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Chi mi segue da un po’ di tempo lo sa: era un cruccio storico, un desiderio insoddisfatto che covavo da un numero imbarazzante di anni. Sì, perché quel meraviglioso cestino da picnic corredato di tutto punto e mai (ma proprio mai) utilizzato era veramente una spina nel fianco.

Ma a ben pensarci spesso le cose vanno così: accadono proprio quando meno ci si pensa. E infatti per il ponte del 2 giugno tutto avevamo in mente tranne un picnic. I programmi prevedevano quattro giorni di relax & pigrizia in collina, con contorno di cani imbizzarriti (la piccola Ninni in campagna proprio non si tiene) e figli adolescenti immusoniti causa assenza di wi-fi.

Poi però abbiamo fatto una scoperta folgorante: le scuole, che davamo per scontato fossero chiuse per il ponte, non solo erano regolarmente aperte, ma non erano nemmeno marinabili, causa professori – un po’ sadici, a dire il vero – che avevano pensato bene di fissare proprio il 1 giugno fondamentali interrogazioni di fine anno scolastico.

A quel punto domenica sera siamo tornati in città, rassegnati a bighellonare per casa in attesa del ritorno degli eredi. Lunedì però la mattina era talmente bella e soleggiata che, una volta usciti di casa i figli, ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso: era il momento perfetto per un romantico picnic a due (beh, quasi due: in effetti era previsto un terzo incomodo a quattro zampe, ma non si può avere tutto dalla vita, no?).

Ho preparato al volo qualcosa da mangiare, completato da una sosta tattica in pasticceria, e siamo partiti. La giornata era perfetta: soleggiata con qualche nuvoletta, calda ma non afosa. Abbiamo preparato nel prato di fianco a casa, stendendo la coperta, la tovaglia e aggiungendo un paio di cuscini.

Un grande vassoio di legno ha consentito di mantenere ben in equilibrio le bevande, consentendoci di regalarci sia l’aperitivo che un bicchiere di bollicine (quel che abbiamo trovato di già fresco) senza il rischio di incidenti.

I piatti hanno accolto, nell’ordine, una scelta di piadine farcite e un riso basmati integrale con gamberi speziati, con contorno di olive greche e pomodori ciliegino.

Per dessert, una piccola ma golosissima cassata siciliana, e le prime ciliegie di stagione.

Certo, non eravamo completamente soli: la tenera Ninni è rimasta in modalità “accattone” per tutto il tempo, e ci ha fatto molto divertire.

Che dire, una giornata perfetta: peccato solo essere dovuti tornare in città di corsa per recuperare le creature. Comunque è sicuro, lo rifaremo: speriamo solo non debbano passare altri dieci anni…