Atmosfere, Autunno, Giardino, Memorie, Ricordi

Storie di un tempo passato. La bambina che sognava una casa nel bosco

©acasadibianca
©acasadibianca

Sono stata una bambina, poi una ragazza, quindi una donna di città. Come tutti i bambini, non ho mai amato troppo la vita cittadina, anche se appartengo a una generazione che ha avuto ancora il privilegio di giocare per la strada, o di andare e tornare da scuola in bicicletta senza troppe preoccupazioni.

Nonostante questo, per me la vera felicità erano le domeniche in campagna con gli amici, le vacanze dalle zie, le rare incursioni nel magico giardino dell’Adelina. Scappare dal grigiore cittadino per immergersi nel profumo dell’erba, curiosando tra i fiori e i frutti che la stagione offriva, era un’esigenza quasi fisica. Le mie letture parlavano sempre di natura: dai meravigliosi volumi della collana “Guarda e scopri gli animali” ai racconti di campagna di James Herriot, per tacere di romanzi mai più dimenticati come “Il giardino segreto”. Inutile dirlo: il mio sogno era una casa immersa nel verde, dove vivere il rincorrersi delle stagioni, con un bel giardino pieno di piante e fiori e tanti animali, domestici e selvatici.

Come tutti gli adolescenti, ho messo questo sogno nel cassetto per inseguire le mode del mio tempo, le esigenze degli amici, gli impegni di scuola, e soprattutto per allontanarmi (non lo facciamo tutti?) dalle consuetudini familiari: ma, oggi lo posso dire, non sono mai stata realmente felice.

L’età adulta è stata per molti anni frenetica: prima la ricerca del lavoro, poi il matrimonio e la nascita dei ragazzi, quindi la fatica di tenere assieme tutto senza perdere troppi pezzi. E quando tutto sembrava finalmente essersi assestato, è arrivata la mazzata: un problema di quelli grossi, difficili da gestire e duri da accettare, ma per i quali non c’è alternativa al combattere, giorno dopo giorno. Non entro nei dettagli perché purtroppo la faccenda non riguarda me, vi dico soltanto che ci sono giorni in cui è veramente, veramente dura.

A quel punto, è successo un piccolo miracolo. I miei genitori, di ritorno da una delle loro gite fuori porta per città d’arte e musei, anziché infilarsi in autostrada hanno deciso di tornare esplorando una zona della provincia davvero poco nota ai più. Avete presente, quelle aree senza grande storia e completamente prive di allure modaiola, che da un lato le ha davvero penalizzate, ma dall’altro le ha quasi completamente preservate dall’urbanizzazione selvaggia che ha massacrato tante zone meravigliose.

E’ quasi al confine tra collina e montagna, ricca di boschi e prati punteggiati di piccole contrade, a volte restaurate in modo incantevole, più spesso a metà strada tra il fatiscente e il devastato da recuperi più o meno artigianali.

Grazie a un autentico attacco di follia di mamma e papà, proprio una di queste contradine, la più minuscola del circondario, è diventata la nostra casa in collina. Una vera oasi di pace, immersa nella natura, a pochi passi dalle altre case ma fornita di un piccolo bosco tutto suo, popolato di passerotti, pettirossi e cinciallegre, scoiattoli, tassi, volpi e caprioli. Dalla corte, poi, si apre quella meravigliosa vista sulla valle che vi ho già mostrato tante volte, e che ha davvero il potere di riconciliarmi col mondo.

La parte destinata a me e alla mia famiglia, l’unica che al momento dell’acquisto aveva bisogno di lavori, purtroppo apparteneva alla categoria dei recuperi artigianali in puro stile “cemento selvaggio”. Questo da un lato l’ha privata quasi completamente di qualunque elemento originale, ma dall’altro – devo ammetterlo – le ha regalato una struttura molto più razionale e facile da fruire. In un anno di autentico delirio l’abbiamo sistemata, arredata (tutto d’un colpo, perché ero talmente stufa che proprio non reggevo il pensiero di perdere altri mesi cercando pezzo per pezzo) e corredata, ed oggi è il mio piccolo angolo di paradiso.

Fosse per me, ci passerei ogni momento libero. Purtroppo è arrivata quando i figli erano già alle soglie dell’adolescenza, e non hanno fatto in tempo ad innamorarsene: anzi, da bravi teenager, cercano in ogni modo di sabotare i miei fine settimana all’aperto. E’ normale, e quindi andiamo avanti a suon di compromessi: una volta in città, una volta in collina.

