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@acasadibianca

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Tradizione di origine nordica al pari del più conosciuto abete natalizio, l’albero di Pasqua è una decorazione che secondo me non può davvero mancare in questi giorni. Prepararlo è davvero semplice: bastano un ramo,  delle decorazioni a soggetto pasquale ed un bel vaso, e il gioco è fatto. Come per tutte le cose, naturalmente, le variabili sono moltissime e personali. In primo luogo, bisogna scegliere che tipo di ramo utilizzare: se lo realizziamo appena prima di Pasqua sarà bellissimo un ramo fiorito, vuoi di ciliegio, di pesco, di pruno o dell’albero di Giuda. Se invece, come nel mio caso, ci piace godercelo qualche giorno in più, meglio scegliere un ramo di nocciolo da lasciare solo o cui abbinare tralci d’ulivo oppure dei fiori che si possano sostituire senza troppa difficoltà, in modo da non arrivare al giorno della festa con un albero triste e spelacchiato. Una volta scelto il tipo di ramo che andremo a decorare, dovremo individuare il vaso più adatto a contenerlo: alto e stretto nel caso del tralcio fiorito, leggermente più largo nel caso del nocciolo, specie se abbinato a fiori o frasche d’ulivo. Se il vaso non è trasparente potremo inserirci, se necessario, della spugna da fiorista che aiuti la stabilità del ramo da decorare. A struttura ultimata, si pone il problema delle decorazioni. Immancabili, ovviamente, le uova, in tutte le loro varianti: gusci veri e opportunamente dipinti, uova di vetro, di porcellana, di carta o come più ci piacciono, in una sola nuance di colore o variopinte, secondo lo stile che abbiamo scelto per la nostra Pasqua. Potremo poi aggiungere fiori o altri simboli pasquali, come la colomba, l’agnello, il coniglio. Il consiglio è, ovviamente, di disporre gli addobbi in modo armonico, alternando materiali, soggetti e colori, studiandone con cura il posizionamento secondo le dimensioni e la vistosità, anche in considerazione del punto in cui l’albero sarà collocato: insomma, ne più ne meno di come si fa con l’abete a Natale. Naturalmente, nulla vieta di perfezionare il tutto nel corso degli anni: se penso a com’era il mio primo albero di Pasqua, e a com’è oggi, mi rendo conto di quanta acqua è passata sotto i ponti. All’inizio era molto rustico, con addobbi in legno e paglia. Oggi è così:

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Ho alternato gusci dipinti a mano con uova di porcellana, carta, legno e vetro trasparente a effetto “bolla di sapone”. Gusci e ovetti in legno appartengono ancora al mio primissimo albero, le uova di porcellana sono arrivate più recentemente, quelle di carta sono un regalo della mamma e quelle di vetro un ingresso fresco fresco dei giorni scorsi. Alla mia prima Pasqua da sposa risalgono anche i piccoli ospiti a sorpresa che si annidano – è proprio il caso di dirlo – tra i rami. Eccone un paio:

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Non può naturalmente mancare il coniglietto pasquale, in diverse fogge. La mia preferita è la versione floreale, scelta dalla figlia quand’era piccolina: anche questo, un bel ricordo di cui avere cura. Anzi, ora che ci penso: non sarà per causa sua che per me la Pasqua deve sempre avere un tocco di rosa?

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