Ricevere, Stile

Ricevere. Cinque buoni motivi per invitare quelli che non ricambiano mai

C’è poco da dire. L’ospite che non ricambia mai (ma proprio mai) l’invito per un pranzo, una cena, un tè o un aperitivo in casa è specie estremamente diffusa, per non dire dominante.

©acasadibianca
©acasadibianca

Sono i classici amici o parenti che vengono sempre volentieri, partecipano con gioia e danno anche soddisfazione, sperticandosi in complimenti. Peccato che a questi segua immancabilmente la classica frase “Eh, vorrei tanto essere alla tua altezza, ma tu sei così brava/organizzata/paziente – o quel che volete – io proprio non sono capace”. Morale della favola, di ricambiare proprio non se ne parla.

Ora, poiché di certo non si può imporre a nessuno di invitarci a casa sua, e spesso il mancato invito di ritorno è fonte di dispiacere, se non addirittura frustrazione, che fare? Non c’è molto da scegliere: o si smette di invitare gente oppure ce ne si fa una ragione, cercando altrove le motivazioni per continuare a ricevere con allegria.

Per quanto mi riguarda, me ne sono fatta una ragione da un pezzo. E proprio per questo oggi vorrei condividere i principali motivi per cui continuo comunque (tempo e inghippi familiari permettendo) ad aprire le porte di casa a parenti e amici.

1) Ricevere mi piace. Indubbiamente questa è la motivazione maestra. Mi piace stare con le persone in un contesto pacato e rilassato, e non trovo niente di meglio di casa mia.

2) Cucino volentieri. Ammetto di andare difficilmente oltre una cucina prettamente casalinga, ma cucinare mi piace, mi rilassa e – mi dicono – mi riesce anche discretamente. Se posso condividere questo piacere con le persone che amo, non vedo perché negarmelo.

3) Amo curare la tavola. Scegliere la tovaglia, i piatti, decidere segnaposto e decorazioni floreali non solo non mi costa nessuna fatica, ma mi rende proprio felice. Vedo inoltre che quasi sempre gli invitati apprezzano. Così alla fine siamo tutti contenti…

4) Ognuno ha i suoi talenti. Non a tutti piace cucinare, non a tutti piace avere gente per casa. Perché obbligare qualcuno a fare le cose controvoglia, cosa che si percepisce benissimo e lascia agli ospiti un inevitabile senso di disagio?

5) L’amore è gratuito. Non voglio fare quella smielata (non sono proprio il tipo) ma per me accogliere gli ospiti è un vero atto d’amore. E poiché l’amore è, nella sua purezza, il più gratuito dei sentimenti, mi sembra assolutamente naturale donarlo senza riserve: anche perché sono convinta che, magari sotto forma completamente diversa, ritornerà.

24 pensieri riguardo “Ricevere. Cinque buoni motivi per invitare quelli che non ricambiano mai”

  1. commento prima di leggere il post, mi basta il titolo: GRAZIE ho bisogno di 5 buoni motivi ma ne basterebbe anche uno perché sono molto, molto, molto irritata ultimamente 😀

  2. Che belli i tuoi post! Ti leggo sempre con grande piacere, riconoscendomi in tanti pensieri, atteggiamenti, comportamenti e trovando così più forza e coraggio per essere e credere in me stessa…
    E poi, non so perché, ma i post che scrivi arrivano sempre sempre al momento giusto…😄😉
    Grazie di cuore, Chiara

  3. Mi e’ capitato una volta, invitando amici occasionali di venir a sapere che una di loro non avrebbe ricambiato perche’ non si sentiva all’altezza…e pensare che nonostatante l’apparecchiatura chic fatta in giardino avevo cercato di sminuire la cosa dicendo che lo avevo fatto per sbizzarrirmi un po’ approfittando dell’occasione, ma io la penso come te, se faccio una cosa e’ perche’ mi fa piacere non per aspettarmi un ricambio….poi ci sono casi particolari come quello tra mia madre e mia zia, mia mamma invita sempre con molto piacere anche 20 pers alla volta senza farsi problemi, ma i miei zii oltre al fatto che se invitati, arrivano con 3 figlie sposate al seguito e vari nipotini, (sai com’e’, sarebbero state a.pranzo da noi oggi!) ma non si degnano MAI di ricambiare e l’unica volta che lo hanno fatto, per un anomalo Natale, oltre a non curare la tavola per l’occasione, pare che abbiano servito il formaggio ancora avvolto nel cellophan di vendita, come per dire: Se proprio volete aprirlo….
    Ecco in questo caso io smetterei pero’ di continuare ad invitarli.

    1. Il marito della sorella di mio marito ci invita la vigilia di Natale ma: lui è sempre in tuta di acetato e zoccoli Pescura con i calzini , ad ogni portata lava i piatti e le posate per non avere lavandino ingombro la mattina dopo (quindi non sta a tavola) e alle 23 saluti e baci a tutti che la famiglia va alla Messa in una chiesa lontanissima.
      La moglie di mio fratello – vivono in Germania ma per le feste tornano e vivono a 150 km da noi – non ci ha mai invitato a casa sua. Per sei o sette anni ho fatto sempre io Natale e Pasqua a casa mia e lei arrivava con i genitori ma nessuno ha mai ricambiato.
      capito DB perché ho un filino il dente avvelenato?

