Buffet, Giardino, Ricevere, Ricevere all'aperto, Stile, Tavola

Ricevere. Avanti Savoia! o dell’uso (e abuso) del buffet. Parte prima: organizzare.

@acasadibianca
@acasadibianca

Mi viene il dubbio di non aver mai trattato l’argomento buffet. Se invece così fosse chiedo venia per la ripetizione, ma visto che in estate questo modo di ricevere diventa decisamente il più amato, anche un ripassino non ci farà male.

Ricevere a buffet ha due grandi vantaggi: consente di accogliere molti più ospiti (direi tranquillamente il doppio) di quelli che potremmo invitare ad una cena seduta, e se ben organizzato viene vissuto dagli ospiti con grande piacere e rilassatezza. Alcuni punti d’appoggio ben strutturati, stoviglie nel giusto numero, pietanze consumabili senza fare acrobazie, un po’ di posti a sedere disseminati in modo strategico e il gioco è fatto: successo garantito!

Va però anche detto, per onestà, che allestire un buffet è spesso più faticoso che non preparare una cena a quattro portate. La necessità di prevedere una maggiore varietà di piatti, servire tutto in monoporzioni, gestire cucina e tavola (no, non darò consigli diversificati “per chi non ha personale di servizio”, per il semplice fatto che non conosco nessuno che ne abbia…) è decisamente impegnativo, e una buona organizzazione è quanto mai indispensabile. Sì quindi a tutto ciò che si può preparare con anticipo e, ove possibile, anche congelare. No a qualunque preparazione espresso, escluso il caffè: e poi vedremo il perché.

Ma andiamo con ordine. Innanzi tutto bisogna studiare il modo migliore di sfruttare gli spazi a disposizione. E’ chiaro che un terrazzo molto ampio o un giardino – al netto del gestire il fattore sole/pioggia – si prestano meglio di una casa. Il più delle volte però terrazzo e giardino non ci sono, e tutto si complica. In ogni caso, dovremo prevedere almeno quattro punti buffet (due per il cibo e due per le bevande) a distanza tale da evitare lo sgradevolissimo effetto “coda alla mensa”. Non occorre che siano molto capienti, basta che siano discretamente distanziati: poi per sfruttare bene lo spazio d’appoggio si potrà ricorrere ad alzatine e altri trucchetti del genere.

Da una parte troveranno posto le pietanze e i piatti per servirsi, a portata di mano e se possibile accessibili da due lati, in modo da evitare agli ospiti acrobazie da contorsionista. Per evitare di sovraffollare il buffet, e presentare al meglio quel che abbiamo preparato, conviene organizzare più uscite: inizialmente gli stuzzichini, poi i piatti forti, infine – dopo un veloce disbrigo – i dolci e la frutta. Stesso criterio per i punti bibita, dove saranno posizionate bottiglie e bicchieri: meglio far uscire le bottiglie poco alla volta, provvedendo di volta in volta a togliere i vuoti, in modo che la temperatura delle bevande sia sempre adeguata e il piano non si trasformi in un campo di battaglia.

Per quanto riguarda invece i punti di appoggio, non serve molto spazio: più che altro sarà bene avere delle piccole zone conversazione dove gli ospiti possano sedere, appoggiare il bicchiere e fare due chiacchierare. Unica avvertenza, metterle il più possibile distante dal buffet, sia per evitare di ostacolarne la fruizione sia perché (poco carino, ma molto pratico) questo costringerà gli ospiti ad alzarsi spesso ed eviterà antipatiche situazioni di monopolio.

E le stoviglie, vere o usa e getta? Sapete che non amo la plastica: è brutta, poco ecologica, scomoda da usare e induce gli ospiti allo spreco. Se proprio non è possibile usare vetro e ceramica, meglio la carta, soprattutto se compostabile: è più gradevole alla vista e all’uso, e dà un’idea di solidità tale da non rendere automatico un cambio ad ogni giro al buffet. Quanto ai numeri, di solito sto su una volta e mezzo gli ospiti per le stoviglie “vere”, il doppio per quelle usa e getta. Per ogni evenienza, meglio prevedere una piccola scorta da tenere in cucina, dove resteranno anche piatti per il dessert e bicchieri per il brindisi, da portar fuori solo all’ultimo.

