Autunno, Giardinaggio, Ricevere

Una domenica in collina

©acasadibianca
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Dicono che finalmente nei prossimi giorni arriverà il fresco. Speriamo che sia vero. Sulla fiducia, questa domenica sono stata alla casa in collina e, dopo che avevo più volte rimandato proprio a causa delle temperature troppo alte, ho finalmente piantato i bulbi.

E’ l’ennesimo esperimento che faccio nel mio non-giardino, e spero avrà maggiore successo dei precedenti. In particolare, ho destinato ai bulbi l’unica aiuola esistente, che a primavera avevo riempito di piante di fragola, sperando in un goloso raccolto. Invece non ne ho mangiata neanche una: col fatto di andare solo nel fine settimana, e nemmeno tutte le volte, ho sempre trovato fragole troppo acerbe o troppo mature. Insomma, un fallimento su tutta la linea, che consigliava un deciso cambio di strategia.

La giornata si è aperta con un pranzo veloce, in casa perché nuvole dispettose e vento sconsigliavano di mangiare all’aperto. Menù super casalingo: pasta fresca al burro e salvia, polpettone con purè di patate e insalata, uva e caffè. Niente dolce perché c’era da lavorare!

Che strano mettere in tavola fiori praticamente estivi ma dover al contempo accendere la stufa: un contrasto veramente bizzarro.

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Ecco i bulbi pronti per la semina: ho provato con un po’ di tutto, tanto per vedere cosa cresce e cosa no.

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L’aiuola “work in progress”: nel frattempo era tornato il sole, e si moriva di caldo anche in maniche corte.

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Ed ecco il lavoro finito, con tanto di pacciamatura per evitare le erbacce e proteggere i bulbi dal freddo, che qui d’inverno si fa decisamente sentire.

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Ho terminato giusto in tempo per godermi l’ultimo, tiepido sole, e regalarmi una bella tazza di tè.

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Ormai le giornate sono corte: appena il tempo di finire il tè, e il sole stava già tramontando dietro le colline.

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Non restava che tornare alla città e prepararsi ai soliti impegni, sperando che questo odioso caldo umido lasci presto spazio ad un’aria più frizzante: nell’attesa, vi auguro una buona settimana.

11 pensieri riguardo “Una domenica in collina”

      1. Il pranzo autunnale è stato vivacizzato da lacuni interessanti fuori programma…la sera prima quando incomincio ad apparecchiare mi rendo conto che il servizio di piatti che volevo mettere mancava di 2 piatti fondi ed 1 piano…della serie mi conosco ancora troppo poco i miei servizi da12 non sono mai integri… cosi verso mezza notte improvviso con un vecchio servizio che usavamo al mare con i nonni che si non stava male ma ha interrroto il mio sogno tutte cromie dall’arancione al marrone… ho messo cosi tovaglioli che riprendessero i colori della tovaglia e dei piatti… tagliare la zucca e riempirla di uva e candela è stato più difficile di quanto pensassi e ha richiesto l’intervento di mio padre… che vedendomi quasi in lacrime davanti alla zucca è intervenuto facendo un ottimo lavoro… la giornata è stata quanto di più diverso dall’autunnale si possa immaginare …circa 26 gradi ed una giornata iniziata al mattino con una nebbiolina che faceva ben sperare ma arrivata all’orario di pranzo con un sole che neanche a ferragosto…. menù: timballo di zucca con pesto di noci…non seguite i tempi di cottura del sito internet 30 minuti al forno a 185 gradi (fatti la sera precedente) e altri 20 minuti per scaldare… togliendo il timballo dal pirottino usa e getta posizionando il tutto su carta da forno in modo che asciughi bene anche la parte superiore rimanga bella colorita… momento di suspance che neanche Poirot poteva creare nel trasferimento poi dalla cartada forno al piatto…ho per una volta infranto un mio must dei pranzi in famiglia e impiattato l’antipasto in cucina e non al momento, primo secondo secondo regola(tagliatelle fatte in casa con ragù di vitello e funghi, e spezzatino -non più con le patate ma con i piselli più leggero tanto la cromia era solo un ricordo-) e dolce con delitto…nel senso che il semifreddo alla nutella è diventato una roba inguardabile ma buonissima…perchè? il sapore era come sempre molto lussurioso….ma ho dimenticato che essendo a parma solo nei fine settimana ( e neanche tutti i fine setimana) abbiamo la temperatura del freezer( che immagino non si scriva cosi ma voi siete intelligent e capite cosa intendo) a 1 e quindi non c’era bisogno di toglierlo prima… cosi ho presentato un semifreddo non solido e portato come una torta nel piatto da torta, ma molliccio portato nel piatto da torta… unica soddisfzione la mia nipotina di 8 anni che mi dice… zia se hai sbagliato allora sbaglia sempre perchè è buonissimo!!! e se ne è servita 3 volte… la perfezione non mi appartiente….no decisamente non mi appartiente… altra consolazione nonostante 10 persone a tavola non ho rotto nemmeno un piatto o un bicchiere!! 🙂 baci baci baci ale

        1. Ale sei un mito, mi sono fatta un sacco di risate 😀 😀 😀
          Che dire, nonostante gli imprevisti te la sei cavata egregiamente: altro che panico e ansia da prestazione, brava, così si fa 😉 !!!

  1. Una casa in collina è quello che ci vuole per staccare dalla routine di tutti i giorni, invece di correre sempre bisogna apprezzare e ritagliarci questi momenti come piantare i bulbi, sorseggiare un buon tè e gustare il paesaggio che cambia a seconda delle stagioni.

    1. Infatti. Ma anche senza casa in collina, regalarsi ogni tanto un piccolo spazio di quiete è un atto d’amore verso se stessi e, di riflesso, verso chi ci sta vicino, che può solo beneficiare del nostro essere più sereni…

  2. Ciao Db bellissima l’idea di creare un angolo colorato…io adoro i fiori ma per piantarli, riservo il compito al maritino, visto che gli piace ;), io annaffio e procedo alla raccolta tutt’al più ;! Bellissimi i piccoli dettagli delle tue tavole! Noi abbiamo una casa in montagna invece ma non la sfruttiamo granché! Ti scrivo la torta al cioccolatino senza farina di la’;). Buona serata Luisa

    1. Mio marito invece detesta cordialmente il giardinaggio, purtroppo: in collina si occupa giusto di tagliare il prato, ma brontolando più di una pentola di fagioli 😦
      Grazie mille per la ricetta la provo al più presto 🙂

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