      1. @Marina sui cognati in tuta mi taccio: perdona la franchezza, ma qui il problema mi sembra un filino più ampio dell’attitudine a ricevere 😦

        Sul resto del parentado, non so che dire. Io ho “vinto” Natali e Pasque da circa 12 anni a questa parte perché sono l’unica ad avere una casa (anzi, due) strutturata in modo tale da riuscire a mettere a sedere tutti. A dirla tutta, me le sono anche pensate apposta, ma lasciamo stare…

        C’è poi da dire che questo mi permette di continuare ad essere il “trait d’union” tra la mia famiglia e quella di mio marito (il resto dei fratelli ha situazioni un po’ complicate e si aggrega volentieri), e questo ci permette di non dover scegliere con chi stare: siamo entrambi molto legati ai nostri genitori, e finché abbiamo la fortuna di averli accanto, siamo ben felici di goderceli e di permettere loro di avere accanto tutti i figli e nipoti almeno nelle grandi occasioni 🙂

        1. ahahahahahahah, ma tu che frequenti le Marche sai che la tuta di acetato è un must.
          @ DB capisco e comprendo i tuoi motivi e per un po’ li ho condivisi. è che ad un certo punto mi sono stufata, uscivo dalle feste comandate che era come se avessi fatto lo sbarco in Normandia. adesso poi nella casa nuova (ma vecchia perché è la casa dei nonni e poi dei genitori) ho davvero pochissimo spazio, anzi zero e un tavolo minimale e anche volessi prenderne uno che si apre non saprei dove aprirlo.

          1. Direi che il problema si è brillantemente risolto da solo 😉
            Comunque vediamo quanto reggo anch’io eh. Al momento lo faccio volentieri, un domani. .. chissà 🙂

  4. Noi abbiamo una coppia di amici frequentatori assidui, molto assidui, di casa nostra, che non ricambia mai un invito. In 10 anni di amicizia mi ricordo una sola cena a casa loro, con pizze da asporto. All’inizio ci rimanevo molto male, alla fine sulla delusione hanno prevalso la voglia di preparare e allestire cene e pranzi del weekend da noi, cosa che mi piace sempre tantissimo, il piacere di frequentarli perché sono una compagnia piacevole, e la comprensione del fatto che per loro ricevere in casa sia un incubo, la cosa peggiore che possa capitare. Non siamo tutti uguali, e forse per fortuna, altrimenti che noia che barba come diceva la splendida Sandra 🙂

    ps: Sempre belli i tuoi post! Tocchi sempre corde sensibili.

    1. Il mondo è pieno di gente che al pensiero di avere ospiti va sinceramente in ansia: e allora perché farli soffrire, per poi stare a disagio tutti? Se sono persone piacevoli, invitiamoli noi, altrimenti… dove si può, passiamo 😉

    2. voi avete ragione tutte e due, ragionissima da vedere, anche io ho una coppia di amici che non ricambia MAI. però oltre alla cena tutti seduti intorno a un tavolo ci sono anche altri modi per ricambiare tipo se uscite il sabato in gruppo e io sono sola perché mio marito lavora, se la domenica andate a fare la gita in campagna o nella città d’arte, ecco magari potreste invitare. invece no. ecco è questo che mi rompe un po’. un po’ tanto.
      sabato ci siamo visti a casa di amici comuni e lei mi ha detto “ma non fai più cene a casa tua, è un po’ che non organizzi qualcosa…”.

      1. Su questo hai perfettamente ragione, un conto è non sentirsi di invitare a casa, un altro definirsi sempre e comunque. Comunque fantastico il fatto che ti facciano anche notare che è un po’ che non li inviti: prendiamola sul ridere che è meglio, via…

      2. Questo decisamente non è il caso dei nostri amici, loro invitano sempre a cenare fuori insieme. E anzi all’inizio insistevno per non cenare da noi perché non volevano infliggermi quella che per loro sarebbe stata una fatica enorme!

  5. vivere in 2 posti diversi moltiplica gli inviti ( anche se in realtà riceviamo quasi esclusivamente nella casa di parma per questioni di spazio)…per quanto riguarda gli amici sono forse addirittura più invitata che invitante, per i famigliari… i miei genitori ed i miei suoceri superano sicuramente gli inviti offerti rispetto a quelli ricevuti mentre con i cognati… diciamo che a noi fa piacere ricevere a pranzo e a cena (anche perchè non abititamo nella stessa città) mentre loro amano più chiamare in pizzeria o per condividere una fetta di torta…hanno entrambi figli piccoli…l’unica cosa che mi è un pò dispiaciuta in occasione di un pranzo a cui avevo dedicato tanto tempo ed energie (il famoso pranzo in giallo e verde) sentirmi dire ” quando avrete figli non averete più tempo per fare queste apparecchiate”…a parte che con il percorso che stiamo vivendo non mi sembra proprio il caso di nominare una genitorialità tanto attesa e desiderata quanto sempre meno probabile….io spero ardentemente che se questo meraviglioso sogno si dovesse avverare non faccia realizzare quanto predetto da mio cognato… a proposito sto programmando un pranzo a base di pesce e l’apparecchiata è stata la prima cosa a cui ho pensato ( questo ha davvero reso necessario che io acquistassi un nuovo servizio piatti -galatea richard ginoro- di cui vado oltre modo entusiasta!!!)… ivitate gente invitate… baci baci baci Ale

    1. Innanzi tutto ti auguro che il tuo sogno si avveri: poi potrai smentire i tuoi invitati con una bella rilettura dei post dedicati a “Ricevere coni bambini” 😉
      Stupendi i tuoi nuovi piatti: non li conoscevo, sono davvero eleganti 🙂

  6. “Mi piace stare con le persone in un contesto pacato e rilassato, e non trovo niente di meglio di casa mia.”

    Condivido tutto il tuo post . . . specialmente la frase che ho copiato qua sopra! 🙂

    Lo farò leggere anche alle figlie, spesso si chiedono perché gli zii non ci invitano mai a casa loro e si meravigliano se rispondo che è meglio così! 🙂

    Ciao, Fior! 🙂

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