Sempre per disincentivare lo spreco, soprattutto dei bicchieri, ed evitare di trovarne in ogni dove a festa finita, è buona cosa prevedere dei trucchetti segnaposto. Sul mercato esistono appositi segnabicchieri in plastica colorata, applicabili sui bicchieri in vetro. Da evitare, anche se utilizziamo la carta, il classico pennarello per il nome: il rischio che qualche ospite si macchi (o ci macchi la casa) è molto concreto! Piuttosto, una soluzione carina che va bene su vetro e carta sono gli stickers, da scegliere rigorosamente in plastica (in carta è un pianto toglierli dal vetro): se ne trovano di mille fogge e colori, e qualunque sia lo stile del nostro buffet non dovremmo avere problemi a reperirne di adatti.

Assolutamente da non dimenticare la gestione della spazzatura. Se la base di partenza sarà di proporre cibi che non abbiamo scarti, è d’obbligo predisporre un paio di cestini a terra e qualche piccolo contenitore sui tavoli, svuotandoli all’occorrenza.

Per finire, si diceva del caffè. So che molti preparano il caffè in brocche termiche in modo da averlo già pronto. Sinceramente, è una tecnica che non ho mai visto funzionare. Sarà che i thermos non erano stati preriscaldati adeguatamente, sarà che il caffè era stato preparato con troppo anticipo, sarà – più probabilmente – che le brocche sono state riempite una caffettiera alla volta, ma il risultato è sempre lo stesso: un caffè sgradevolmente tiepido. Ecco perché ritengo che per il caffè sia dovuta una preparazione espressa: se abbiamo una macchinetta con le cialde o le capsule l’operazione è veloce e pulita, e la faccenda si risolve in un tempo più che ragionevole. I fedelissimi della moka, per velocizzare e semplificare le operazioni, faranno bene a procurarsene tre o quattro belle capienti e metterle sul fuoco in contemporanea. In entrambi i casi, lavoreremo un po’ di più ma serviremo un ottimo caffè. Non dimentichiamo infatti che la fine di una cena è come la fine di un film: se è deludente, rovina tutto il bello che l’ha preceduta!

20 pensieri riguardo “Ricevere. Avanti Savoia! o dell’uso (e abuso) del buffet. Parte prima: organizzare.”

  1. Grazie per aver specificato che si vive anche senza domestici, quando leggo queste cose mi viene sempre da ridere. Ma mai dire mai. Una volta quando ero all’università abbiamo fatto un capodanno ospiti di un compagno di studi. A colazione siamo stati serviti da camerieri in divisa 🙂
    A parte questo bello il post sui buffet, che d’estate si fanno più facilmente. Io a dire la verità li faccio anche d’inverno a casa se ho più di 8 persone è una scelta obbligatoria.
    Mi piace anche mettermi in gioco ogni volta pensando a come servire in monoporzione cose che di solito si servono in altro modo.

    1. A me è capitato solo una volta, da bambina, a pranzo da una compagna di classe. Confesso che la cosa che mi ha colpito di più è stato il contrasto tra la tavola in pompa magna con cameriera con la crestina e la semplicità del menù (pasta ai quattro formaggi e insalata, me lo ricordo ancora). Della serie, “Anche i ricchi mangiano cose normali” 🙂

  2. voi siete ggiovani ma una volta anche le famiglie borghesi avevano la domestica che viveva fissa in casa e spesso era una tuttofare. noi no, ma avevo diversi compagni di scuola con domestica fissa, uno che aveva 4 fratelli e sorelle aveva la tata in casa dalla nascita della sorella maggiore. poi quando ho fatto la tesi e ho frequentato molto alcune famiglie della nobiltà anconetana idem, cameriera che serviva a tavola ma, guarda caso, menù semplicissimo come quello di cui racconta @DB i ricchi non solo mangiano cose normali ma mangiano poco per rimanere in linea 😀
    quanto al buffet io sono una adepta della prima ora, mi piace tantissimo e lo farei anche alle feste comandate se non avessi in giro tanti vecchietti. mi sono sposata con cena placée ma servizio a buffet con angoli con le cotture al momento.
    unico dilemma non ancora risolto (a parte che cucino sempre troppo) è l’uso dei piatti che quelli belli, belli, non mi va di usarli e la carta non ho ancora trovato qualcosa di veramente carino, avevo trovato della plastica robusta che va anche in lavastoviglie ma non c’è più in giro 😦

