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Se il pranzo di Natale è il trionfo della famiglia in senso allargato, quindi con genitori, fratelli e nipoti vari, la cena della Vigilia è un momento che da sempre viviamo in modo molto intimo, solo io, mio marito e i ragazzi. E’ un modo per riunirci a festeggiare la notte di Natale in pace e serenità, condividere una cena semplice ma speciale, scambiarci gli auguri e un piccolo pensiero lontano dalla gioiosa confusione che regnerà il giorno dopo.

Proprio perché è un momento tutto nostro, mi piace curarlo tanto quanto il pranzo di Natale, se pur mantenendo un tono decisamente più basso. Il menu è molto semplice e rigorosamente a base di pesce, e prevede un antipasto, un primo, un secondo e un dolce al cucchiaio, lasciando quindi per l’indomani pandori e panettoni. Irrinunciabile, per l’antipasto, la triade capesante gratinate, carpaccio di branzino e canapè al salmone: senza non sarebbe la Vigilia! Primi e secondi, invece, sono più liberi, così come il dolce: due anni fa il Monte Bianco, l’anno scorso la crema catalana, quest’anno probabilmente una bavarese all’arancia.

Molto più libera ed eclettica anche la tavola: c’è l’anno del blu, quello del verde, quello dell’avorio e del rosso; a volte uso i piatti del servizio più bello, a volte quelli bianchi, a volte quelli con l’agrifoglio che il giorno di Natale vestono la tavola dei bambini. Idem per i bicchieri e le posate, che variano secondo l’ispirazione del momento. Proprio per una scelta di semplicità, non concedo molto al dettaglio decorativo: assolutamente irrinunciabili solo le candele, che con la loro luce soffusa ci accompagnano per tutta la cena. Nella foto, pessima come al solito (ormai lo sapete, vero, che in quel senso non ho speranze?) potete vedere la tavola dello scorso anno, in oro, avorio e blu.

Quest’anno anche la Vigilia sarà in campagna: tutto nuovo e sconosciuto, per me che ho sempre festeggiato in stile cittadino. Sto ancora pensando a come apparecchiare, anche se – disponendo ovviamente di un corredo molto ridotto rispetto alla casa di città – piatti, posate e bicchieri saranno certamente gli stessi del giorno di Natale. Sono molto indecisa tra una tovaglia color corda con decori bordeaux, invernale ma non proprio natalizia e decisamente informale, ed un’apparecchiatura più tradizionale sui toni del bianco e del verde, con qualche tocco di legno e di rosso. Mi sa che come al solito deciderò all’ultimo momento: suggerimenti?