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©acasadibianca

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Vi ricordate? Solo pochi mesi fa avevamo detto che il giallo è il primo colore della primavera, probabilmente perché il più ricercato dagli insetti impollinatori e dunque perfetto per scuoterli dal torpore che ancora li avvolge al risveglio della bella stagione.

Notavo però già l’anno scorso che un fenomeno analogo, inteso come l’improvviso preponderare di un colore nella fioritura, si verifica anche alle soglie dell’autunno. Verso la fine di settembre infatti, almeno attorno alla casa in collina, i prati sembrano vestirsi solo di bianco.

Bianchi i fiori di matricaria

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lo schioppettino

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il Queen Anne’s Lace (o  carota selvatica che dir si voglia)

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l’achillea

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qualche sparuto fiore di rovo

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E’ bianca persino l’ultima bocca di leone sopravvissuta ai primi freddi notturni.

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Non ho trovato nessuna spiegazione scientifica che dia ragione di questo curioso fenomeno, ma nel mio immaginario, se il giallo dà la sveglia agli insetti preparandoli al lavoro dell’estate, il bianco è un modo dolce e delicato per accomiatarli: la festa è finita, preparatevi all’inverno.

E loro, pazientemente, ubbidiscono: farfalle e api che fino a una settimana fa ancora danzavano attorno alla budleia sono sparite, di vespe non c’è più nemmeno l’ombra.

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In collina l’autunno esploderà presto in una sinfonia di gialli e rossi. Cacciatori e pioggia permettendo, saremo lì a godercelo.