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@acasadibianca

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Tanto per cambiare, mentre scrivo piove. In attesa di tempi migliori, magari che consentano finalmente di fare qualche invito all’aria aperta, mi sono proprio goduta i due giorni in collina del ponte del 25 aprile. Bel tempo, caldo e una natura nel pieno fulgore della fioritura mi hanno davvero rallegrato le giornate.

Una volta sbrigate le pulizie di primavera, noiose ma necessarie (e fortunatamente risolte in breve tempo, viste le dimensioni della casa e la razionalità degli arredi), ho potuto finalmente dedicarmi al mio non-giardino. Si, perché la casa in collina è praticamente in mezzo al bosco, e gli spazi verdi che la circondano sono decisamente selvaggi; in più, la mancanza di una frequentazione regolare non consente di scegliere piante che necessitino di attenzioni costanti. Insomma, tutte cose che rendono impossibile la creazione di un vero e proprio giardino.

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Certo, ho piantato comunque alcune piante fiorite: il mio adorato lillà, ancora minuscolo, ma che quest’anno mi ha regalato il suo primo fiore; una più esuberante budleia, che fiorirà tra qualche settimana attirando sciami di coloratissime farfalle; soprattutto molte rose, scelte nelle varietà più rustiche disponibili.

Vista la situazione, è decisamente più saggio lasciare mano quasi completamente libera alla natura, che onestamente fa un lavoro grandioso.

Un prato di nontiscordardime.

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I meravigliosi e profumatissimi iris selvatici.

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Le fragoline in fiore.

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Soprattutto, i tanti scorci del vicino bosco, coi suoi sentieri incantati.

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A volte mi chiedo come sarebbe vivere qui. Follemente scomodo, di sicuro. Ma probabilmente anche bellissimo.