    1. Non credo di essere tanto gggiovane, però… parliamone! Dalle mie parti avere personale di servizio fisso era davvero una stravaganza. Per dire, dai miei c’era una signora che veniva tutte le mattine per le pulizie e lo stiro, ma pentole e piatti non li toccava nemmeno. Amici e compagni di scuola con servitù, zero, ad eccezione di questa bambina che aveva – per me – una situazione stranissima: suo padre, industriale, non c’era mai, e la mamma, un’ex modella che non usciva praticamente mai di casa, non si filava per niente né lei né i suoi tre fratelli, affidati a queste governanti/cameriere/tuttofare che cambiavano di continuo.
      Onestamente, non la invidiavo per nulla, mi faceva solo una gran tristezza 😦

      1. Dimenticavo: per il buffet ultimamente scelgo piatti e bicchieri in carta biodegradabile: sono un po’ strani, sembrano quasi di cartapesta, però in giardino vanno benissimo. Per la posateria invece forchettine in legno, pure biodegradabili. So che ne esistono anche in materiale derivato forse dal mais che ha l’aspetto della plastica ma è biodegradabile: ecco, se proprio potrei suggerire quello, almeno si ricicla 😉

      2. di piatti e posate di mais ne avevo sentito parlare ma non li trovo dalle mie parti, vedrò on line. carta mai visti proprio. l’idea degli stickers è ottima sennò ogni volta è uno spreco assurdo di bicchieri.

        1. Da noi si trovano facilmente sia in mais che in carta perché c’è un regolamento (comunale? regionale? boh!) che impone di usare solo stoviglie compostabili per feste e sagre, quindi ora li tengono un po’ tutti. Io li trovo banalmente all’Esselunga…

  3. Ammetto di aver peccato… Non ho mai organizzato nulla del genere… La cosa più a buffet che io abbia fatto è stato un aperitivo pensato come un buffet ma poi alla fine ci siamo tutti trovati seduti… Sarà la struttura delle case i l’assenza totale di un giardino… Ma non l’ho mai fatto… Per quanto riguarda il personale, anche mia mamma ha sempre avuto una signora per metà giornata, così come sua madre ma l’altra nonna aveva invece più persone che l’aiutavano di cui una che era la tata di mio padre e di mia zia (gemelli) che era di fatto la mia terza nonna( e che mi ha lasciato in “eredità ” un sacco di ricette). Penso anch’io sia purtroppo una soluzione legata a un passato ormai remoto… Anche perché ora ke case sono molto più piccole dotate di elettrodomestici e ci si sta sempre meno tempo… Prometto che mi impegnerò e prima di fine anno organizzerò un buffet anche grazie ai tuoi consigli… Baci baci baci ale