Quando siamo là, però, la me bambina è assolutamente felice.

11 pensieri riguardo “Storie di un tempo passato. La bambina che sognava una casa nel bosco”

  1. Anche io appena sposata ho avuto una “mazzata” che ancora adesso continua, il mio rifugio è la mia casa, i miei fiori sul balcone. Sogno anche io di avere una casa indipendente immersa nel verde, ecco perché capisco la tua felicità che esprimi in questo post.

  2. Ciao Db io invece al contrario non amavo la vita in campagna, perché odio l’idea di quegli animaletti striscianti, che al solo pensiero brrrr…e quindi ho sempre appoggiato mia mamma sulla scelta di non assecondare il desiderio di mio papà di prendere una casa in aperta campagna. Il nostro compromesso e’ la casa di adesso dei mie con giardino e orto, annessi, ma in una sorta di residence e a pochi metri dal centro del paese. E a differenza di me bambina, adesso che vivo nella frenesia della città meneghina, desiderei tornare in quella vita di “campagna”, per far apprezzare ai miei bimbi la natura, che per fortuna già sanno in qualche modo comprendere da soli 😉 – e non solo qualche weekend. Ma d’estate di solito ci rifacciamo!
    Mi spiace leggere quella nota negativa della tua vita.
    Un bacione e buona giornata Luisa

    1. Si cambia, vero? Anch’io comunque non ho mai avuto (e non ho tuttora) grande simpatia per certi aspetti, come dire, “biologici” della campagna, ma cerco di non pensarci e guardare solo alle cose belle 😉
      Grazie per il tuo pensiero affettuoso: sono sicura che, se ti raccontassi tutta la storia, saresti tra le persone che mi capirebbero di più :*

  3. grazie per averci raccontato la storia della casa in collina, dalle immagini che ci regali ha l’aria di essere in una posizione stupenda e capisco la tua voglia di fuggire dalla città. quanto ai figli vedrai che capiranno e si appassioneranno anche loro, dagli tempo 😉
    e a proposito di urbanizzazioni selvagge come ti ho detto guardo molto spesso il canale Dove di Sky e il programma “Vado a vivere in campagna” edizione UK e mi domando perché le nostre campagne si sono riempite di orrori nuovi e ristrutturazioni orrende mentre lassù in UK i villaggi hanno mantenuto intatto il loro fascino old England.

    1. La casa è in un posto che suscita sempre reazioni estreme: c’è chi la adora e chi pensa che siamo stati dei pazzi. Io, ovviamente, sono tra i primi, i figli al momento tra i secondi: come dire, è un bel match 😉
      Ah, “Vado a vivere in campagna”… al netto del proporre spesso alla gente il contrario di quello che chiede, mi ha suscitato lo stesso pensiero. Vedere un paesaggio così bello e pensare a come hanno sconciato l’Italia a suon di capannoni e altre schifezze, oggi in gran parte abbandonate e/o diroccate, è davvero deprimente 😦

  4. Ho sempre vissuto nel cuore di Parma, pieno centro storico, e anche nella mia vita universitria a Brescia ero sempre in zona ZTL, Il mio lato bucolico, “Il mio giardino segreto” era più che soddisfatto nella casa dei nonni al mare,(dove invano cercai un’estate di convincere mio nonno a fare crescere i bossi talmente alti da poter nascondere un giardino segreto, romanzo prima e cartone animato poi mi avevano affascinata, ma il delirio è durato poco!!)…Non ho mai ambito alla vita rurale,complice la mia allergia ai pollini, ho sempre pensato che il cemento avesse pù fascino, i fiori quelli si li ho sempre adorati ma mi bastano gli spazi domestici davanzali e balconi compresi… Poi per gli strani percorsi che da la vita mi sono trovata da lunedi a venerdi a vivere in aperta campagna, nel cuore della franciacorta, per motivi lavorativi…Talmente cittadina da tenere 2 case… i miei momenti di relax li passo nella mia Parma… ma in questi anni franciacortini mi sto riconciliando con la camapagna…queste distese di viti, le colline morbide che arrivano in lontanaza ad essere vere e proprie montagne, il lago di Iseo con i suoi colori…si piano piano sto entrando in armonia con la vita agreste…ma molto lentamente!!!! baci baci baci Ale

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