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1358502_31039709Abbiamo detto tante volte che una tavola è davvero bella quando lascia emergere la personalità di chi la pensa e la prepara. Questo non vuol dire necessariamente originalità a tutti i costi: al contrario, può benissimo significare il cucirsi addosso a misura quello che è lo stile più di moda, portando ad un risultato profondamente originale, se pur nella scia di un modo di essere conosciuto ai più.

Abbiamo detto altrettante volte quanto siano tristi e banali quelle tavole tutte uguali fatte portandosi semplicemente a casa oggetti supermodaioli, spesso – ahimè – di discutibile qualità. Il difficile è quindi barcamenarsi tra questi due estremi: e allora, come fare nostro uno stile imperante senza rinunciare a eleganza e qualità?

Proviamo a calarci nel concreto, prendendo ad esempio uno stile della tavola che non amo particolarmente, ma che va per la maggiore: lo shabby chic, ovvero quel gusto retrò caratterizzato dall’utilizzo del colore bianco e dalla presenza di oggetti dall’aspetto elegantemente usurato.

Questo stile può essere bello se fatto di elementi autenticamente vintage, ma può diventare stucchevole e banale quando si limita a una pletora di pezzi finto-sciupato, il più delle volte fatti in serie in qualche remota regione della Cina. Nel primo caso, basteranno un paio di elementi per dare alla tavola un tocco veramente unico. Nel secondo, avremo probabilmente un colpo d’occhio apparentemente notevole che però, ad una analisi minimamente più accurata, rivelerà le cose per quello che sono: prodotti industriali, uguali a mille altri e completamente privi di fascino.

Ora, poiché avere in casa pezzi belli e ammantati dalla patina del tempo non è fortuna di tutti, come fare? Per fortuna la scelta non è solo  di tra oggetti di pregio e – se mi passate il termine – cinesate. Al contrario, è proprio dal sapiente mix di elementi antichi e moderni che possono nascere i risultati più interessanti. Se ci pensate è come nella moda, dove la vera eleganza nasce dalla capacità di mescolare vecchio e nuovo, oppure capi basici presi in qualche negozio low cost con anche un solo pezzo importante, magari solo un accessorio, capace però da solo di dare una svolta radicale all’abbigliamento altrimenti più anonimo.

Applicando questo stesso criterio alla tavola, potremo ottenere risultati sorprendenti: sempre per restare in tema shabby, un servizio di piatti contemporaneo ma dalla linea classica, magari abbinato ad un servizio di vecchie posate l’una diversa dall’altra, farà un figurone se apparecchiato su tessili ripescati in fondo a qualche armadio della nonna, anche – anzi, soprattutto – se non nati per la tavola: un copriletto ricamato, una tenda, uno o più asciugamani in cotone o lino, un insieme di centrini all’uncinetto sapientemente abbinati. Basterà aggiungere una decorazione in tono (qualche vecchio barattolo in latta o in vetro, oppure una bugia di quelle che ogni nonna teneva a portata di mano per le notti di temporale) e avremo una tavola autenticamente shabby, e soprattutto unica, che parlerà davvero di noi.