  4. commento qua sotto perché è proprio il post giusto anche se “vecchio”. vi avviso sarò lunga perché mi devo sfogare.
    ieri sera sono stata a una festa di compleanno che si presentava come una serata bellissima: amici di gioventù di mio marito, villa con piscina affittata per l’occasione in un posto bellissimo della costa, sgarupato in collina ma bellissimo. livello medio alto, lui direttore di banca, lei buona famiglia. compleanno importante di quelli con lo 0. quindi sono andata dalla parrucchiera e mi sono vestita come credevo fosse adeguato per l’occasione. le abbiamo preso un bel mazzo di fiori perché il regalo era l’iscrizione al Fai (non la conoscendo la tipa, pensando avesse tutto, che le vuoi regalare, il Fai mi sembrava perfetto).
    ah e non avevo neanche pranzato per correre dietro a impegni vari con i vecchietti e riuscire ad andare dalla parrucchiera.
    ecco praticamente ci siamo ritrovati a una festa di compleanno per bambini, tutto di carta e plastica, bevande del discount, patatine del discount buttate in piatti di plastica, salatini del discount di quelli nelle vaschette già divise a cui era solo stata tolta la pellicola di copertura.
    questo l’aperitivo e, considerando che noi siamo arrivati un po’ in ritardo, già quasi tutto spazzolato dai bambini che si erano piazzati lì davanti.
    evabbè sarà stato l’aperitivo dei piccoli.
    ma ci sono voluti pochi minuti per capire che no, era tutto così. la festa “a sorpresa” era coordinata dalle figlie di primo letto della signora le quali sono andate a risparmio. dal vino, alle bevande analcoliche (io solo quelle visto che uno dei due deve rimanere a secco per via dei controlli e infatti a 500 metri da casa ci hanno fermato i Carabinieri) al cibo peraltro scarso. lasagne di due tipi ma quella che avevo scelto è finita subito e una delle ragazze si è offerta di raschiare la teglia per tirare su gli avanzi (questa l’offerta). sono finiti subiti anche i piatti e le posate quindi hanno dovuto lavare le forchette di plastica. dulcis in fundo la torta con le candeline fatta in casa con pan di Spagna, panna e Nutella ma anche lei scarsa.
    io voglio dire… se non sai fare, non fai. risparmi sulla mega villa affittata e prendi un buon catering.
    ma questa è la mia città, piena di gente che se la tira, fanfarona, impastata di boria e pretese che però tende a fare le nozze con in fichi secchi.
    ma per carità ognuno è padrone di fare quello che gli pare basta non vendere la festa come mega festa in una villa. e soprattutto se inviti il minimo è offrire qualcosa di commestibile e bevibile. persino lo spumante per il brindisi era del discount e voglio dire mica ti devi svenare con il Krug qui ci sono ottimi produttori locali di bollicine.
    sono tornata indietro con un diavolo per capello e ho pure litigato con il consorte per il quale alla fine è stata una rimpatriata con vecchi amici che non vede mai. ma anche questo è stato un problema, non li frequenta abitualmente mentre loro si e le mogli sono in confidenza mentre io no. una estranea totale. anche per la festeggiata. e dalle mie parti se sei un estraneo non è che riesci a entrare in confidenza… anzi tendono a metterti in un angolo.
    della serie un sabato d’estate totalmente sprecato 😦
    ah l’iscrizione al Fai l’ha gradita esattamente come se le avessi portato un barattolo di pelati.
    @DB scusa ma so che tu e le tue lettrici mi potete capire e quindi mi sono permessa lo sfogo.

    1. Marina perdonami ma… ho riso come una matta! Con tutto il rispetto per gli amici di tuo marito, hai descritto veramente l’apoteosi del burino arricchito: per capirci, una delle mie personali idee di Satana 😉
      Cioè questi organizzano una festa affittando una villa con piscina (ma almeno si poteva fare il bagno o la piscina doveva solo fare “Beautiful”?) e poi vanno di patatine e spumante del discount? Ragazzi, che tristezza. ..
      Mi pare l’ennesimo esempio di come denaro e stile facciano volentieri a pugni: c’è poco da fare, signori si nasce e costoro, evidentemente, non lo nacquero, anche se probabilmente sono convinti del contrario. Il che, se vogliamo, è la cosa più triste.
      Comunque bellissima l’idea della tessera FAI come regalo: ma visto il contesto, non mi stupisce che non l’abbia apprezzata. Non te la prendere…

