Atmosfere, Decorare, Recensioni, Stile, Tavola

Recensioni. Irene, o della vera eleganza

©acasadibianca
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Compero raramente libri di cucina. Un po’ per carenza di spazio, un po’ perché – mediamente – in un libro trovo al massimo quattro-cinque ricette che mi convincono davvero, e a quel punto preferisco vagabondare per il web e scaricare direttamente solo quello che mi interessa.

Negli ultimi mesi però mi è capitato di acquistare ben due libri di ricette, un vero record per quel che mi riguarda.

Incredibile ma vero, li ho anche presi entrambi a scatola chiusa, cioè senza averli nemmeno aperti. Ancora più incredibile, e altrettanto vero, non me ne sono affatto pentita.

Il primo, quello di cui vi parlo oggi, è di una blogger che sicuramente conoscerete: lo pubblica Guido Tommasi Editore, si intitola Quello che piace a Irene ed è opera di Irene Berni, autrice di un blog delicatissimo e pieno di poesia, fotografa di grande talento e proprietaria di un bed & breakfast molto famoso, il fiorentino Valdirose.

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Bene, per dirla in poche parole: è meraviglioso! Bellissime le foto, splendide le ambientazioni e le tavole, semplici e invitanti le ricette: davvero, niente da invidiare ai lavori delle più affermate food writer.

Il libro, molto elegante già nell’aspetto esterno, racconta le quattro stagioni, proponendo ricette, racconti di famiglia, proposte per la decorazione della tavola.

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La cucina, se escludiamo qualche concessione a dolci “di moda”, è essenzialmente rispettosa della tradizione toscana, e si capisce perfettamente che è cucina di casa, collaudata dall’esperienza e dalla passione per le cose semplici e buone. Niente ingredienti esotici e/o stravaganti, nessuna pretesa di insegnare chissà quale nuova verità nel campo della nutrizione: sono ricette che profumano di famiglia, rispettose dell’alternarsi stagionale dei prodotti della terra.

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Incantevoli poi le proposte per la tavola, che denotano un’eleganza vera, quella che io paragono a un vestito di seta leggera indossato a piedi nudi, e che si respira anche nel gesto più semplice; insomma, niente a che vedere con il formalismo, la pretenziosità e l’affettazione che caratterizza troppi sedicenti esperti di “mise en place”.

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Ecco quindi che, come già la cucina, anche la tavola sa di famiglia e semplicità, ma una semplicità che non ha nulla di banale: pezzi antichi e moderni, fiori, dettagli decorativi sono abbinati con sapienza e ricercatezza, seguendo l’autentico stile shabby, fatto di oggetti che hanno una storia, abbinati con gusto e originalità.

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Insomma, è un libro che si sfoglia e si risfoglia con grande piacere. Se vi capita per le mani, dategli un’occhiata: credo proprio che lo porterete a casa con voi.

23 pensieri riguardo “Recensioni. Irene, o della vera eleganza”

  1. Quando mi è stato proposto di fare un libro con ricette ho subito pensato a fare qualcosa di straordinario ma mentire nell’unica occasione che mi era stata data non aveva davvero senso. Io amo l’ordinario , lo trovo speciale…
    sapere che viene apprezzata la mia scelta mi rende tanto orgogliosa …grazie di cuore mi hai lasciato senza parole!

    1. Ciao Irene e grazie per le tue bellissime parole, è un onore averti qui!
      Per quel che vale la mia opinione, sono sinceramente dell’idea che oggi ci voglia molto più coraggio a presentare un libro di ricette “normali” che non a cavalcare l’onda dell’ultima moda culinaria: e sono altrettanto convinta che il tuo libro, a contrario di molti altri, resterà.
      Grazie ancora di essere passata :*

    1. Quanto hai ragione! Ma temo sia inevitabile, quando un tema “tira” tutti si affannano a cercare l’originalità a tutti i costi. In questo senso, il libro di Irene è una boccata d’aria fresca 🙂

        1. Eh, quello è tutta un’altra cosa, molto più “ruspante” dal punto di vista editoriale e parecchio di nicchia per l’argomento proprio per questo davvero prezioso. Ne parlerò presto 🙂

