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©acasadibianca

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Rieccoci a parlare dei luoghi dove possiamo divertirci alla ricerca delle porcellane e delle ceramiche inglesi dei nostri sogni.

Dopo mercatini dell’usato e mercati di piazza, è tempo di parlare delle grandi fiere antiquarie e del commercio on line. Escluderemo invece dalla trattazione i negozi antiquari veri e propri, perché ogni realtà è a sé stante e non sarebbe possibile trattarne seriamente.

Le grandi fiere antiquarie. Ce ne sono poche, si svolgono una o due volte l’anno e radunano una platea di venditori professionisti piuttosto variegata: si va dal negozio che tratta solo articoli di grandissimo pregio all’antiquario che non disdegna di partecipare anche alle piccole fiere all’aperto. Sono i posti dove andare a rifarsi gli occhi davanti alle cose veramente belle e, potendo, portarsi a casa qualche pezzo di sicura qualità. Per carità, il furbetto si può incontrare sempre, ma diciamo che qui dovrebbe essere davvero un’eccezione. Ovviamente anche qui più si arriva competenti meglio è: i venditori veramente seri oltretutto lo apprezzano molto, non è raro che chiacchierando si faccia amicizia e alla fine ci scappi pure lo sconto…

Cosa si trova? Servizi spesso completi e davvero antichi, pezzi da collezione, rarità. I prezzi, ahinoi, sono spesso inarrivabili: non so voi, ma io le riservo alle occasioni veramente, veramente speciali.

Le vendite on line. Non ho mai acquistato su etsy ma sono una patita del caro, vecchio e-bay, croce e delizia di ogni appassionato collezionista. Permette di raggiungere in un click venditori sparsi per l’intero orbe terracqueo, ma ahinoi, per quante foto corredino l’annuncio si compra sempre a scatola mezza chiusa. Non è difficile infatti che piccole felature e incrinature superficiali dello smalto non siano pienamente visibili, così come minuscole sbeccature: il venditore serio e professionale le segnala scrupolosamente anche nella descrizione dell’articolo, ma come riconoscerlo? Il primo modo sono ovviamente le opinioni degli altri utenti, da consultare con attenzione prima di decidere l’acquisto: se leggiamo recensioni negative o neutre che non appaiano palesemente pretestuose, conviene girare alla larga. Giriamo alla larga anche da chi pubblica una sola fotografia, magari anche di scarsa qualità: già per un singolo articolo le foto dovrebbero essere almeno tre o quattro, se poi si propone un servizio da ventiquattro deve essere illustrato tutto per bene, non ci si può limitare ad un piattino da dolce fotografato di sguincio e mezzo sfocato. Ricordiamo che si paga sempre in anticipo, motivo in più per stare sempre molto, molto attenti! Diffidare anche da chi non pubblica la marcatura del pezzo, o non dichiara esplicitamente che non è marcato: quando c’è (perché non c’è sempre), la marca è la carta d’identità dell’articolo, quella che permette di stabilirne paternità, autenticità e datazione. Se ci dicono che un pezzo è di una data manifattura datato nel tal periodo, ma non mostrano la marca, chiediamone una foto via mail: se non ce la mandano, diffidiamo, diffidiamo, diffidiamo.

Cosa si trova? Tutto quello che possiamo desiderare, e anche di più, basta saper cercare. Il problema è appunto che si acquista sulla fiducia, non tutti accettano la restituzione dell’oggetto e nel caso la spedizione è sempre a carico dell’acquirente: quindi prima di fare qualunque acquisto è buona cosa leggere con molta attenzione tutte le condizioni di vendita. E sempre a proposito di costi: spesso i prezzi sono estremamente convenienti, ma attenzione alle spese di spedizione, a volte così alte da rendere assolutamente sconsigliabile l’acquisto! Ancora più attenzione se si acquista da paesi extra UE: lì entrano in gioco anche le spese di importazione, che sono spesso elevatissime e annullano completamente la convenienza dell’acquisto.

Non va poi dimenticato il rischio connesso al viaggio. Uno dei miei primissimi acquisti era finito a dir poco in tragedia grazie alla “delicatezza” con cui le poste (inglesi o italiane, non lo so) avevano trattato il pacco: per carità, il venditore è stato correttissimo e mi ha rimborsato, ma quel delizioso piatto spaccato a metà lo rimpiango ancora. Ora ho imparato la lezione e terrorizzo ogni venditore con questo racconto, implorando imballaggi a prova del più rude dei postini: non sarà carino ma vedo che funziona, e lo raccomando caldamente a chiunque decida di acquistare (o vendere) online.

Un’ultima cosa: al netto del fatto di acquistarci o meno, secondo me e-bay va sempre tenuto d’occhio, in quanto strumento preziosissimo per conoscere il mercato. Ci vogliono tempo e pazienza, ma ne vale la pena.