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San Valentino. Qualche parola sull’amore

Tree of Love 4 by fangolNon ho mai amato la festa di San Valentino. Lontana mille miglia dalla mia cultura, proposta il più delle volte con una cornice stucchevole e dozzinale, mi è sempre stata cordialmente antipatica: non l’ho mai potuta soffrire nemmeno da ragazzina, quando si è tutte sole-cuore-amore. In quindici anni di matrimonio credo di averla festeggiata una sola volta, quando la figlia era piccolina e, in piena fase “principesse”, aveva preteso che per l’occasione ci sedessimo ad una tavola addobbata ad hoc a mangiare cibo a forma di cuore. Devo dire che, prendendola con la giusta dose di ironia, la cosa era risultata molto divertente, ma nonostante quello non avevamo più replicato.

Questa volta però è diverso. In quest’ultimo anno sono successe cose che mi hanno fatto molto riflettere su come sia facile dare per scontato l’amore. E non parlo solo dell’amore romantico, ma piuttosto di quel sentimento che ci attraversa ogni giorno e ci proietta con animo lieto verso ciò che di bello la vita ci offre: i nostri affetti, in primo luogo, ma anche le passioni che fanno brillare le nostre giornate. Può essere il cibo, la tavola, la musica, il nostro lavoro o lo sport che ci appassiona, non fa differenza: è comunque una ricchezza inestimabile perché nutre la nostra anima, e ci permette – anche nella difficoltà – di non dimenticare che la vita vale sempre la pena di essere vissuta.

Spesso, poi, ci affanniamo talmente nel rincorrere le incombenze quotidiane da non trovare nemmeno un momento per fermarci, guardare le persone che abbiamo accanto e dir loro quello che proviamo. E’ paradossale, ma è proprio in famiglia che certi gesti e certe parole vengono meno per prime, proprio perché le si da per scontate, quando invece non lo sono affatto. Eppure tra le mura domestiche sarebbe così facile trovare il momento, i gesti e le parole per esprimere il nostro amore: perché per quanto sia vero che questo sentimento è “paziente e generoso”, è altrettanto vero che per non spegnersi va nutrito, sempre.

Per questo il prossimo 14 febbraio festeggerò con mio marito e i nostri ragazzi. Certo, mi divertirò a preparare una tavola e un menù in tema, e se ritrovo cose che ho imboscato chissà dove anche qualche decorazione per la casa: ho già radunato molte idee interessanti, se avete voglia di dare un’occhiata le trovate come al solito qui.

Più di tutto però mi interessa creare un’occasione per dirci una volta in più quanto ci vogliamo bene, e quanto contiamo gli uni per gli altri. L’amore è un dono prezioso, e per questo è importante, ogni tanto, confezionarlo in modo che chi lo riceve si fermi un attimo, lo guardi bene, si prenda il tempo per coglierne appieno tutta la bellezza: non lo credete anche voi?

14 pensieri riguardo “San Valentino. Qualche parola sull’amore”

  1. Che vuoi che ti dica? Ho conosciuto mio marito nel 1982…una domenica di carnevale…solo qualche anno dopo mi sono accorta, dato che tenevo un “diario segreto”, che quel giorno era proprio il 14 febbraio….non so, forse a “quel tempo” non si festeggiava ancora o forse ero ancora troppo giovane per conoscerla(neppure 15anni!) ma da quando ne sono stata consapevole l’ho sempre festeggiata, anche perche’ una festivita’ e’ sempre l’occasione in piu’ per stare con amici, infatti anche quest’anno ci siamo gia’ organizzati e saremmo a casa di amici assieme ad altre 4 coppie….magari non ci sara’ piu’ il romanticismo di una volta ma l’importante e’ essere ancora qui dopo tutti questi anni a ricordarci che ci vogliamo ancora molto bene.

    1. Innanzi tutto, San Valentino o no, fai benissimo a fare festa: anche io e mio marito festeggiamo ancora il giorno in cui ci siamo messi insieme, però lo facciamo da soli, contrariamente all’anniversario di matrimonio che è rigorosamente celebrato coi ragazzi…
      Comunque è vero, “ai nostri tempi” di San Valentino si iniziava appena a sentir parlare: del resto qui le tradizioni altrui arrivano regolarmente con secoli di ritardo e con il taglio che più fa comodo a chi ci deve guadagnare sopra 😦 . A quanto mi si dice, per gli anglosassoni il vero spirito di San Valentino è quello di una festa degli affetti in generale, non solo delle coppiette di innamorati: siamo noi che lo abbiamo trasformato in una festa zuccherosa: del resto si sa, così si vendono più cioccolatini 😉

  2. Non ho mai festeggiato S. Valentino (anche perchè il mio orso-marito ha la tendenza ad ignorare ricorrenze come questa e come la Festa della Donna) e non me n’è mai importato più di tanto, però quest anno il 14 febbraio coinciderà col ritorno del suddetto marito da un viaggio di lavoro in Australia, quindi visti i ben 10 giorni di distacco ho pensato di fargli trovare per quando rientrerà (le undici di sera circa!!!) la tavola apparecchiata a tema e qualcosa di pronto per ovviare ad eventuali mancanze della linea aerea…e se non avrà fame vorrà dire che l’atmosfera verrà buona per la colazione del giorno dopo!

