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@acasadibianca

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Aprile, è tempo di puntarelle. Le conoscete? Sono le cime della catalogna, specialità primaverile tipica del Lazio che da qualche anno si trovano abbastanza facilmente anche nel resto d’Italia.

Tradizione vuole che le puntarelle siano servite in insalata, condite con olio, sale e insaporite da filetti d’acciuga. Tuttavia la sottoscritta, da quella irriducibile pastasciuttara che è, non si è fatta scrupoli (complice qualche suggerimento trovato on line) a trasformarle in un condimento per gli spaghetti, che peraltro riscuote sempre molto successo, sia in famiglia che con gli amici. Se qualcuno lo vuole provare, ecco la mia ricetta.

@acasadibianca

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Ingredienti (per 4 persone): 360 grammi di spaghetti, 250 grammi di puntarelle fresche, quattro-cinque filetti di acciuga, uno spicchio d’aglio, olio extra vergine d’oliva, sale e pepe da macinare al momento.

Tagliare le puntarelle a striscioline molto sottili buttandole man mano in una ciotola colma di acqua e ghiaccio. Lasciarle a mollo circa un’ora, se possibile cambiando l’acqua almeno una volta: questo servirà sia a togliere l’eccesso di amaro alle puntarelle che a far assumere loro la caratteristica forma arricciata.

In una padella abbastanza capiente scaldare un paio di cucchiai d’olio con i filetti d’acciuga e lo spicchio d’aglio. Appena i filetti si sono disfatti, gettare le puntarelle precedentemente scolate e farle cuocere a fiamma moderata per circa 30 minuti: devono rimanere abbastanza consistenti, quindi è preferibile non incoperchiare. Regolare di sale.

Nel frattempo cuocere gli spaghetti: quando manca poco più di un minuto, aggiungere alle puntarelle un mestolino d’acqua di cottura, scolare la pasta e spadellarla velocemente con le verdure. Regolare di sale, completare con una macinata di pepe e un giro d’olio crudo e servire.