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©acasadibianca

©acasadibianca

Per la serie “facciamoci del male”, con un blitz improvviso (o forse sarebbe meglio dire un attacco di follia) abbiamo deciso per una Pasqua agreste.

Le previsioni non sono del tutto incoraggianti, e le dimensioni della casa non rendono molto agevole mettere dignitosamente a tavola tutto il parentado, ma tant’è, ormai il dado è tratto: si festeggerà in collina!

La decisione ha ovviamente costretto a rivedere tutti i programmi, a partire dall’apparecchiatura. Poco male. Se mi dispiace non poter utilizzare, come avevo pensato, i miei nuovissimi piatti inglesi, riuscirò lo stesso a preparare una tavola color cielo di primavera. Non ho ancora chiarissimi i dettagli, ma una cosa di sicuro resta confermata: i segnaposto a forma di coniglietto che vi avevo mostrato nello scorso post. Ciascuno conterrà un minuscolo pensiero per ogni ospite: ovviamente non ve li posso mostrare in anteprima (sai mai che qualcuno dei miei parenti prima o poi non scopra questo blog), ma cercherò di svelarveli nei prossimi giorni.

Tutta diversa da come l’avevo pensata anche la tavola dei ragazzi. Miracolosamente, però, anche qui riuscirò a confermare il tema dell’azzurro: grazie alla mia filosofia (chiamiamola così) del “prima o poi vien tutto buono” ho giusto giusto una tovaglia che sembra fatta apposta per l’occasione!

Quello che invece mi spiace davvero è dover decurtare brutalmente le decorazioni floreali: d’altronde passare da un tavolo quadrato di quasi due metri per lato ad uno lungo altrettanto ma largo meno della metà non può essere indolore.

Mi consola pensare che avrò comunque a disposizione un intero bosco traboccante di primule, pratoline e soprattutto tantissimi fiorellini sui toni dell’azzurro: violette, occhietti della Madonna, anemoni selvatici, forse anche i primi nontiscordardime. Ho gli occhi a cuoricino solo a pensarci…