          1. Signora Matteucci, lei non mi sta attenta! Ho scritto che ho appena comperato due libri, e questa è la recensione del primo. Quella del secondo arriva presto (spero)

          2. Signora Stordita, visto che non avevo capito 😉
            Niente, è un libro per chi soffre di celiachia, ma molto pratico e con alcune pagine davvero struggenti. Dai, ho capito, vedo di pubblicare la recensione lunedì

  2. Anche io sono una di quelle che raramente compra un libro di cucina, ma dalle illustrazioni che vedo, devo dire che è molto diverso dal solito libro.
    Molto curato e incantevole nel suo aspetto.
    Consideriamo puoi che le “Irene” sono un po’ tutte fuori dal normale, ecco perché mamma mi ha chiamato così.

  3. Quando ho visto questo libro in libreria l’agosto scorso non sapevo ancora che Irene fosse gia’ una blogger, ma mi aveva particolarmente colpito per le foto le ricette i consigli…cosi’ per il mio compleanno avevo suggerito alle figlie di regalarmelo…la seconda scelta era Appretto e limoncello che mi era piaciuto in altra maniera ma che aveva un prezzo superiore….poi pero’ a settembre quando e’ arrivato il momento il libro non era disponibile e cosi’ mi e’ arrivato quello di Tessa Kiros……adesso l’ho visto di nuovo esposto e prossimamente sara mio!!!!

      1. Uscita dal lavoro ho fatto un salto in libreria….magari intanto sbircio un po’ tra le pagine del libro mi ero detta, in attesa dell’acquisto ma, sorpresa! C’era il 15% di sconto su tutti i libri di cucina! Che facevo lo lasciavo li?! Naaa….E’ MIO!!!

  4. Ok, al contrario di alcune di voi, io adoro i libri di cucina e in particolar modo quelli dei food writers, scoperti piuttosto recentemente anche se tra loro a mio parere posso annoverare pure l’ormai datato Artusi…
    Il libro di Irene lo trovo veramente bellissimo, belli i ricordi, le foto (fantastiche),l’impaginazione i colori e le semplici ma sicure ricette ma c’è un ma….in casa ho pure come dicevo il libro di Tessa Kiros, di Sophie Dahl di Jamie Oliver e tutti quelli di Csaba dalla Zorza, cito questi perchè leggendoli e guardandoli tutti insieme mi viene quasi da pensare: Ma chi per primo a scritto cosa? Si sono copiati gli uni con gli altri? certamente non sara’ cosi’ ma per me si somigliano cosi tanto tra di loro, vuoi per le ricette vuoi per l’impostazione ed altre particolari che sembra quasi che si siano messi tutti daccordo, l’unica differenza per me sta nel prezzo, 40euro per un libro mi pare una cifra importante che in un brutto periodo della mia vita mi sono guardata bene dallo spendere, poi un po’ per fortuna perchè tanti mi sono stati regalati un po’ perchè il periodo si è leggermente risistemato sono riuscita a togliermi qualche soddisfazione in quel senso ma a pensarci bene non credo di aver mai raggiunto quelle cifre, quindi non mi sento di dare meriti o demeriti, credo che ognuno scriva ciò in cui crede o almeno lo spero, l’importante è che un libro riesca a regalarci in qualche modo il piacere di stringerlo tra le mani.
    (scusate se ho scritto troppo….)

    1. Ecco, l’omologazione è il principale motivo per cui compro pochissimi libri di cucina. Il costo in realtà sarebbe ragionevole visto che parliamo di libri cartonati con belle foto, ma proprio per questo trovo inammissibile la presenza di errori e svarioni nei testi, e in particolare nelle ricette. E da quel che leggo nei vari commenti & recensioni in giro per il web, in alcuni di questi libri se ne trovano parecchi, compreso uno che volevo prendere e che invece ho lasciato giù.

      Ps Artusi forever, comunque…

        1. Giusto. Però una casa editrice seria non può permettersi certi scivoloni in ogni libro che pubblica, dai. Se spendo 40 euro pretendo una qualità impeccabile, soprattutto sulle ricette. O no?

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