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©acasadibianca

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Ho pensato molto a che punto della nostra piccola guida inserire questo argomento, e non sono ancora sicura di avere fatto la scelta giusta. Inizialmente pensavo di trattare prima la storia di alcune delle manifatture più famose, poi mi sono resa conto che saper leggere una marca era indispensabile per affrontare bene l’argomento. D’altra parte, per leggere una marca bisogna conoscere la storia della manifattura: insomma, il classico cane che si morde la coda! Alla fine ho deciso di inserire prima questo argomento: il rischio è di ripetermi in futuro, o di non essere così chiara come vorrei, ma penso sia comunque la soluzione migliore.

La marca di un oggetto in ceramica o porcellana comprende normalmente alcuni elementi fissi: il nome o il simbolo della manifattura, il nome/codice del modello e/o del decoro, il luogo di produzione, eventuali notizie aggiuntive sulle caratteristiche del pezzo (materiale, tecnica di decorazione etc.). Tali elementi raramente restano immutati del tempo, e per questo, possono rappresentare un prezioso indizio di datazione (in molti casi, l’unico) di un oggetto.

Il problema è che ogni manifattura ha la sua storia, e la variazione della marca nel tempo è assolutamente individuale. L’unico modo per imparare davvero a orientarsi è studiare un po’, e fortunatamente ci sono molti strumenti per farlo. Il modo più comodo è ovviamente cercare on line: se pensate di percorrere questa strada, ricordate che i siti più attendibili sono quelli delle case produttrici (se ancora esistono) e delle associazioni di collezionisti, che però il più delle volte richiedono una quota di adesione; in alternativa, si possono analizzare con attenzione e pazienza le inserzioni di vendita, sempre sperando di avere a che fare con venditori competenti.

In alternativa, c’è la cara e vecchia carta: esistono vere e proprie enciclopedie per imparare a conoscere e a datare i marchi della porcellana, e monografie dedicate alle manifatture più famose che illustrano anche l’evoluzione dei marchi nel tempo. Il problema è che, per quanto riguarda il transferware, si tratta di testi in lingua inglese e difficile reperibilità non solo sul normale mercato librario, ma anche on line: spesso li si trova solo negli Stati Uniti, con conseguenze su prezzo, spese di spedizione e di dogana tutt’altro che indifferenti.

E allora? Beh, qualche indicazione generica si può dare lo stesso. Se siamo fortunati, infatti, la marca del nostro pezzo avrà delle caratteristiche tali da consentirci di datarlo comunque con discreta approssimazione.

Per esempio, se sono stati classificati con il sistema britannico gli oggetti prodotti dal 1842 al 1883 avranno il punzone a forma di diamante: con una guida a questo tipo di marchio si può risalire al giorno, mese e anno esatto in cui è stato fabbricato un oggetto. Dal 1884 al 1965 avremo i numeri di Registrazione con cui sarà facile risalire all’anno di prima produzione.

Ci sono poi una serie di termini che ci permettono, se non di datare con precisione l’oggetto, almeno di sapere a che data non può essere anteriore.

Copyright (o il solo simbolo ©) compare dopo il 1858, mentre la scritta Copyright Reserved è posteriore al 1877.

La parola Limited, abbinata al nome della manifattura e spesso abbreviata come Ld o Ldt generalmente non è stata usata sino al 1880. La parola England è stata scritta abbinata al marchio solo dopo il 1891. Made in England entra invece in uso dopo i primi del Novecento.

La dicitura Bone China indica un oggetto non anteriore al 1915, Hand Painted addirittura al 1935.

Made expressly for entra in uso nel 1937 ed è comune anche oggi, così come Patented. Underglaze è in uso dal 1903 al 1945.

Oven Proof compare per la prima volta nel 1930 ed è usato ancora oggi, così come Detergent Proof (introdotto nel 1944 circa), Dishwasher Proof (dopo il 1955) e Microwave Proof (anni Ottanta). Permanent colours viene invece introdotto nel 1960.

Un aiuto complementare lo dà però, come si diceva in apertura, la conoscenza delle principali manifatture e della storia dei loro decori più importanti. Ne parleremo prestissimo.