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©acasadibianca

©acasadibianca

Non è stato facile, ma alla fine ce l’ho fatta. O almeno spero. Diciamo che nelle intenzioni è tutto deciso e perfettamente organizzato: adesso c’è solo da sperare che il fato non ci metta lo zampino, e che tutto effettivamente proceda come previsto.

Il primo appuntamento è per la cena della Vigilia, che come sapete è esclusivamente dedicata a noi quattro. La tavola sarà vestita con una tovaglia austriaca color avorio, bordata di pizzo, mentre per i piatti sarà il turno del servizio inglese vintage col decoro in rosso (quello da vecchia signora, per capirci). Per le posate, mi piacerebbero più di tutto quelle col manico effetto madreperla, ma visto che il menu sarà a base di pesce è l’occasione buona per usare le posate apposite, se pur in acciaio. I segnaposti saranno assolutamente familiari: dei piccoli addobbi in tono di colore, usati non certo per necessità ma per puro amore della decorazione.

Il menu, si diceva, sarà di magro e ovviamente senza glutine. Dopo un carpaccio di pesce spada e tonno condito con un semplicissimo salmoriglio, servirò degli spaghetti alle mazzancolle, quindi un filetto di salmone in crosta di patate con contorno di lattughino fresco. Il dolce sarà una cheesecake con salsa calda ai frutti di bosco. Niente di troppo impegnativo, come vedete, sia per una questione di tempo (non ne ho, lavoro fino alla mattina del 24) che per scelta: l’abboffata del giorno dopo richiede una cena leggera, e del resto in teoria “mangiare di magro” non vorrebbe dire solo evitare la carne, ma mangiare sobriamente, per purificare corpo e spirito in preparazione della successiva giornata di festa.

Ben più complessa la situazione per il pranzo di Natale. La micidiale combinazione di nonni acciaccatissimi, figli celiaci e parenti vegani non era per niente facile da gestire. Alla fine dovrei cavarmela in questo modo. Antipasto seduti con bis di polentine con finferli e salsa al gorgonzola (alternativa vegana: olio aromatizzato alle erbe). Crema di patate e porri con fette di porcino e prezzemolo. Cotechino con lenticchie, bollito misto con mostarda e salsa verde, cipolle rosse brasate all’aceto balsamico, cardi al latte, misto di erbette in tegame, insalata fresca con noci e chicchi di melagrana. Proverò a fare anche delle polpette vegane a base di cannellini e barbabietola: ho deciso di rielaborare a modo mia una ricetta che ho trovato ma non ho il tempo di provarla prima. Speriamo riescano decentemente…

Per finire in bellezza, semifreddo al torrone con salsa calda al cioccolato e pandori rigorosamente di pasticceria (uno normale e uno senza glutine, che sono molto curiosa di assaggiare). Proprio per chiudere, grande vassoio di frutta fresca, caffè e cioccolatini.

La tavola sarà tutta sui toni del bianco e oro, con qualche piccolo tocco di rosso. Metterò la tovaglia delle grandi occasioni, i piatti avorio bordati d’oro, i bicchieri in vetro veneziano e, almeno in questa occasione, le posate d’argento. Come segnaposto userò finalmente gli angioletti in legno dipinto presi un anno fa e rimasti nella scatola perché inadatti allo scenario rustico dell’ultimo pranzo di Natale: ieri ho passato una mezz’ora buona a rimirameli, sono davvero deliziosi e non vedo l’ora di averli sulla tavola!