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Io e mio marito ci siamo sposati nello stesso anno di quasi tutti i nostri amici. Abbiamo quindi vissuto collettivamente non solo i preparativi per le nozze ma anche quelli per la ricerca, l’arredo e il corredo della casa. Sono passati solo 16 anni, eppure sembra un secolo: la convivenza prematrimoniale era l’eccezione, quindi sul fronte casa & affini si partiva tutti più o meno da zero. E’ stato quindi decisamente interessante vedere come ogni coppia sviluppasse il tema casa e corredo secondo la propria attitudine personale. C’era vi dedicava la minima energia possibile, e chi – come noi – ci investiva con passione.

Solo allora ho veramente capito che l’amore per la casa ed il ricevere non sono sentimenti generalizzati, come avevo pensato fino a quel momento grazie all’esempio dei miei genitori, dei miei zii e degli amici di famiglia, ma sono assolutamente individuali e possono serenamente andare da zero a mille. E visto che qui siamo più o meno tutti verso il mille, ho pensato di proporvi un piccolo gioco: elencare cosa per noi fa “casa”, al netto ovviamente della relazione affettiva con chi ci abita.

Inizio io: per chi vuole partecipare, lo spazio dei commenti è come sempre a disposizione!

Una casa è una casa se…

1 – E’ pulita e ordinata. Può sembrare ovvio, ma purtroppo non lo è. Non sono una fanatica, altrimenti non reggerei due figli adolescenti e un cane, ma come può essere accogliente una casa sporca e in disordine?

2 – Esprime la personalità di chi la abita. L’ho già detto tante volte: non sono case, per me, quelle che replicano in modo acritico i modelli proposti da riviste/blog/etc. Meglio una casa meno alla moda ma vera di una superchic che nulla racconta di chi ci vive.

3 – Ha sempre almeno un fiore fresco o una piantina. Un tocco di natura, per quanto minima, porta vita in casa: per me è assolutamente irrinunciabile.

4 – Ha tanti libri. E non dico altro.

5 – Ha almeno qualche quadro. Non amo le pareti vuote: va bene il minimalismo, ma sono all’antica e trovo che nelle case troppo algide l’effetto ospedale psichiatrico sia in agguato. Un po’ di colore comunica calore.

6 – E’ piena di luce. La luce è vita, induce gioia e ottimismo. E là dove non si ha la fortuna di beneficiare di una buona illuminazione naturale, basta studiare bene quella artificiale: belle lampade al posto giusto possono fare miracoli.

7 – Sa di buono. Il che non significa cumulare mille odori diversi tra detersivi, profumatori et similia, ma arieggiare spesso e (lo ripeto) tenere pulito: poche cose sono più sgradevoli, entrando in una casa, degli odori che ristagnano impregnando mobili e tende.

8 – Racconta una storia. Anche questo l’ho già scritto: va bene la moda, va bene che il gusto cambi, ma una casa deve almeno un po’ parlare della storia di chi la vive. Altrimenti si scade di nuovo nell’impersonale.

9 – E’ vissuta il giusto. L’ordine è sacro, ma non si scada nell’effetto museo. Conosco persone che inseguivano i propri bambini con l’aspirapolvere per raccogliere le briciole scappate alla merenda e li sgridavano perché sciupavano l’artistica composizione dei cuscini sul divano. Anche no, grazie: e vedi al punto 10.

10 – E’ di tutta la famiglia. Vedi al punto 9. Non amo le case pensate per gli adulti, dove i bambini si aggirano di soppiatto come ospiti poco graditi. E’ anche il modo migliore per farli diventare delle mine vaganti: meno una casa è pensata per i bambini, più facile è che succedano guai! Molto più pratico rendere temporaneamente la casa a misura di bambino: del resto, anche i figli dei patiti del design crescono in fretta…