Tag

, , , ,

©acasadibianca

©acasadibianca

La buona riuscita di un buffet non dipende solo da chi invita, anzi. Direi che un ruolo fondamentale ce l’hanno anche gli ospiti, che con il loro comportamento possono favorire o compromettere pesantemente la situazione. Ecco perché, dopo aver dato alcune indicazioni sull’organizzazione di un buffet, credo sia altrettanto importante darne sulla sua fruizione. Anche questa volta, dovrebbe essere tutto assolutamente scontato: ma visto che spesso non è così, non farà mare dirsi due cosette anche su questo argomento.

La peggiore controindicazione all’organizzare i buffet sta nel fatto che questi, forse perché solleticano l’atavica memoria della fame che alberga anche nel più pasciuto essere umano, tendono a scatenare uno spirito da “assalto alla diligenza” che può toccare vette clamorosamente imbarazzanti.

Se vi è mai capitato di partecipare a rinfreschi in occasioni pubbliche, sapete bene di cosa parlo: gente che sgomita per arrivare prima al tavolo, che si riempie il piatto con quantità di cibo che palesemente non mangerà mai, quando addirittura non lo butta direttamente in borsa (giuro, ho visto anche quello…), che si lamenta perché mancano questo e quello, che tuffa nel piatto di servizio le posate personali già usate e altri orrori di questo tipo.

Sarò breve: tutto questo non si fa, MAI, e men che meno se siamo in una casa privata.

Il buon utente di buffet si serve poco per volta, prende solo quello che è sicuro di consumare, sceglie di tutto un po’ e non saccheggia un unico piatto a discapito degli altri, nemmeno davanti alla pietanza più buona del mondo. Se c’è un po’ di fila, aspetta il suo turno senza lamentarsi o, peggio, cercare di passare avanti, anzi, magari coglie l’occasione per familiarizzare con gli altri invitati.

Il buon utente di buffet non usa mai le posate personali per servirsi, nemmeno se sono ancora pulite. Là dove è previsto “finger food”, tocca solo quello che poi mangerà. Ha cura di piatto e bicchiere e non ne butta uno ad ogni sorso o boccone.

Il buon utente di buffet non monopolizza i posti a sedere ma li usa per quel che sono, cioè appoggi transitori. Non infastidisce il padrone di casa richiedendo cose non previste: allergie e intolleranze, come sempre, vanno segnalate al momento dell’invito.

Il buon utente di buffet non semina spazzatura e/o stoviglie usate in giro, ma utilizza gli appositi contenitori. Se questi sono pieni, tiene in mano tutto e aspetta che il padrone di casa intervenga senza lamentarsi o, peggio, sollecitarlo a provvedere: all’opposto, se c’è sufficiente confidenza, potrà discretamente offrirsi di dare una mano.

Insomma, il buon utente di buffet è semplicemente una persona mediamente educata. Peccato che, di questi giorni, l’educazione sia merce sempre più rara…