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©acasadibianca

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Breve, brevissima digressione prima di tornare a parlare di potteries in senso proprio. Oggi infatti racconteremo la storia del più importante centro produttivo inglese di transferware e non solo, la cittadina di Stoke-on-Trent, nello Staffordshire. Potrà sembrare un intermezzo inutile e noioso, ma non lo è: lo vedremo quando parleremo di come leggere la marcatura di un oggetto.

Ufficialmente Stoke-on-Trent nasce il 31 marzo 1910, quando vengono accorpati sotto questo nome i comuni di Hanley, Burslem, Longton e Stoke-upon-Trent, nonché i distretti di Tunstall e Fenton.

Si trattava di sei centri ben distinti, che tuttavia lo sviluppo urbano e industriale aveva finito per rendere contigui, tanto da renderli collettivamente noti semplicemente come “The Potteries”.

La loro storia prende le mosse già nel XVII secolo, quando la comunità di vasai che lavorava intorno a Burslem – celebre già dal tardo medioevo per i suoi basi da burro cilindrici – iniziò ad utilizzare il carbone (di cui la zona era molto ricca) come combustibile per i forni, cosa che costituì un notevole vantaggio rispetto agli altri laboratori rurali, che ancora dipendevano dalle forniture di legname. Per questo motivo già alla metà del Settecento l’intera zona era diventata un centro di produzione di primo piano, probabilmente il più grande dell’intera Gran Bretagna. La crescita del settore venne ulteriormente favorita dall’apertura, nel 1777, del Trent and Mersey Canal, che fornì uno sbocco verso i porti di Hull e di Liverpool, rendendo molto più agevole da un lato l’arrivo delle materie prime e dall’altro l’esportazione della merce finita.

Al principio dell’Ottocento i villaggi delle Potteries erano tanto cresciuti da avere ormai la dimensione di piccole città, in particolare Burslem. L’idea di accorparli in un’unica unità amministrativa fu ventilata già nel 1817, ma prese veramente corpo solo nel 1857, quando Hanley e Shelton furono uniti a formare il comune di Hanley. Nel 1865 anche Longton e Long End diventarono il comune di Longton, e nel 1874 i villaggi di Stoke, Penkhull e Boothen si riunirono sotto il nome di Stoke-upon-Trent (generalmente noto come Stoke). Altri due centri, Fenton e Tunstall, guadagnarono lo status di distretto urbano nel 1890.

Queste cittadine conservavano tuttavia una spiccata individualità, un proprio dialetto, una propria struttura urbana, e non mancavano le reciproche rivalità, motivo per cui accettarono a malincuore di fondersi tra loro. Anche la scelta di Stoke-upon-Trent come centro amministrativo principale fu criticata, dato che Hanley e Burslem avevano avuto un ruolo molto più importante nella storia del distretto. La decisione, tuttavia, era stata presa, e non ci fu nulla da fare se non accettarla.

Per finire, una piccola curiosità di carattere urbanistico. Caratteristica dello “sky line” delle Potteries erano i grandi forni in mattoni a forma di bottiglia che ne punteggiavano l’abitato. Si calcola che nel periodo di massima produttività del distretto la zona contasse circa 4.000 forni a bottiglia, metà dei quali era ancora in piedi a metà Novecento. Nel 1956 però il Governo emanò il Clean Air Act che mise fine all’epoca dei forni a carbone, e la quasi totalità di queste strutture venne demolita. Oggi ne residuano una quarantina, in gran parte considerate edifici storici.