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©acasadibianca

©acasadibianca

Sarà che sono sempre di corsa, sarà che non fa particolarmente freddo, sarà che la testa è sempre presa da mille pensieri, sarà che quando inizi a vedere addobbi natalizi a ottobre finisce che dopo un po’ non ci fai più caso, ma quest’anno dicembre è veramente arrivato a tradimento.

Aggiungeteci che, per la prima volta dopo quasi quindici anni, non sarò io a organizzare il pranzo di Natale – almeno così dovrebbe essere: ma detto tra noi, ci crederò quando lo vedrò – e capirete perché persino una fanatica delle feste come la sottoscritta si ritrovi completamente impreparata davanti all’inevitabile: mancano appena 22 giorni a Natale!

Urge una full immersion che mi riconduca sulla retta via: quella, insomma, fatta di addobbi, corse per i regali e menu da inventare. Il primo tentativo, un giro per il mercatino di Natale cittadino, non ha funzionato: sempre le stesse cose, tutto uguale, tutto (o quasi) finto: sinceramente una tristezza, più che una gioia.

Ho quindi pensato di cambiare strategia, e mi sono detta. Visto tutti parlano di cose da fare, perché non entrare nel mood (vulgariter: clima) natalizio con un bell’elenco di cose da NON fare per prepararsi al meglio? Andiamo controcorrente dunque, e vediamo qualche piccolo spunto di riflessione che ci aiuti, più che a preparare il cammino verso le festività, a non rovinarcelo.

1 – Pianificare sì, ma con giudizio. Liste, schemi e compagnia sono un ottimo aiuto, ma non devono diventare una prigione o, peggio, un modo per farci sentire perennemente in difetto. La via verso il Natale dev’essere gioiosa e piacevole, non una tappa a marce forzate da percorrere a testa bassa senza nemmeno accorgersi di quello che ci accade intorno. Un po’ di leggerezza e di spazio all’improvvisazione renderanno tutto più leggero e (sapendo prendere le cose con un pizzico di incoscienza) divertente.

2 – Mania di onnipotenza, vade retro. Albero con decori fatti a mano, presepe gigante, quattordici tè con le amiche, pranzo per 25 persone alla Vigilia, a Natale e a Santo Stefano? Anche no, grazie. O meglio: se abbiamo il tempo e le energie per fare tutto in scioltezza, assolutamente sì. Se invece dobbiamo affannarci per far quadrare le cose, meglio selezionare alcune vere priorità e dedicarci loro con tutta la calma e la cura che meritano. La riuscita sarà sicuramente migliore, e ne guadagneremo in serenità non solo noi, ma anche tutti quelli che ci circondano.

3 – Il piacere non è un dovere. D’accordo, in questo periodo siamo tutti più buoni e le occasioni in cui si “deve” si moltiplicano: e allora vai di cena coi colleghi, con gli ex colleghi, con i compagni di classe dei figli, con i nostri ex compagni di classe, con le amiche della palestra/piscina/tennis/circolo dei lettori, con i compagni di danza/calcio/scacchi dei figli, con gli amici canemuniti dei giardinetti, e chi più ne ha più ne metta. Lo so, vorremmo vedere tutti e stare bene con tutti: peccato che, il più delle volte, semplicemente non si possa. Anche qui, meglio selezionare le serate che possiamo veramente affrontare con piacere e lasciar perdere le altre. State pur tranquilli che, nella confusione generale, nessuno se la prenderà.

4 – Sono una donna, non solo una chioccia. E’ vero, a Natale niente è più bello che dare completamente se stessi per la cura del tempo da trascorrere con le persone che amiamo, voglia questo dire casa, cucina o altro. Non dimentichiamo però che ci siamo anche noi, e troviamo il tempo per volerci un po’ di bene. Un vestito nuovo, un libro che volevamo leggere da tempo, un giretto in più dalla parrucchiera o dall’estetista, ma anche semplicemente un bel bagno caldo o una pennica sul divano senza nessuno che ci assilli possono avere uno spettacolare valore terapeutico. Chi ci ama, capirà.