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©acasadibianca

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Se il giorno di Pasqua è trascorso sotto la neve, il lunedì dell’Angelo si è aperto all’insegna di un cielo limpidissimo e di un sole meraviglioso.

Abituata come sono all’aria venefica di città e al cielo sempre un po’ velato dallo smog, ad aprire le finestre e respirare un’aria così tersa – per tacere dell’incantevole vista sul bosco da un lato, e sulla valle dall’altro – mi sembrava davvero di essere in paradiso.

Dopo una rapida colazione vergognosamente a base di avanzi pasquali (la mia voglia di cucinare si era esaurita con il giorno precedente), ho mollato la famiglia e sono uscita a fare una passeggiata con Ninni.

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Freddo, c’era ancora freddo, ma ben presto il sole ha iniziato a intiepidire l’aria e mi sono finalmente goduta un po’ il bosco con i suoi fiori, ancora un po’ pesti per la nevicata del giorno precedente ma in rapida ripresa.

Le violette

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dei fiori bianchi di cui non so il nome (qualcuno li conosce?) che mi fanno venire in mente i cappellini degli elfi

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e degli altri che ricordano le cuffiette delle fate

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D’obbligo una sosta alla mia aiuola di bulbi (la ricordate?) che ha iniziato la sua fioritura

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A metà mattina la giornata si era fatta abbastanza tiepida, e ci siamo fatti così prendere dall’ottimismo che, complice il numero ridotto rispetto al giorno prima (eravamo rimasti in nove) e una compagine decisamente più sportiva, abbiamo stoicamente deciso di apparecchiare fuori. Non ho foto della tavola perché non era niente di che: diciamo in perfetto stile Oktoberfest chic.

Quanto al menu, se per contorno e affini abbiamo dato fondo agli avanzi del giorno prima, il piatto forte è stata la grigliata, attività cui si è dedicato con grande gioia i maschi di famiglia, entusiasti come sempre quando possono dare sfogo al loro coté cavernicolo. E a proposito di ritorni alle origini, anche Ninni ha sperimentato con entusiasmo la vita da vero cane: altro che crocchette superbilanciate, eccola qui alle prese con un autentico osso.

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Tutto bene, quindi? Insomma. Appena ci siamo seduti a tavola hanno fatto capolino delle nuvolette dispettose, e si è alzato un gran vento. Nemmeno mettere i giacconi è stato sufficiente a salvare la situazione: abbiamo mangiato in fretta e furia e siamo scappati in casa, a riprendere temperatura davanti alla stufa. Come dire, i pranzi all’aria aperta possono attendere…