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©acasadibianca

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Ci fosse un fine settimana che va come programmato, in questa strana estate così avara di caldo e di sole. Prendiamo il ponte di Ferragosto: dovevamo andare in collina, con l’idea di festeggiare con i soliti amici.

Poi questo simpatico clima autunnale ha avuto la meglio: andare in una casa di campagna per rimanerci chiusi dentro a guardare la pioggia che cade non era esattamente una prospettiva allettante.

Alla fine il 15 siamo stati ospiti dagli amici in questione (una volta tanto non è male), e in tutto il ponte – oltre ad una autolesionistica gita all’Ikea – ci siamo limitati ad organizzare un piccolo tè senza pretese con i nonni. Il clima britannico conciliava decisamente!

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Come vedete, ho scelto un’apparecchiatura semplice  e fresca. Tovaglia di lino bianca profilata di verde scuro, tazze in maiolica bianche decorate con tralci d’edera in tre toni di verde, cucchiaini e forchette da dolce. Ho apparecchiato con piattino, tazza e bicchiere per l’acqua e il succo di frutta. Per i tovaglioli ho scelto la carta, come sempre di ottima qualità e dal decoro abbinato al servizio da tè.

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Conoscendo gli ospiti, non è stato necessario prevedere la doppia zuccheriera: lo zucchero bianco è stato più che sufficiente, così come non sono stati messi in tavola né latte né limone.

Molto semplice anche la decorazione, non allestita per l’occasione ma semplicemente trasferita dalla credenza alla tavola: un piccolo vassoio d’argento con dei vasetti in vetro bianco in cui stanno essiccando gli ultimi fiori delle mie ortensie.

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Per quanto riguarda il menu, rigorosamente gluten free, sempre conoscendo gli ospiti ho servito un Earl Grey abbastanza scuro (i puristi si lamenteranno per l’assenza del latte, ma ahimè a casa mia nel tè non lo mette nessuno…) accompagnato da dei dolcetti alla mandorla (spariti prima che potessi fotografarli) e da una crostata alla marmellata di albicocche.

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Era il primo esperimento di crostata senza glutine, e devo dire che si può decisamente migliorare, sia sul fronte della consistenza che su quello dell’estetica: ma si sa, siamo solo all’inizio di questa nuova avventura culinaria, e qualche incidente di percorso credo sia inevitabile. Il sapore, in compenso, era molto buono: infatti alla fine del pomeriggio non ne era rimasta traccia. Anche se piccole, sono pur sempre soddisfazioni…