    2. 😦 be’ sono felice di averti fatto ridere ma io ancora ho un diavolo per capello. comunque non ti preoccupare per il rispetto, gli amici di mio marito sono vecchi compagni delle elementari e delle medie con i quali ha mantenuto una specie di ricordo affettuoso in memoria dei vecchi tempi però in realtà non si è più frequentato con loro tranne vedersi ogni tanto in giro. anche perché lui lavora in un grande ristorante e fa spettacoli di teatro/cabaret, fa radio e anima e presenta serate. questo secondo aspetto infatti è se vuoi il motivo vero dell’invito. cioè non è amore ma un calesse per intenderci. è capitato altre volte, lo chiamano per “amicizia” e in ricordo dei vecchi tempi e poi gli chiedono di fare l’animatore, intrattenere, raccontare barzellette, etc.etc siccome a me questa cosa urta i nervi gli avevo detto preventivamente “dai stavolta però fai l’ospite e basta” e lui che sotto sotto si scoccia perché ci sono serate durante le quali si vuole rilassare e basta, mi ha detto “ok, hai ragione”.
      comunque in teoria si poteva fare il bagno ma l’acqua era gelida e alle 6/7 del pomeriggio su quel lato del Monte Conero è onestamente freddino.
      la cosa veramente triste è che non si tratta di burini rifatti, ma di professionisti e persone di famiglia estremamente benestante, il problema è che sono anconetani. classici anconetani pieni di boria e pretese ma con il braccino corto e la voglia di dire “oh, hai visto?!?!? ho fatto la festa nella villa con la piscina”.
      mettiamola così, avevo bisogno di fare un passaggio estivo dalla parrucchiera e così mi sono tolta il pensiero.

      1. Conosco bene la specie, dalle mie parti li chiamano “bondolari” cioè persone che magari girano in Ferrari e vestono solo griffato, ma poi si nutrono di pane e bondola (aka mortadella) perché dove non possono pavoneggiarsi non ha senso spendere. Comunque nel tuo caso non so, qui si tratta il più delle volte di famiglie che si sono arricchite nel dopoguerra e che, per quanto molto molto benestanti, sempre burini rifatti restano…
        Bella comunque quella di invitare l’amico di spettacolo per avere l’animatore agggratis: ma poi lui si è prestato o no?

        1. no alla fine ha solo raccontato una barzelletta veloce – e la platea ha anche rumoreggiato per protesta – comunque il “bondolari” mi pare azzeccato. gente se si deve pavoneggiare, in anconetano si dice “fare il paccone” (cioè lo spaccone) ma resta sempre di base con il braccino corto specie quando si tratta di far star bene gli altri. vedi gli ospiti nutriti a spumante e patatine del discount e torta con la nutella.

        2. ad ogni modo sabato gli avevo detto che non mi piaceva sta cosa e che mi mette in difficoltà, cioè se vogliono lui per fare spettacolo io non ci vado e per inciso lo pagano, poi se lui vuole andare aggratise quello è il regalo. quindi lui si è trincerato dietro “mia moglie non vuole”.
          noi abbiamo un amico carissimo che fa il dj ed è anche noto e bravo, quando ci siamo sposati gli abbiamo chiesto come regalo una sua performance alla consolle ma ci ha detto che preferiva per una volta fare l’ospite, rilassarsi e divertirsi e noi abbiamo preso un dj per la festa. comunque non puoi capire, nella zona di Ancona mio marito è molto noto, è come si dice “un personaggio”. ieri è andato a pranzo al mare con amici, quando sono arrivati i primi il titolare del ristorante si è avvicinato e gli ha chiesto anche con fare un po’ autoritario di alzarsi un attimo per intrattenere amici suoi di Perugia. ovviamente gli ha detto no.

          1. Teribbbbbile!!!. E magari questo ristoratore si sarà anche offeso (lui: non tuo marito che manco può uscire a cena senza che qualcuno non si senta in diritto di rompergli le scatole 🙂 . Poveri noi come siamo messi male…)

  5. Marina, non so se sia più squallida la tirchieria della festa che hai descritto o il fatto di invitare tuo marito per poi farlo lavorare.
    Anzi, lo so, invitare un amico per sfruttarlo senza dichiarare le proprie intenzioni è ancora peggio di quanto veniva raccontato sopra. Anch’io al mio matrimonio ho coinvolto amici che erano presenti come invitati ma anche come professionisti, perché non avrei voluto nessun’altro che loro, ma la situazione è stata chiarita subito e loro hanno accettato di buon grado.
    Per gli arricchiti o ricchi che siano, comunque campioni di cafonaggine, porta pazienza e non prendertela troppo con la tua città, sono situazioni che si vedono dappertutto.
    Non mi stupisco che persone tanto grette non abbiano saputo apprezzare il tuo regalo bellissimo, fiori e tessera FAI. Lasciateli perdere e non tornateci più.

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