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©acasadibianca

©acasadibianca

Non sappiamo più aspettare. La facilità con cui possiamo accedere alle cose e la velocità con cui riusciamo ad ottenerle ci ha drammaticamente disabituati alla virtù dell’attesa: quel moto che volge l’animo alla speranza, quella trepidazione interiore che, nell’attesa di raggiungere il risultato desiderato, aiuta a sopportare la fatica e la frustrazione dell’attesa.

Ci pensavo nei giorni scorsi, accompagnando per questioni scolastiche il figlio in una grande cartoleria fornita di un bel reparto di decorazioni per la casa. Era già un tripudio di articoli pasquali: uova decorate, addobbi a forma di pulcino e coniglietto, stoviglie e piccoli decori dal sapore spiccatamente primaverile. “Non è un po’ prestino? –  ho chiesto ad una delle commesse, affaccendata a riassortire il reparto – è appena iniziata la Quaresima…”. “Non ci crederà – mi ha risposto – ma siamo anche in ritardo: ci domandano questo tipo di articoli praticamente da gennaio!”.

Non ho faticato a crederlo. Ormai siamo talmente abituati a correre che subito dopo Natale vorremmo Pasqua e la primavera, un attimo dopo il caldo dell’estate, e un attimo dopo ancora siamo già alla ricerca di addobbi per l’abete di casa. L’anno, per farci contenti, non dovrebbe durare più di qualche settimana!

Però non è così. L’anno dura dodici mesi, e alle stagioni non importa nulla della nostra fretta. Non basta che Natale sia passato per poterci godere subito la primavera. Ci vuole la pazienza di attendere che la terra si risvegli, che il sole, giorno dopo giorno, le si avvicini per scaldarla sempre un po’ di più.

Il tempo è un dono, forse il più grande che abbiamo. Non sprechiamolo inutilmente, impariamo piuttosto a goderne. Tra Natale e la primavera ci sono le meraviglie dell’inverno, tra Pasqua e l’estate mesi in cui godersi i capricci della primavera, tra l’estate e le feste di Natale tutto l’incanto dell’autunno. Non è poco, se sappiamo prenderci il tempo necessario per respirare a fondo l’atmosfera di ogni singolo momento, e non ci accontentiamo di godere solo dei (pochi, alla fin fine) momenti di festa “riconosciuta”.

So che è un po’ tardino per i buoni propositi di inizio anno, ma questo è il mio. Lasciare i mesi liberi di scorrere secondo il loro ritmo naturale, senza cercare di forzarne il corso per il nostro personale capriccio. Non c’è bisogno di avere fretta: comunque l’inverno cederà il passo alla primavera, la primavera all’estate, e l’estate all’autunno e quindi all’inverno. E’ semplice e inevitabile: basta, appunto, la pazienza di aspettare.