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©acasadibianca

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Credo sia evidente che il momento più brutto nella vita di un genitore sia quello in cui un medico ti guarda e ti dice che no, il tuo bambino non ha un malanno banale, ma qualcosa di molto più serio che lo accompagnerà e lo condizionerà per tutto il resto della sua vita. A quel punto le parole davvero diventano pietre, e reagire in modo forte e positivo non è per nulla facile.

So bene cosa si prova in quei momenti, e per questo ho letto con particolare commozione le pagine introduttive di Uno chef per Gaia, di Ilaria Bertinelli, che non è solo un libro di cucina ma molto, molto di più. Ilaria è una mamma, e Gaia la sua bambina, che di colpo, in un giorno come tanti altri, si è sentita dire che i piccoli disturbi che accusava da alcuni giorni erano in realtà la spia di una malattia molto seria, il diabete di tipo 1. Come se non bastasse al diabete si era associata anche la celiachia: sono entrambe malattie di origine autoimmune, e spesso dove c’è l’una con il tempo si manifesta anche l’altra.

Qualunque genitore sarebbe stato messo a terra da una simile notizia, ma non Ilaria. Non volendosi arrendere alla prospettiva, per la sua bambina, di una vita non solo segnata da un continuo ricorso a iniezioni di insulina, ma anche privata di gran parte di quelle cose buone che Gaia e la sua famiglia erano abituate a portare in tavola, si è rimboccata le maniche: ha frequentato corsi di cucina senza glutine e sperimentato in casa, con pazienza e costanza, varianti gluten free delle ricette di casa.

Ilaria racconta questa storia nelle prime pagine del suo libro, intense e commoventi: ve ne consiglio la lettura anche se avete la fortuna di non conoscere né il diabete né la celiachia, perché sono davvero ben scritte. Ancora di più vi consiglio la lettura delle ricette, moltissime, in gran parte di tradizione emiliana ma non solo. Corredate da foto casalinghe e che per questo non possono mentire, sono semplici ma per nulla banali, adatte ai bambini e agli adulti: e se qualcuno avesse ancora dei dubbi, credo basti sapere che la prefazione del libro è a firma niente meno che dello chef Massimo Bottura.

©acasadibianca

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Devo dire di aver apprezzato in modo particolare questo libro perché era quello di cui avevo bisogno: perdonate la franchezza, ma è molto facile proporre una cucina senza glutine solo a base di creme di verdura, bistecche e frutta. Ben più difficile è trovare (e per chi si ritrova celiaco con abitudini alimentari ben consolidate, almeno all’inizio ci vuole) il modo di traghettare al senza glutine piatti e sapori di tradizione, cui non siamo ancora pronti a rinunciare: ecco, il libro di Ilaria fa esattamente questo. Per la cronaca, per ogni piatto c’è anche il contenuto in carboidrati: aiuto indispensabile per chi soffre di diabete 1, che deve sapere esattamente cosa mangerà per dosare correttamente l’insulina, ma strumento molto prezioso anche per chi vuole solo nutrirsi in modo consapevole.

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Ultima info: i proventi delle vendite sono devoluti all’AGD, associazione che riunisce le famiglie dei bambini affetti da diabete di tipo 1. Insomma, in un colpo solo si può fare una buona azione e portarsi a casa un bel libro, utile anche per chi non soffre di celiachia: in primis perché ogni ricetta riporta comunque la variante con il glutine, ma anche perché offre un ottimo aiuto per ricevere bene e con gusto un eventuale ospite celiaco, senza andare nel panico o, appunto, accontentarsi di portare in tavola bistecca e macedonia.