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©acasadibianca

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Allora, ci siamo quasi: mancano appena tre giorni al Natale!

Qui, dopo un periodo di puro delirio dovuto all’accavallarsi di un imprevisto dietro l’altro, si respira finalmente un po’ di quiete. Temporanea, lo sappiamo bene, ma proprio per questo preziosa, e di cui godersi ogni istante.

Ecco perché questa mattina mi sono dedicata con vero piacere al confezionamento dei regali. Nell’ottica di un Natale antispreco, quest’anno ho scelto quasi tutti doni piccoli e poco impegnativi. Sono comunque acquisti molto pensati, e per trovarne alcuni ho dovuto davvero penare. Per ovvi motivi non posso mostrarveli (non mi risulta che parenti e amici sappiano dell’esistenza di questo blog, ma meglio non rischiare), sappiate comunque che mi sono indirizzata su porcellane vintage per le signore, letture e golosità per i signori, abbigliamento e musica per i più giovani: decisamente, il tempo delle scatole di giochi è finito…

Niente carta, per la confezione. Sempre per non sprecare, ho deciso di presentare i miei regali in ecologiche scatole di cartone che ciascuno potrà riutilizzare a suo piacimento. Le ho chiuse con dei nastri sui toni del rosso, verde e oro, utilizzando come chiudi pacco delle semplici decorazioni in iuta rallegrate da fiocchi di neve in panno rosso per signore e signorinette (bambine non si può proprio più dire), e grossi bottoni in legno per i signori di tutte le età.

©acasadibianca

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Finita questa piacevole incombenza, mi sono dedicata a completare – all’insegna del “meglio tardi che mai” – le decorazioni di casa: manca solo lo zerbino a tema perché non mi ricordo più dove l’ho messo, ma confido di farlo saltare fuori in tempo utile.

Ecco la versione natalizia del centrotavola: in effetti dopo aver fatto le foto l’ho modificato ancora, e la zucchetta bianca ha lasciato il posto a sfere vintage in vetro color avorio, che ben si abbinano a quelle in velluto e jaïs sui toni dell’oro e del rosso; a illuminare il tutto, una ghirlanda di perle e qualche bacca rossa: credo proprio che me lo porterò anche sulla tavola di Natale.

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Sempre in sala, ho trovato posto anche per i miei Babbi Natale preferiti

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Per finire, ho creato un angolino all’ingresso, dove porcellane di pregio si mescolano serenamente a pezzi decisamente più proletari, per ricostruire un quadretto che sappia ancora un po’ di infanzia

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Anche la cucina si voleva vestire di Natale, ma il mio personale Santa Klaus mi ha avvertito di non ingombrare il ripiano che abitualmente utilizzo allo scopo perché “servirà”. Sono molto curiosa di sapere per che cosa!

Questa pomeriggio infine, dopo una lunga passeggiata lontano dal caos della città, mi sono raggomitolata sul divano e, carta e penna alla mano, ho finalmente definito menu e tavola della Vigilia e del giorno di Natale. Vi aspetto domani per raccontarvi tutto!