso, mi permetto solo di sconsigliare gli eccessi stilistici: siamo pur sempre in città, quindi no al plaid usato come tovaglia,  a sottopiatti in legno ricavati da tronchi d’albero e a tutti gli elementi esageratamente country. Se ci piace lo scozzese, potremo piuttosto scegliere un bel runner in tessuto tartan da utilizzare come elemento centrale della tavola: in questo caso i piatti saranno semplicissimi, di linea un po’ romantica, preferibilmente bianchi o avorio; quanto ai sottopiatti,  possiamo sempre scegliere qualcosa di neutro, restando all’interno dello stesso servizio dei piatti o anche optando per il vetro trasparente. Insomma, le soluzioni che accontentino la nostra voglia di campagna senza stridere troppo l’ambientazione cittadina ci sono eccome.

Volete qualche esempio pratico delle tavole e degli stili di cui abbiamo parlato? Come sempre, vi rimando al mio Pinterest.