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Come si diceva un paio di post fa, niente dà più soddisfazione a  un maniaco della bella tavola di apparecchiare in perfetta sintonia con l’ambiente della casa. Perciò, se la casa di città chiama – almeno per me – uno stile più classico e un’apparecchiatura più tradizionale, in campagna ci si può sbizzarrire con scelte molto più libere e creative, dove la naturalità la fa da padrone.

Certamente nulla vieta di apparecchiare in pompa magna anche fuori città: peccato però che nel mio contorto immaginario questo richieda come scenario la casa del Piccolo Lord (avete presente la scena finale dell’omonimo, zuccherosissimo film di Natale?), con pregiatissime porcellane inglesi, cristalli e argenti a profusione… insomma, in questo post lascerei stare, concentrandomi invece sulle potenzialità di una tavola ricca di semplicità e di elementi naturali.

Semplicità, ricordiamolo, non fa rima con banalità: perciò scusate, ma bando a quelle tavole tutte uguali fatte di pseudo shabby chic made in China o country super lezioso genere fattoria di Nonna Papera. Scegliamo con saggezza pochi elementi di qualità e rendiamoli protagonisti della tavola, che dovrà assolutamente distinguersi per il nostro tocco personale.

Nella mia personale interpretazione, tutto gira intorno ad un servizio di piatti bianco, dalla linea semplice e un po’ retrò. Se abbiamo a disposizione una bella tavola in legno, possiamo anche non coprirla con una tovaglia, ma valorizzarla apparecchiando direttamente sul piano, magari utilizzando un sottopiatto in materiale naturale, legno, paglia o tessuto che sia. Tovaglia o no, bando comunque alle stoffe lucide: lino, cotone grezzo, persino la rusticissima juta sono decisamente molto più adatti. Se temiamo che un’apparecchiatura troppo a contatto col piano possa rovinare la tavola, possiamo utilizzare dei runner, che proteggono il piano senza impedire la vista del legno: se ci piace, possiamo osare delle sciarpe in tartan, che danno alla tavola un tocco davvero fuori del comune.

Il tartan in effetti è molto adatto a questo periodo dell’anno, anche se – a mio gusto, come sempre – va dosato con saggezza, o rischia di diventare un po’ troppo incombente. Per questo, se lo scegliamo come elemento dominante (per esempio per la tovaglia, o i piatti), sarà buona cosa alleggerire il resto dell’apparecchiatura, privilegiando bicchieri trasparenti e posate non eccessivamente impegnative, e sempre di gusto abbastanza rustico. Rustico, non dimentichiamolo, ovviamente non vuol dire inelegante: solo molto informale, con tocchi che richiamino la campagna e la natura.

La stessa natura non dovrà mancare nemmeno negli elementi decorativi, con rami, pigne, bacche e candele che profumino delicatamente di buono: la loro luce, soffusa e calda, sarà il vero tocco irrinunciabile per la nostra tavola di campagna. Non servono necessariamente delle lanterne, e men che meno dei candelieri di pregio: un centrotavola bellissimo, molto facile da fare e per nulla ingombrante può nascere componendo piccoli rami di abete, qualche pigna, bacche rosse e candeline scaldavivande posizionate in una serie di vasetti in vetro diversi per forma e dimensione.

La mia tavola dei grandi di quest’anno sarà proprio così: tovaglia in cotone grezzo color corda, piatti bianchi, bicchieri trasparenti, semplici posate d’acciaio e poi rami d’abete, bacche e vasetti luminosi. Come segnaposto, un nastro in tartan arricchito da una coroncina in paglia e da un campanellino colorato. Per i bambini invece, tovaglia con fantasia nei toni del marrone, del verde e del rosso, piatti in maiolica rossi e verdi e tovaglioli di carta con Babbo Natale in versione svedese. I segnaposto saranno, come ogni anno, i nostri storici pupazzetti in legno, mentre per centrotavola avremo rami di pino, bacche e una piccola lanterna: non mancherà quindi la luce della candela, ma messa in sicurezza!

Spero di riuscire a fare qualche foto decente da potervi mostrare. Nel frattempo, se volete cercare un po’ dì ispirazione per il vostro Natale in campagna, c’è come sempre pronto il mio Pinterest.