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©acasadibianca

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Incredibile ma vero, le mie decorazioni natalizie 2015 non hanno nessun, ma proprio nessun, elemento british! Sarà che quest’anno lo spirito natalizio è in imbarazzante ritardo, sarà che l’idea di non passare il giorno di Natale a casa mi demotiva alquanto, ma ho optato per tocchi decorativi molto leggeri. Soprattutto, sono tornata al mio antico amore, la Mitteleuropa.

No, niente stile nordico per me. Il bianco mi piace moltissimo, ma il tutto bianco mi intristisce: sarà l’indigestione di nebbia padana, ma preferisco sempre un po’ di colore. Via quindi al sano, vecchio abbinamento verde, rosso e oro, declinato in sfumature sobrie e toni non troppo accesi.

Cominciamo dal pezzo forte: l’albero. Stufissimi del vecchio albero sintetico, quest’anno abbiamo osato una punta di autentico abete. Ovviamente anche in questo campo ci siamo presi tardissimo, e abbiamo dovuto accontentarci di quel che c’era: un alberello simpaticamente cicciotto e con la capoccia un po’ pelata. A dirla tutta è anche un po’ stortino, ma poco importa: mi piace pensarlo come la versione arborea del leggendario signor Pinotto, mitologica creatura a metà tra gnomo e scoiattolo inventata dai figli quando erano piccoli e si andava dai nonni in montagna.

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L’ho decorato con le tradizionali lucine, i nastri e gli addobbi di sempre, decisamente ridotti di numero visto le piccole dimensioni dell’abete. La tecnica decorativa resta la solita, di cui avevamo parlato qui: dato che funziona bene, la osserviamo scrupolosamente.

I decori sono rigorosamente infrangibili (al momento Ninni lo ignora, ma sai mai che restando a casa da sola non cada in tentazione), a parte due piccoli addobbi della nota marca altoatesina, prudentemente attaccati molto in alto: ci sono affezionata perché me li hanno regalati i ragazzi, prima di entrare (sigh) nell’attuale fase Grinch.

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E veniamo al resto della sala. L’angolino di benvenuto è sostanzialmente lo stesso dello scorso anno, con una sola differenza. Avendo rinunciato ancora una volta – sempre causa cane – a fare il presepe grande, e non essendo rimasta molto soddisfatta dalla soluzione adottata l’anno scorso, ho recuperato il micro presepe della casa in collina e l’ho sistemato qui.

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E’ piccolo, piccolissimo, ma allo stesso tempo estremamente dolce, e mi piace per quello.

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Anche la credenza ricalca la soluzione 2014, con una sola differenza, anzi due: il nuovo runner, molto country (si vede che vorrei essere in collina, eh?) e soprattutto il bellissimo piatto da dolce ricevuto lo scorso Natale, che merita senz’altro il posto d’onore, accanto alla cioccolatiera, alle coppette per i cioccolatini (riempite subito dopo la foto) e alla mia amata slittina.

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Non può naturalmente mancare il tocco floreale, con questa semplicissima composizione di rami di pino, alloro e bacche di ilex.

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La tavola è ancora più semplice. Anche qui runner nuovo, ciotoline e piatto coordinati e pronti per i cioccolatini (per il piatto ha già provveduto santa Lucia); per muovere un po’ le altezze, ho aggiunto un mini boccale verde decisamente vintage.

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L’innovazione, che è un vero e proprio esperimento, è il centrotavola: ho preso un vecchio e scalcinatissimo stampo per dolci ad albero di Natale, l’ho riempito di muschio e decorato con piccole pigne, fettine di arancia essiccata e bacche di ilex. Il risultato mi sembra grazioso e bene in sintonia con il resto delle decorazioni.

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A questo punto, ufficializzato che il pranzo di Natale sarà altrove, non mi resta che iniziare a pensare alla tavola della Vigilia. Ho in mente un vero e proprio percorso di prova, spero di riuscire a realizzarlo e soprattutto condividerlo con voi. Se nel frattempo volete raccontare come saranno le vostre tavole di Natale, lo spazio nei commenti è aperto.