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©acasadibianca

©acasadibianca

C’è poco da dire. L’ospite che non ricambia mai (ma proprio mai) l’invito per un pranzo, una cena, un tè o un aperitivo in casa è specie estremamente diffusa, per non dire dominante. Sono i classici amici o parenti che vengono sempre volentieri, partecipano con gioia e danno anche soddisfazione, sperticandosi in complimenti. Peccato che a questi segua immancabilmente la classica frase “Eh, vorrei tanto essere alla tua altezza, ma tu sei così brava/organizzata/paziente – o quel che volete – io proprio non sono capace”. Morale della favola, di ricambiare proprio non se ne parla.

Ora, poiché di certo non si può imporre a nessuno di invitarci a casa sua, e spesso il mancato invito di ritorno è fonte di dispiacere, se non addirittura frustrazione, che fare? Non c’è molto da scegliere: o si smette di invitare gente oppure ce ne si fa una ragione, cercando altrove le motivazioni per continuare a ricevere con allegria.

Per quanto mi riguarda, me ne sono fatta una ragione da un pezzo. E proprio per questo oggi vorrei condividere i principali motivi per cui continuo comunque (tempo e inghippi familiari permettendo) ad aprire le porte di casa a parenti e amici.

1) Ricevere mi piace. Indubbiamente questa è la motivazione maestra. Mi piace stare con le persone in un contesto pacato e rilassato, e non trovo niente di meglio di casa mia.

2) Cucino volentieri. Ammetto di andare difficilmente oltre una cucina prettamente casalinga, ma cucinare mi piace, mi rilassa e – mi dicono – mi riesce anche discretamente. Se posso condividere questo piacere con le persone che amo, non vedo perché negarmelo.

3) Amo curare la tavola. Scegliere la tovaglia, i piatti, decidere segnaposto e decorazioni floreali non solo non mi costa nessuna fatica, ma mi rende proprio felice. Vedo inoltre che quasi sempre gli invitati apprezzano. Così alla fine siamo tutti contenti…

4) Ognuno ha i suoi talenti. Non a tutti piace cucinare, non a tutti piace avere gente per casa. Perché obbligare qualcuno a fare le cose controvoglia, cosa che si percepisce benissimo e lascia agli ospiti un inevitabile senso di disagio?

5) L’amore è gratuito. Non voglio fare quella smielata (non sono proprio il tipo) ma per me accogliere gli ospiti è un vero atto d’amore. E poiché l’amore è, nella sua purezza, il più gratuito dei sentimenti, mi sembra assolutamente naturale donarlo senza riserve: anche perché sono convinta che, magari sotto forma completamente diversa, ritornerà.