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Mi viene il dubbio di non aver mai trattato l’argomento buffet. Se invece così fosse chiedo venia per la ripetizione, ma visto che in estate questo modo di ricevere diventa decisamente il più amato, anche un ripassino non ci farà male.

Ricevere a buffet ha due grandi vantaggi: consente di accogliere molti più ospiti (direi tranquillamente il doppio) di quelli che potremmo invitare ad una cena seduta, e se ben organizzato viene vissuto dagli ospiti con grande piacere e rilassatezza. Alcuni punti d’appoggio ben strutturati, stoviglie nel giusto numero, pietanze consumabili senza fare acrobazie, un po’ di posti a sedere disseminati in modo strategico e il gioco è fatto: successo garantito!

Va però anche detto, per onestà, che allestire un buffet è spesso più faticoso che non preparare una cena a quattro portate. La necessità di prevedere una maggiore varietà di piatti, servire tutto in monoporzioni, gestire cucina e tavola (no, non darò consigli diversificati “per chi non ha personale di servizio”, per il semplice fatto che non conosco nessuno che ne abbia…) è decisamente impegnativo, e una buona organizzazione è quanto mai indispensabile. Sì quindi a tutto ciò che si può preparare con anticipo e, ove possibile, anche congelare. No a qualunque preparazione espresso, escluso il caffè: e poi vedremo il perché.

Ma andiamo con ordine. Innanzi tutto bisogna studiare il modo migliore di sfruttare gli spazi a disposizione. E’ chiaro che un terrazzo molto ampio o un giardino – al netto del gestire il fattore sole/pioggia – si prestano meglio di una casa. Il più delle volte però terrazzo e giardino non ci sono, e tutto si complica. In ogni caso, dovremo prevedere almeno quattro punti buffet (due per il cibo e due per le bevande) a distanza tale da evitare lo sgradevolissimo effetto “coda alla mensa”. Non occorre che siano molto capienti, basta che siano discretamente distanziati: poi per sfruttare bene lo spazio d’appoggio si potrà ricorrere ad alzatine e altri trucchetti del genere.

Da una parte troveranno posto le pietanze e i piatti per servirsi, a portata di mano e se possibile accessibili da due lati, in modo da evitare agli ospiti acrobazie da contorsionista. Per evitare di sovraffollare il buffet, e presentare al meglio quel che abbiamo preparato, conviene organizzare più uscite: inizialmente gli stuzzichini, poi i piatti forti, infine – dopo un veloce disbrigo – i dolci e la frutta. Stesso criterio per i punti bibita, dove saranno posizionate bottiglie e bicchieri: meglio far uscire le bottiglie poco alla volta, provvedendo di volta in volta a togliere i vuoti, in modo che la temperatura delle bevande sia sempre adeguata e il piano non si trasformi in un campo di battaglia.

Per quanto riguarda invece i punti di appoggio, non serve molto spazio: più che altro sarà bene avere delle piccole zone conversazione dove gli ospiti possano sedere, appoggiare il bicchiere e fare due chiacchierare. Unica avvertenza, metterle il più possibile distante dal buffet, sia per evitare di ostacolarne la fruizione sia perché (poco carino, ma molto pratico) questo costringerà gli ospiti ad alzarsi spesso ed eviterà antipatiche situazioni di monopolio.

E le stoviglie, vere o usa e getta? Sapete che non amo la plastica: è brutta, poco ecologica, scomoda da usare e induce gli ospiti allo spreco. Se proprio non è possibile usare vetro e ceramica, meglio la carta, soprattutto se compostabile: è più gradevole alla vista e all’uso, e dà un’idea di solidità tale da non rendere automatico un cambio ad ogni giro al buffet. Quanto ai numeri, di solito sto su una volta e mezzo gli ospiti per le stoviglie “vere”, il doppio per quelle usa e getta. Per ogni evenienza, meglio prevedere una piccola scorta da tenere in cucina, dove resteranno anche piatti per il dessert e bicchieri per il brindisi, da portar fuori solo all’ultimo.

Sempre per disincentivare lo spreco, soprattutto dei bicchieri, ed evitare di trovarne in ogni dove a festa finita, è buona cosa prevedere dei trucchetti segnaposto. Sul mercato esistono appositi segnabicchieri in plastica colorata, applicabili sui bicchieri in vetro. Da evitare, anche se utilizziamo la carta, il classico pennarello per il nome: il rischio che qualche ospite si macchi (o ci macchi la casa) è molto concreto! Piuttosto, una soluzione carina che va bene su vetro e carta sono gli stickers, da scegliere rigorosamente in plastica (in carta è un pianto toglierli dal vetro): se ne trovano di mille fogge e colori, e qualunque sia lo stile del nostro buffet non dovremmo avere problemi a reperirne di adatti.

Assolutamente da non dimenticare la gestione della spazzatura. Se la base di partenza sarà di proporre cibi che non abbiamo scarti, è d’obbligo predisporre un paio di cestini a terra e qualche piccolo contenitore sui tavoli, svuotandoli all’occorrenza.

Per finire, si diceva del caffè. So che molti preparano il caffè in brocche termiche in modo da averlo già pronto. Sinceramente, è una tecnica che non ho mai visto funzionare. Sarà che i thermos non erano stati preriscaldati adeguatamente, sarà che il caffè era stato preparato con troppo anticipo, sarà – più probabilmente – che le brocche sono state riempite una caffettiera alla volta, ma il risultato è sempre lo stesso: un caffè sgradevolmente tiepido. Ecco perché ritengo che per il caffè sia dovuta una preparazione espressa: se abbiamo una macchinetta con le cialde o le capsule l’operazione è veloce e pulita, e la faccenda si risolve in un tempo più che ragionevole. I fedelissimi della moka, per velocizzare e semplificare le operazioni, faranno bene a procurarsene tre o quattro belle capienti e metterle sul fuoco in contemporanea. In entrambi i casi, lavoreremo un po’ di più ma serviremo un ottimo caffè. Non dimentichiamo infatti che la fine di una cena è come la fine di un film: se è deludente, rovina tutto il bello che l’ha preceduta!