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©acasadibianca

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Ed eccola qua, anche se un pochino a scoppio ritardato, la mia sorpresona di Natale. Sorpresona relativa, visto che all’atto pratico ci ho pensato io: però, sinceramente, è un regalo che non mi sarei mai sognata di ricevere.

Riassunto delle puntate precedenti: come molti di voi ricorderanno, l’anno scorso, vista la disponibilità di spazio offerta dalla nuova credenza e l’opportunità di approfittare dei saldi estivi, avevo deciso di regalarmi un servizio di piatti inglese sui toni del bianco e del blu. Avevo identificato la manifattura, ed ero indecisa tra due decori: mi piacevano così tanto entrambi che non riuscivo veramente a decidere, e nonostante alla fine avessi scelto con convinzione, un angolino di rimpianto per il decoro scartato mi era rimasto, soprattutto dopo averlo visto “dal vivo” a Londra.

Beh, evidentemente avevo così tanto rotto le scatole colpito i parenti con questa mia decisione che, a Natale, mamma e papà mi hanno proposto di regalarmene un piccolo servizio. Ovviamente non me lo sono fatto ripetere due volte, tanto più che avevo anche un buono sconto ricevuto con l’acquisto precedente e prossimo alla scadenza. Così la mattina del 26, all’apertura dei saldi invernali, mi sono fiondata sul sito come un falchetto.

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Curiosando tra i vari articoli disponibili, si è fatta strada una perfida idea. Visto che acquistando dall’estero la spesa maggiore da ammortizzare è data dai costi di spedizione, ne ho parlato col maritino, gli ho assicurato che sapevo dove mettere il tutto e, pescando coraggiosamente tra i prodotti di seconda scelta, ho aggiunto le tazze da tè. Considerate che la prima scelta era scontata del 25%, la seconda del 50%, e il mio buono del 10% era cumulabile: come resistere alla tentazione?

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La figlia ha tentato di dissuadermi. “Mamma, perfettina come sei – mi ha detto – rischi di stramazzare al suolo, se ti arrivano tazze col decoro tutto sghembo”. Sapevo che aveva ragione (sono inguaribilmente perfettina), ma ho rischiato lo stesso. E ho fatto bene. I difetti, infatti, sono del tenore che vedete nella foto qui sotto: se non fossero stati evidenziati col pennarello rosso – ovviamente lavabile – credo che alcuni mi sarebbero addirittura sfuggiti.

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Ho già messo al lavoro le tazze da tè, anche se solo per uso personale, mentre non ho ancora avuto modo di usare i piatti. Non vedo l’ora: li trovo perfetti per una tavola di primavera, fresca, solare e allo stesso tempo elegante e delicata. Sono otto coperti con fondina da zuppa, un po’ per cambiare rispetto all’altro, un po’ perché mi sembra una forma che si sposa meglio con un decoro così classico.

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Non ho preso nessun pezzo a servire né tantomeno teiera, lattiera o zuccheriera. Poco male. Con un po’ di pazienza, arriveranno i saldi di luglio: e allora, chissà…