    1. Ecco, la festa della donna, se intesa come mercato di cioccolatini e mimose o peggio, come orde di fanciulle allupate che vanno allo striptease maschile, dà ai nervi anche a me…
      A maggior ragione quindi appoggio l’idea di far capire al marito orso che c’è anche un altro modo per vivere quel giorno, come pure la festa di San Valentino: la tua idea della cenetta-colazione di bentornato mi sembra bellissima, e se dopo dieci giorni di lontananza non dovesse apprezzare… diciamo che comprenderei un eventuale uso improprio di padella e mattarello 😉

  3. Mah, in questi giorni una cara – carissima – amica che da un po’ mi sembrava triste, sfuggente e ombrosa mi ha detto che si sta per separare dal marito. Anche lui caro amico. E anche se, non volendolo ammettere, mi era balenata l’ipotesi, mi ha preso uno scoramento fortissimo che mi è durato tre giorni e tre notti. Mi è anche toccata la fase ” e a noi? sucederà mai a noi?”.
    E poi, quando siamo stati testimoni di nozze di una coppia che si separa che succede? siamo scaduti? E’ stata falsa testimonianza? si è rotto qualcosa anche in me. Quest’anno sarà un San Valentino apotropaico, di risarcimento, di consolazione e di ringraziamento.

    1. Ormai in tanti si arrendono alle difficolta’della vita di coppia sperando in lidi migliori….dopo essermi sposata ho iniziato a fare un album con foto di matrimoni ai quali avevo partecipato,soprattutto perche’ mi piacciono molto e adoro gli abiti da cerimonia….beh a distanza di pochi anni molte delle coppie fotografate hanno iniziato a separarsi e adesso sono in numero maggiore di quelle rimaste unite, compresa la mia testimone di nozze alla quale avevo a mia volta testimoniato in occasione del suo matrimonio…uno sfacelo….

      1. Anche una delle mie testimoni di nozze si è separata, e la cosa mi ha causato una crisi fortissima, perché la sua mi sembrava la più solida tra tutte le coppie che conoscevo. Credo che in queste situazioni chiedersi se succederà anche a noi sia più che naturale; il peggio è che a volte scattano pericolosi meccanismi di emulazione, soprattutto se la faccenda capita quando si sta attraversando un momento difficile: e a che coppia non capitano, i momenti difficili? Ma appunto, se alla base c’è un sentimento forte, e soprattutto un progetto di vita comune, le crisi si affrontano e si superano: ovviamente bisogna lavorarci in due, ma ce la si può fare. E questo si che è un motivo per festeggiare 🙂

          1. Sì, le emozioni di ritorno mi hanno stordito. L’emulazione di cui parlava Bianca, in particolare, non mi aspettavo: alle due del mattino, testa sul cuscino, occhi sgranati, a valutare se avevo o no motivi per essere tutta d’un pezzo, emancipata e libera, e chiedere la separazione anch’io. Per fortuna… motivi non ne avevo!!! Ma la tristezza è infinita!

          2. Guarda può sembrare brutto da dire, ma secondo me una simile presa di coscienza è un’ottima cosa: nonostante lo choc e il dispiacere per quello che sta passando una persona cara, acquisire la lucida consapevolezza della propria fortuna rende molto sereni. Un abbraccio

  4. San valentino ovvero di come trovare una scusa per uscire fuori a cena….quando ero single uscivo per san valentino con i mie amici storici per festeggiare la nostra amicizia e la sera dopo san faustino andavamo a ballare per festeggiare il fatto di essere single!!! Beata gioventu! Ora a42 anni suonati usciro, a cena in un posticino romanticoso con mio marito, facendomi per altro cambiare il turno in ospedale perche sarei stata di guardia….ovviamente ho omesso che era per san valentino….stupida festa commerciale o no le scuse per uscire fuori a cena non me le faccio scappare!!! Scusate se non riesco a mettere gli accenti ma dal tablet non riesco….un abbraccio ad animula veder star male le proprie amiche fa star malissimo baci baci baci ale

  5. Ciao
    ho trovato il vecchio post (sai Bianca sto rileggendo tutti i tuoi post e i commenti per mettermi in pari su quello che è stato scritto prima di conoscerti) e stasera vado a cena anche io per festeggiare i 27 anni che io e mio marito stiamo insieme tra fidanzamento e matrimonio il nostro post San Valentino …e ho proprio bisogno di una serata romantica…
    La vecchiaia gioca brutti scherzi sabato io (quella che non voleva fiori recisi in casa perché erano morti e non voleva piante perché morivano sempre, quella a cui le piante si suicidavano chiedendo pietà e l’eutanasia per una morte veloce) è uscita ed è andata in un vivaio a comprare due bulbi di giacinto ( li volevo blu ma ‘erano solo bianchi) e li ha fatti piantare in un vaso di porcellana blu e bianco e li ha messi sul tavolo da pranzo sopra ad un runner bianco con disegni di foglie blu e spia con trepidazione ogni segno di fioritura…mah
    Di questo passo inizierò anche a darmi al giardinaggio ….

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