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@acasadibianca

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Avete presente quelle situazioni in cui tutto fila liscio come l’olio, senza il benché minimo imprevisto né la più piccola variazione rispetto a quanto stabilito? Ecco, l’esatto contrario della mia Pasqua, dove tra cambi di programma, invitati che vanno e vengono e inghippi vari ho dovuto ripetutamente riassestare le cose e rivedere più volte in corsa i miei programmi. Per fortuna, è andato comunque tutto bene, anche se non proprio come avrei voluto.

 

In particolare, visto che parte dei parenti ha dato forfait praticamente all’ultimo, non ho nemmeno dovuto aprire il tavolo. Meno lavoro, per carità, peccato però che il mio bel centrotavola fiorito sia diventato inutilizzabile: l’ho usato come decorazione della casa, con grande gioia della nostra Ninni che, da bravo cane con la passione per il muschio, ha ripetutamente attentato alla sua integrità, con gran divertimento dei ragazzi (mio, un po’ meno…).

Alla fine, eravamo comunque in quattordici, divisi come al solito in due tavole. Ecco il tavolo dei grandi:

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Dopo qualche indecisione, ho optato per una tovaglia austriaca con bordo in pizzo color panna, piatti floreali e piccole decorazioni in verde e malva. Nonostante lo spazio non proprio abbondante, non ho rinunciato ai sottopiatti: i piattini per il pane invece proprio non ci stavano, e sono stati usati per servire parte degli antipasti. Il centrotavola è stato sostituito da due cestini con uova decorate e piccoli fiori in seta sempre color malva: non così scenografici, ma comunque graziosi e, soprattutto, poco ingombranti!

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Per i segnaposto, completati al volo un attimo prima dell’arrivo degli ospiti, ho scelto un nastro in tulle verde e uno in pizzo color malva, completati da un minuscolo bouquet di fiori di solanum, violetta e nontiscordardime colti direttamente dai vasi del mio balcone.

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Colore e semplicità hanno invece caratterizzato il tavolo dei bambini, anche questo ridotto di misura all’ultimo con conseguente cambio in corsa della tovaglia: ne avevo prevista una più bellina, ma per il tavolo da cinque era decisamente troppo grande e così ho ripiegato su un cotone stropicciato decisamente verde.

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Il menu è stato tutto all’insegna delle verdure primaverili e della leggerezza, unico modo per mettere a tavola senza impazzire nonni acciaccati, zii vegetariani e intolleranti vari. Dopo un veloce aperitivo in piedi, come antipasto ho servito delle mini pasqualine con uova di quaglia, crostini con insalata russa e spirali di carote con germogli di erba medica.

Come primo, crema di carote e zenzero con crostini di pane di segale (pasta al pomodoro per i ragazzi), quindi uno spezzatino di vitello con pisellini freschi, fondi di carciofo gratinati, agretti all’olio e limone e le immancabili patatine al forno. Fragole con panna e colomba di pasticceria gentilmente portata dalla mamma hanno completato il pranzo, chiuso da un buon caffè accompagnato da una scelta di ovetti di cioccolata.

La giornata si è conclusa con la tradizionale caccia al tesoro per i ragazzi, che vista l’ambientazione casalinga ha avuto caratteristiche decisamente sedentarie. Del resto nemmeno i premi sono più quelli di una volta: addio alle uova di cioccolato, che non mangia più nessuno, e benvenuti a gadget alla moda e trucchi. I figli crescono, i tempi cambiano, e le tradizioni di famiglia si adeguano…